Addio a Gianluca Cherubini: l’ex Roma e campione d’Europa Under 21 si è spento a 52 anni

Roma, 2 aprile 2026 – Il calcio italiano si è svegliato con una notizia dolorosa. Gianluca Cherubini, ex calciatore cresciuto nella Roma e con una carriera tra Serie A e categorie inferiori, è morto ieri all’età di 52 anni dopo una lunga malattia. La scomparsa di Gianluca Cherubini calciatore ha colpito duramente chi lo aveva visto esordire con grandi speranze negli anni Novanta, quando sembrava destinato a diventare uno dei terzini destri più promettenti del nostro campionato.
Nato a Roma il 28 febbraio 1974, Cherubini ha lasciato un segno soprattutto tra i tifosi giallorossi e granata. Cresciuto nel settore giovanile della Lodigiani e poi del Monza, approdò alla Reggiana dove esordì in Serie A. Nel 1995-1996 arrivò il passaggio alla Roma, dove collezionò cinque presenze in prima squadra sotto la guida di Carlo Mazzone, condividendo lo spogliatoio con Francesco Totti, che in quegli anni muoveva i primi passi da predestinato. Non fu un’annata da titolare fisso, ma bastò per entrare nel cuore di chi seguiva la squadra capitolina.
La carriera di Gianluca Cherubini continuò poi tra alti e bassi. Tornò alla Reggiana per diverse stagioni, con una parentesi al Vicenza, quindi scese di categoria con Chieti, Torres e Giulianova. Proprio con la maglia abruzzese del Giulianova, nel 2006, subì un grave aneurisma cerebrale durante una partita: un episodio drammatico che rischiò di costargli la vita e che segnò profondamente il suo percorso. Nonostante tutto, trovò la forza di riprendere a giocare e chiuse la carriera con un’ultima esperienza al Chieti nel 2008-2009.
Oltre al campionato maggiore, Cherubini può vantare un titolo importante con la Nazionale Under 21: nel 1994, sotto la guida di Cesare Maldini, fece parte della squadra che conquistò l’Europeo di categoria in Francia, battendo in finale il Portogallo. In quel gruppo c’erano talenti come Cannavaro, Vieri, Inzaghi e altri futuri campioni del mondo. Per lui fu il momento più alto di una carriera che, pur non esplodendo del tutto, lasciò il ricordo di un giocatore generoso, con buona corsa sulla fascia destra e una discreta duttilità tra difesa e centrocampo.
Nelle ultime ore il mondo del calcio ha ricordato Gianluca Cherubini con affetto e commozione. La Reggiana, club dove ha giocato di più e con maggiore continuità, ha espresso il proprio cordoglio, così come la Roma che lo aveva lanciato tra i professionisti. Molti ex compagni e dirigenti delle squadre in cui ha militato hanno postato messaggi di vicinanza alla famiglia. La sua storia, segnata da un talento precoce ma anche da difficoltà personali e di salute, ha toccato chi nel calcio ha visto non solo successi ma anche cadute e risalite.
Chi cerca oggi “Gianluca Cherubini calciatore” o “cherubini calciatore” lo fa probabilmente per ripercorrere una carriera che ha attraversato gli anni d’oro della Serie A degli anni Novanta, quando il campionato italiano era ancora il più bello del mondo. Cherubini rappresentava quel tipo di giocatore di provincia che arrivava nella grande piazza con fame e umiltà, senza mai diventare una stella ma lasciando comunque un’impronta. La sua parabola ricorda quanto sia fragile il confine tra promessa e realizzazione, tra infortuni gravi e voglia di non arrendersi.
Dopo il ritiro aveva provato anche la strada dell’allenatore, con esperienze nei dilettanti, ma la malattia lo aveva costretto a rallentare. La sua scomparsa a soli 52 anni ha riaperto riflessioni sul destino di tanti ex calciatori che, una volta appese le scarpette al chiodo, devono fare i conti con una vita che cambia improvvisamente. Nel calcio di oggi, sempre più attento alla salute mentale e fisica dei propri tesserati, la storia di Cherubini assume un valore quasi simbolico.
Il lutto arriva in un momento in cui il calcio italiano guarda al futuro tra Mondiali mancati e riforme, ma non dimentica chi ha contribuito a scriverne la storia recente. Gianluca Cherubini non è stato un campione eterno, eppure la sua figura torna a far parlare perché incarna la passione pura per questo sport: quella di chi ha giocato con la maglia della Roma accanto a Totti, ha vinto un Europeo giovanile e ha combattuto contro la sfortuna più nera senza mai tirarsi indietro.
Il mondo del pallone oggi si ferma per un minuto di silenzio ideale. La sua eredità resta nelle statistiche di Transfermarkt, nei ricordi dei tifosi reggiani e romanisti, e nella lezione di resilienza che ha lasciato a tutti coloro che lo hanno conosciuto. Riposa in pace, Gianluca.