BFF Bank sotto assedio: Bankitalia nomina due commissari, azioni crollano del 50% e crediti a rischio per 1,3 miliardi

BFF Bank sotto assedio

Piazza Affari non ha avuto pietà. Questa mattina di lunedì 30 marzo 2026 le azioni BFF Bank hanno aperto a 1,30 euro e in poche ore hanno perso quasi il 50%, toccando minimi intraday sotto quota 1,23 prima di rimbalzare parzialmente attorno a 1,70-1,72 euro. Volume esploso, oltre 14 milioni di pezzi scambiati prima di pranzo: il titolo specializzato nel factoring verso la Pubblica Amministrazione è finito nel mirino di tutti gli investitori.

Il motivo è arrivato domenica sera, come un fulmine a ciel sereno: la Banca d’Italia ha nominato due commissari in temporaneo affiancamento al Consiglio di Amministrazione. Si chiamano Raffaele Lener (ex Carige) e Francesco Fioretto, e hanno preso servizio già venerdì 28 marzo. Non si tratta di un commissariamento classico – il CDA e il Collegio Sindacale mantengono pieni poteri – ma di un intervento di vigilanza forte, richiesto per accelerare il risanamento del quadro operativo-contabile e del comparto creditizio legato al factoring e al lending.

BFF Bank ha comunicato che l’ispezione generale ancora in corso ha evidenziato criticità nella classificazione prudenziale dei crediti. La banca stessa ha segnalato un potenziale aumento dell’esposizione ai crediti deteriorati (past-due) fino a 1,3 miliardi di euro. Una cifra enorme per un istituto che da sempre ha fatto della qualità del portafoglio pubblico (soprattutto sanitario e farmaceutico) il suo punto di forza. E non è finita: Via Nazionale ha imposto il rinvio del progetto di bilancio 2025 al massimo al 30 aprile e dell’approvazione assembleare al 30 giugno.

Per capire la portata del colpo basta guardare i numeri recenti. Solo due mesi fa, a febbraio, BFF aveva già tagliato le stime 2026 dopo accantonamenti straordinari da 95 milioni, con utile netto rettificato rivisto da 240 a 160 milioni e RoTE dal 40% al 24%. Poi, il 17 marzo, l’addio di Massimiliano Belingheri dopo vent’anni e l’arrivo di Giuseppe Sica come nuovo AD. Ora questo provvedimento che, anche se presentato come “supporto”, suona come un campanello d’allarme pesantissimo per il mercato.

Il titolo, che a gennaio 2026 valeva ancora oltre 9 euro, ha perso in poche settimane oltre l’80% del valore. Oggi la capitalizzazione è scesa sotto i 320 milioni di euro. Sui forum di trading e sui gruppi di investitori retail l’atmosfera è rovente: c’è chi parla di “carta straccia”, chi invoca stop-loss generalizzati e chi invece scommette sul rimbalzo perché il Cet1 resta sopra i requisiti e il business di base – la gestione dei crediti della PA – rimane strutturalmente solido.

Gli analisti sono divisi. Equita Sim ha già tagliato il target da 6 a 2,5 euro e il giudizio a “reduce”. Altri continuano a vedere nel titolo un valore profondo, ma ammettono che la visibilità sul bilancio 2025 è ormai ridotta al lumicino. Il mercato si chiede: quanto sarà l’impatto finale sui crediti? Quanto tempo servirà per il de-risking del portafoglio factoring? E soprattutto, chi comprerà ora un titolo così penalizzato?

BFF Bank resta un player unico nel panorama italiano: leader nel factoring verso la Pubblica Amministrazione, con una raccolta retail in forte crescita e un modello che fino a pochi mesi fa sembrava inattaccabile. Proprio per questo il provvedimento di Bankitalia brucia così tanto. Non è un semplice “richiamo”: è la dimostrazione che anche un’eccellenza di nicchia può finire sotto la lente quando i controlli interni e la classificazione dei crediti mostrano falle.

Intanto BNP Paribas ha superato la soglia del 3% nel capitale, precisando però che si tratta di “normale attività di trading”. Un segnale? O solo una coincidenza? Gli investitori più smaliziati guardano già al Market Update Call convocato oggi stesso dalla banca: sarà l’occasione per capire se il management riuscirà a tranquillizzare il mercato o se le incertezze sul bilancio e sul de-risking peseranno ancora.

Per chi ha in portafoglio BFF Bank azioni la domanda è una sola: questo è il fondo o solo l’inizio di un’altra discesa? Il titolo tratta ormai a multipli ridicolmente bassi, ma il rischio regolamentare e di esecuzione del piano di risanamento è altissimo. Nei prossimi giorni gli occhi saranno tutti puntati sui numeri definitivi dei crediti deteriorati e sulle mosse del nuovo AD Sica affiancato dai due commissari.

Una cosa è certa: la specialità finanziaria italiana ha perso un pezzo della sua aura invincibile. E per BFF Bank, dopo anni di crescita ininterrotta, è arrivato il momento della verità più dura. Gli investitori che credevano in un titolo “noioso ma sicuro” si sono svegliati di colpo in un incubo da manuale.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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