Alessandro Costacurta: “Gravina deve dimettersi”. L’ex Milan lancia la bomba su Sky dopo il flop Mondiale

Alessandro Costacurta

Alessandro Costacurta non ha usato giri di parole. A poche ore dall’eliminazione dell’Italia ai playoff contro la Bosnia, l’ex difensore del Milan e voce storica di Sky Sport ha sparato a zero sul presidente della FIGC Gabriele Gravina: “Mi aspetto che si dimetta perché è una persona garbata e intelligente e capisca che quello è il passo che deve fare”. Parole pesanti, pronunciate in diretta durante la notte di Sky Calcio Club, che hanno subito infiammato il dibattito nel calcio italiano.

L’Italia è fuori dal Mondiale 2026. Per la terza volta consecutiva. Dopo gli spareggi persi con la Svezia nel 2017 e con la Macedonia del Nord nel 2022, stavolta è toccato ai rigori di Zenica contro la Bosnia a sancire l’ennesimo fallimento. Gennaro Gattuso, ct sotto accusa, ha vissuto una notte da incubo. Ma il giorno dopo, mentre Locatelli postava messaggi di profonda delusione e Donnarumma ammetteva di aver pianto, è stato proprio Alessandro Costacurta a prendersi la scena. Non con frasi di circostanza, ma con una posizione netta, da uomo che conosce il sistema dall’interno: ex commissario straordinario FIGC nel 2018 al fianco di Fabbricini, ha lavorato con Gravina quando quest’ultimo era presidente della Lega Serie C.

Le sue parole non sono arrivate a caso. Costacurta ha legato il destino di Gravina a quello di tutto il movimento: “È la persona numero uno del calcio italiano in questo momento e mi aspetto che faccia questa scelta”. Un messaggio chiaro, quasi un invito alla dignità, che riecheggia quanto già detto da altri dirigenti come Abodi e da decine di senatori che hanno presentato interrogazioni per chiederne le dimissioni. Ma quando a parlare è un simbolo come Billy – 663 presenze con la maglia rossonera, sette scudetti, cinque Champions – il peso è diverso. Non è un ex qualsiasi: è uno che ha vissuto l’epoca d’oro del Milan di Sacchi e Capello, quello che vinceva tutto con una difesa impermeabile e una mentalità vincente che oggi sembra un ricordo lontano.

Costacurta non si è fermato qui. Nella stessa intervista ha allargato il tiro al sistema, criticando duramente chi invoca “cambiamenti” senza guardare in casa propria. Ha puntato il dito su Aurelio De Laurentiis e sul Napoli, ma soprattutto sul numero esiguo di italiani nelle big: solo sei azzurri su 44 titolari nelle prime quattro della classifica nell’ultima giornata di Serie A. Un dato che, secondo lui, spiega molto più di mille discorsi sulla rifondazione. E non ha risparmiato nemmeno Gianluigi Donnarumma: “Da capitano dell’Italia si continua ad incazzare, non fa il bene della Nazionale. Alcuni sprecano energie nervose”. Frasi che hanno fatto discutere, perché toccano il tasto dolente della leadership e dell’ego dei giocatori azzurri.

Nel mondo del calcio le reazioni non si sono fatte attendere. Sui social i tifosi del Milan esultano per la franchezza del loro ex idolo, mentre altri lo accusano di eccessiva durezza. I media rimbalzano le dichiarazioni in loop: da Gazzetta a Corriere dello Sport, tutti evidenziano come Costacurta abbia messo il dito nella piaga di un calcio italiano fermo da troppo tempo. Chi lo conosce bene ricorda che il suo stile è sempre stato questo: diretto, senza filtri, da difensore che non indietreggiava mai. Oggi, da opinionista, mantiene la stessa cattiveria agonistica, ma la applica alle parole.

C’è chi vede nelle sue uscite un segnale di rottura necessario. Il calcio italiano ha bisogno di una scossa, dicono in tanti. Gattuso sembra destinato a lasciare, Gravina è nel mirino da mesi. E Costacurta, con il suo passato da dirigente federale, sa bene quali meccanismi bloccano il sistema: pochi giovani italiani pronti, mancanza di ego nei talenti, un vivaio che non produce più i campioni di una volta. Il contrasto con la sua era è stridente: lui, Maldini, Baresi, Tassotti formavano una muraglia. Oggi la Nazionale inciampa anche contro squadre sulla carta inferiori.

Il dibattito è appena iniziato, ma le parole di Alessandro Costacurta rischiano di diventare il detonatore di una vera e propria crisi di sistema. La FIGC è chiamata a decidere: commissariamento, elezioni anticipate o un passo indietro del presidente? Intanto il movimento si interroga su come ripartire, perché un altro Mondiale senza Italia sarebbe una ferita troppo profonda per un Paese che ha scritto pagine di storia del calcio.

Billy ha parlato chiaro, come sempre. Ora tocca agli altri rispondere con i fatti. Perché il calcio italiano non può più permettersi di perdere altro tempo.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

Read More →