La Vardera Meloni: Meloni furiosa a mezzanotte scrive a Ismaele La Vardera «Che modo vergognoso di fare politica». Lo scontro che infiamma la Sicilia

La Vardera Meloni

PALERMO – Nella notte tra sabato e domenica, mentre l’Italia dorme e la politica nazionale naviga tra crisi di governo e scenari internazionali turbolenti, il telefono di Ismaele La Vardera si illumina. Mittente: Giorgia Meloni. Oggetto: un video del deputato regionale siciliano di Controcorrente che critica duramente l’impugnativa del Consiglio dei ministri contro la legge regionale sui ristori per i danni del ciclone Harry. Il messaggio della premier è lapidario e stizzito: «La ritorsione??? Io veramente non ho parole. E ora che faccio quindi, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane? Che modo vergognoso di fare politica. Il cambiamento…».

È lo scoop che in poche ore ha fatto esplodere la la vardera meloni, trasformando un normale botta e risposta istituzionale in un caso politico nazionale. Ismaele La Vardera, ex inviato delle Iene e oggi leader del movimento Controcorrente, ha pubblicato screenshot e audio sui social, denunciando pubblicamente l’irritazione della donna più potente d’Italia. Un gesto che ha trasformato un dissidio su 40,8 milioni di euro di aiuti in un simbolo di tensioni più profonde tra Roma e Palermo.

Tutto nasce venerdì, quando La Vardera pubblica un video tagliente sull’impugnativa decisa dal Cdm alla legge regionale n. 3 del 30 gennaio 2026. Quella norma, approvata dall’Ars dopo il passaggio devastante del ciclone Harry tra il 19 e il 21 gennaio, prevedeva ristori concreti per famiglie, imprese e agricoltori colpiti da alluvioni, frane e mareggiate da nove metri. Il governo centrale motiva la bocciatura con violazioni dell’articolo 117 della Costituzione: eccedenza di competenze regionali su previdenza sociale e concorrenza. Motivi tecnici, si difende l’esecutivo. Ma per Ismaele La Vardera – e per gran parte dell’opposizione siciliana – la tempistica è sospetta. La Sicilia ha votato massicciamente «no» al recente referendum, un segnale chiaro di insofferenza verso le scelte del centrodestra nazionale. «Una ritorsione contro una regione che ha detto no», ha tuonato La Vardera nel video, invitando il presidente Schifani a scendere a Roma con lui per battere i pugni sul tavolo.

La risposta di Meloni arriva poche ore dopo, a mezzanotte e venti. Non una nota ufficiale, non un’intervista, ma un WhatsApp privato. Un gesto che ha sorpreso persino chi conosce il rapporto tra i due: nel 2017 La Vardera, allora giornalista under cover, fu sostenuto proprio da Meloni nella sua candidatura a sindaco di Palermo per un documentario choc. Da quel giorno i contatti si erano diradati, fino al 2023 al Quirinale. Adesso la premier appare irritata dal tono del giovane deputato 32enne senza partito nazionale alle spalle.

La Vardera non ci pensa due volte e replica a tono, sempre via chat: «La mia è una critica politica assolutamente legittima, condivisa da tutta l’opposizione. Esprimere dubbi sulla tempistica del Cdm e sull’esito del referendum è il minimo. Hai dimenticato i toni che usavi quando eri all’opposizione? La Sicilia non è più nelle condizioni di essere governata così. Dovresti vergognarti per averla consegnata nelle mani di Schifani e compagnia. Usa la verga a Roma, non la bambagia in Sicilia». Poi posta tutto su Facebook e Instagram, con un post che suona quasi come una chiamata alle armi: «Nel pieno di una crisi di governo il pensiero della Meloni sono io. Noi da soli facciamo paura».

La vardera meloni diventa così virale. Sui social siciliani si dividono le opinioni: chi vede in La Vardera il coraggio di un outsider che non teme Palazzo Chigi, chi accusa la premier di perdere lucidità dopo la sconfitta referendaria. Il senatore Pd Antonio Nicita commenta ironico: «Mentre diserta il Parlamento sulla crisi post-referendaria, Meloni trova il tempo di mandare messaggini piccati a mezzanotte». Da Fratelli d’Italia minimizzano: l’impugnativa è solo tecnica, la propaganda di La Vardera è «disinformazione elettorale».

Eppure il caso va oltre il singolo scambio. La Sicilia, storicamente feudo del centrodestra, mostra crepe. Schifani appare sempre più schiacciato tra Roma e le richieste territoriali, mentre La Vardera – che già guarda alle regionali 2027 – si candida a voce scomoda del malcontento isolano. L’episodio rivela un paradosso: la Meloni che da premier invoca il «cambiamento» si ritrova a difendere procedure che, per molti siciliani, somigliano a punizioni politiche.

Le implicazioni sono chiare. In un momento di fragilità del governo nazionale, un deputato regionale senza grandi strutture alle spalle riesce a far tremare la premier. La Vardera Meloni non è più solo un hashtag: è lo specchio di un Sud che chiede rispetto e risorse, non lezioni da Roma. E Ismaele La Vardera, con il suo stile diretto da ex Iena, ha capito che la visibilità si conquista anche con uno screenshot a mezzanotte.La politica siciliana, da oggi, ha un nuovo fronte caldo. E la la vardera meloni continuerà a far discutere, perché quando il potere si sente toccato, anche un messaggio privato diventa notizia nazionale.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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