Revolut Antitrust, multa da oltre 11 milioni: l’AGCM sanziona la fintech per pratiche scorrette su investimenti e conti

Revolut Antitrust

Milano, 3 aprile 2026 – La notizia è rimbalzata ieri pomeriggio tra le chat degli investitori retail e gli uffici delle banche tradizionali: l’Antitrust italiano ha inflitto a Revolut una sanzione complessiva superiore agli 11 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso l’istruttoria avviata nel luglio 2025, contestando alla fintech britannica messaggi ingannevoli sui servizi di investimento e modalità aggressive nella gestione dei servizi bancari. La mossa ha immediatamente riacceso l’attenzione sul fenomeno Revolut, uno dei protagonisti più aggressivi del fintech europeo, e ha fatto schizzare le ricerche su Revolut antitrust, antitrust Revolut e indagine antitrust Revolut.

Revolut è nata nel 2015 a Londra come carta prepagata multivaluta per viaggiatori. In pochi anni si è trasformata in una super-app finanziaria: conto corrente con IBAN (prima lituano, poi italiano per molti clienti), trading di azioni e criptovalute senza commissioni dichiarate, assicurazioni, prestiti e persino servizi di wealth management. Oggi conta oltre 50 milioni di clienti in tutto il mondo, di cui circa 3 milioni solo in Italia, dove ha puntato con forza sull’espansione retail e sull’attrazione di giovani e professionisti digitali. Il suo modello “zero commissioni” ha sconvolto il mercato tradizionale, costringendo banche come Intesa, UniCredit e BPER a lanciare offerte competitive per non perdere quote di clientela giovane.

L’istruttoria dell’AGCM, aperta il 10 luglio 2025 con ispezioni nella filiale italiana supportate dalla Guardia di Finanza, si è concentrata su due filoni principali. Nel settore degli investimenti, Revolut avrebbe pubblicizzato operazioni su azioni enfatizzando l’assenza di commissioni senza evidenziare in modo chiaro e adeguato costi aggiuntivi, limiti operativi e condizioni reali del servizio. Secondo l’Autorità, questo approccio avrebbe indotto in errore i consumatori, presentando un quadro incompleto delle condizioni economiche.

Sul fronte bancario, invece, la contestazione riguarda presunte pratiche aggressive nella gestione dei conti correnti: blocchi improvvisi degli account, difficoltà nel riattivare i servizi e comunicazioni non trasparenti sulle modalità per ottenere l’IBAN italiano. L’AGCM ha sanzionato in particolare Revolut Securities Europe UAB (società che offre i servizi di investimento in Europa) e Revolut Group Holdings Ltd, con una multa complessiva che supera gli 11 milioni di euro. Revolut Bank UAB è stata coinvolta nel procedimento per la parte relativa ai servizi bancari.

La reazione della società non si è fatta attendere. In una nota diffusa subito dopo l’annuncio, Revolut ha annunciato che presenterà ricorso contro la sanzione, ribadendo la volontà di collaborare con le autorità ma difendendo la trasparenza delle proprie comunicazioni. «Prendiamo molto sul serio le osservazioni dell’AGCM e continueremo a fornire piena cooperazione», hanno fatto sapere fonti interne, sottolineando come l’azienda abbia sempre puntato su un’esperienza utente semplice e accessibile.

Nel mondo fintech e tra gli analisti finanziari il verdetto ha generato un dibattito acceso. Da un lato, alcuni esperti sottolineano che pratiche di questo tipo rappresentano un rischio sistemico nel settore: la corsa alla crescita veloce può portare a sacrificare la chiarezza informativa, soprattutto quando si rivolgono a un pubblico retail poco esperto di finanza. Dall’altro, c’è chi vede nella sanzione un segnale di come le autorità stiano alzando il livello di vigilanza sulle neobanche, dopo anni di deregulation relativa che ha permesso a player come Revolut, N26 e Wise di guadagnare quote di mercato rapidamente.

Il caso assume particolare rilevanza in Italia, dove Revolut ha investito pesantemente per ottenere la licenza bancaria europea tramite la sussidiaria lituana e per lanciare l’IBAN italiano, strumento chiave per ricevere stipendi e pagamenti domestici senza complicazioni. La multa arriva in un momento di forte espansione per la fintech: i ricavi del gruppo sono cresciuti significativamente grazie all’aumento dei clienti e dei servizi a pagamento (abbonamenti premium, trading, cripto). Tuttavia, episodi di reclami per blocchi di conti o ritardi nei trasferimenti avevano già attirato l’attenzione di associazioni consumatori come il Codacons, che ha salutato positivamente l’intervento dell’Antitrust.

La vicenda Revolut antitrust riflette una tendenza più ampia nel settore fintech europeo. Dopo l’esplosione post-pandemia, le autorità di vigilanza – sia nazionali che europee – stanno passando da un approccio di facilitazione all’innovazione a una fase di maggiore enforcement su trasparenza, tutela del consumatore e corretta concorrenza. La Commissione Europea e le banche centrali nazionali monitorano con attenzione fenomeni come il “greenwashing” finanziario, le pratiche di dark pattern nelle app e la gestione dei rischi di frodi e riciclaggio.

Per gli investitori e i clienti italiani, la sanzione rappresenta un campanello d’allarme: la comodità di un’app che promette tutto a costo zero deve essere sempre confrontata con la solidità delle garanzie e la chiarezza delle condizioni contrattuali. Nel frattempo, Revolut continua a crescere, ma dovrà probabilmente rivedere alcune strategie di comunicazione per evitare nuovi attriti regolatori.

Il caso segna un punto di svolta nel rapporto tra fintech e autorità di controllo in Italia. Mentre le banche tradizionali invocano un campo da gioco più equilibrato, le neobanche come Revolut imparano che la rapidità di scalata non può prescindere dal rispetto rigoroso delle regole di trasparenza. Nel futuro del digital banking europeo, il bilanciamento tra innovazione e tutela del consumatore diventerà sempre più il terreno su cui si giocheranno quote di mercato e fiducia dei risparmiatori.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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