World Cup Qualifiers: Italia batte Irlanda del Nord 2-0, Buffon respira ma la Nazionale è solo a metà dell’opera

World Cup Qualifiers

BERGAMO – Le World Cup Qualifiers tornano a far tremare l’Italia. La nazionale italiana ha superato il primo ostacolo nei playoff di qualificazioni mondiali 2026 battendo 2-0 l’Italy vs Northern Ireland ieri sera al Gewiss Stadium di Bergamo. Un risultato che ha fatto esplodere di gioia i 23 mila azzurri presenti sugli spalti, ma che ha lasciato anche un retrogusto amaro: perché il primo tempo è stato di pura sofferenza, con l’Irlanda del Nord che ha tenuto testa con orgoglio e ha fatto emergere tutte le paure di una squadra che sente ancora il peso di due Mondiali mancati di fila.

Gennaro Gattuso lo aveva detto chiaro in conferenza: «Questa non è una passeggiata, è una guerra». E la guerra si è vista eccome. Nel primo tempo l’Italia ha dominato il possesso ma ha prodotto poco, con un palo di Dimarco e tanta tensione. L’Irlanda del Nord di Michael O’Neill, schierata con un solido 5-4-1, ha sfruttato la fisicità di Paddy McNair in difesa e la qualità di Ethan Galbraith a centrocampo per chiudere ogni varco. I verdi di Belfast hanno giocato senza paura, confermando di essere una squadra tosta e organizzata, capace di mettere in difficoltà anche una favorita come l’Italia. Solo nella ripresa è arrivata la scossa: Sandro Tonali al 56’ ha sbloccato con un destro secco dal limite, Moise Kean al 79’ ha chiuso i conti con un diagonale chirurgico su assist proprio di Tonali. Due gol che valgono la finale playoff di martedì 31 marzo contro la Bosnia Erzegovina.

Buffon, da capo delegazione, ha vissuto la partita con il cuore in gola. L’ex capitano, che ha già annunciato di essere pronto a farsi da parte se l’Italia non dovesse qualificarsi, ha respirato solo al triplice fischio. «Sentiamo lo scetticismo della gente, ma questi ragazzi sanno gestire la pressione», aveva detto nei giorni scorsi. Ieri sera, mentre Tonali esultava sotto la curva, Buffon era in tribuna a stringere pugni. La sua presenza è diventata quasi un simbolo: l’Italia ha bisogno di quell’esperienza per non crollare nei momenti decisivi. Eppure proprio la gestione di Gattuso ha fatto discutere. Perché tenere Kean e Retegui in campo fino alla fine nonostante un primo tempo sterile? E perché non dare più spazio a chi poteva cambiare ritmo prima?

Sui social la nazionale italiana è stata sommersa di reazioni contrastanti. C’è chi esulta per il pass alla finale («Finalmente si vede il carattere»), chi invece attacca la prestazione iniziale («Troppa paura, così contro la Bosnia rischiamo grosso»). I tifosi dell’Irlanda del Nord, dal canto loro, hanno applaudito i loro ragazzi: McNair ha guidato una difesa eroica, Galbraith ha dettato i tempi con intelligenza nonostante la giovane età. Il calcio internazionale sa essere crudele: l’Irlanda del Nord esce a testa alta, ma il sogno Mondiale si spegne qui. Per l’Italia, invece, si riapre una porta che sembrava chiusa da troppo tempo.

La psicologia di questo gruppo è sotto esame. Dopo anni di risultati altalenanti, la vittoria di ieri ha dimostrato che la squadra di Gattuso sa soffrire e colpire quando serve. Ma ha anche messo in luce limiti evidenti: poca brillantezza nella manovra, dipendenza dai singoli e una certa fragilità emotiva nei primi 45 minuti. Tonali, tornato da un periodo complicato, è stato il leader silenzioso che serviva. Kean ha confermato di essere un attaccante da grandi occasioni. Donnarumma, come sempre, ha blindato la porta. Eppure il vero esame arriverà martedì in Bosnia: una trasferta caldissima dove il tifo avversario potrebbe fare la differenza.

Le qualificazioni mondiali 2026 stanno regalando emozioni forti proprio perché mettono a nudo le debolezze e le virtù di squadre che si giocano tutto in 180 minuti. L’Italia ha il destino nelle proprie mani, ma non può permettersi altri passi falsi. Buffon lo sa meglio di chiunque altro: la qualificazione non è solo un traguardo sportivo, è una questione di orgoglio nazionale. Se gli Azzurri dovessero fallire anche stavolta, il calcio italiano rischierebbe di perdere pezzi importanti, a cominciare proprio dal suo storico capitano diventato dirigente.Per ora, però, si festeggia con cautela. La World Cup Qualifiers ha regalato all’Italia una notte di sollievo, ma ha anche ricordato che il cammino verso il Mondiale nordamericano è ancora lungo e pieno di insidie. I tifosi sognano, i critici restano in agguato e Buffon aspetta il verdetto finale. Martedì si gioca tutto: o il ritorno sul palcoscenico più bello del mondo o un’altra delusione che nessuno, in Italia, è più disposto ad accettare.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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