Maurizio Battista denunciato per stalking: la guerra con l’ex manager finisce in Procura

Maurizio Battista

Roma, 10 aprile 2026. La notizia è rimbalzata ieri pomeriggio su tutti i siti di cronaca e ha fatto tremare i gruppi dei fan: Maurizio Battista è stato denunciato dal suo ex manager Fabio Censi per stalking e diffamazione aggravata. Non una semplice lite tra colleghi, ma una vera e propria guerra che dura da mesi e che adesso approda in Procura, con tanto di richiesta di misura interdittiva nei confronti del comico romano.

Al centro di tutto, quei video che Battista ha postato quasi ogni giorno sui suoi social, senza mai fare il nome di Censi ma parlando chiaro: «uno sciacallo» che gli avrebbe sottratto circa un milione e mezzo di euro, firmando al posto suo, intascando soldi che non gli spettavano. Una storia che il comico aveva già raccontato a marzo a “Le Iene”, con gli occhi lucidi e la voce rotta, spiegando come un rapporto di fiducia durato dal 2018 si fosse trasformato in un incubo. Poi, a gennaio, il taglio netto: un messaggio WhatsApp e addio. Da quel momento, i video sono diventati quotidiani. Centinaia di migliaia di visualizzazioni, commenti infuocati, curiosità che cresceva. Fino alla querela di ieri.

Fabio Censi, attraverso il suo avvocato, non ci sta. Nella denuncia parla di «parole pesanti», di minacce velate, di un «cacciatore con il fucile carico» che lo avrebbe terrorizzato al punto da cambiargli le abitudini di vita. Chiede che i post vengano rimossi e che Battista venga fermato. Una mossa che ha fatto esplodere di nuovo i social: da una parte chi difende il comico («ha ragione, chi ti tradisce merita di essere smascherato»), dall’altra chi scuote la testa («così però si rovina l’immagine»). Perché Maurizio Battista, per generazioni di italiani, è sempre stato quello delle battute taglienti ma sincere, il re della comicità da bar, l’uomo che al Teatro Olimpico o al Duse di Bologna ti faceva ridere fino alle lacrime senza mai prendersela troppo sul serio.

E invece oggi, a 68 anni, con il Tour 2025/2026 già in pieno svolgimento – ieri sera era in scena a Reggio Calabria, tra pochi giorni Bologna, Bergamo, Milano – si ritrova al centro di una bufera che nessuno si aspettava. Lui non si è fatto attendere. Ha risposto con tre video freschi freschi, diretto come sempre: «Ha fatto un errore. Diffamazione vuol dire accusare qualcuno di una cosa che non ha fatto. Ma lui quelle cose le ha fatte». E poi, senza filtri: «Gobbo da quattro soldi di me**a, non pensare che mi metti paura con una denuncia». Il suo avvocato Remo Pannain parla di «mossa difensiva» e garantisce che Battista chiarirà tutto davanti al pm. Intanto la controdenuncia del comico contro l’ex manager è già partita.

È un colpo al cuore per chi lo segue da anni. Maurizio Battista è uno di quelli che ha attraversato la tv italiana senza mai tradire il suo stile: da Zelig alle serate al Teatro Olimpico con “Uno, nessuno, centomila”, dal cabaret romano ai one-man show che riempiono i teatri anche oggi. La sua comicità è sempre stata specchio della vita vera, con vizi, debolezze, famiglie complicate – lui stesso ha raccontato più volte di non parlare con i figli grandi da undici anni. Ma questa volta la vita vera gli è entrata dentro in modo diverso: non come spunto per una battuta, ma come ferita aperta. E lui, invece di tacere, l’ha messa in piazza. Con rabbia, con dolore, con quel linguaggio crudo che il pubblico romano riconosce subito.

Il mondo dello spettacolo è fatto così: amicizie che sembrano di ferro, contratti stretti con una stretta di mano, fiducia cieca. Poi arriva il tradimento e tutto si sgretola. E in un’epoca in cui i social amplificano ogni sfogo, la linea tra sfogarsi e esagerare diventa sottilissima. I fan sono spiazzati: da una parte capiscono la rabbia di un uomo che si sente derubato, dall’altra temono che questa storia possa macchiare l’immagine di un comico che ha fatto ridere milioni di persone senza mai scendere sotto la cintura.

Intanto il tour va avanti. I biglietti continuano a volare, il pubblico continua a riempire i teatri. Perché Maurizio Battista, anche in mezzo alla tempesta, resta quello che sul palco sa ancora incantare. Ma fuori, la domanda che tutti si fanno è un’altra: questa battaglia legale finirà per rafforzarlo o lo consumerà? E soprattutto, quando la polvere si poserà, cosa resterà della sua risata? Quella che per decenni ha unito generazioni diverse, quella che ha sempre avuto il sapore di Roma, di vita vera, di verità dette in faccia.

Per ora, l’unico dato certo è che il Komandante della comicità popolare è entrato in un terreno pericoloso. E l’Italia che ride con lui da quarant’anni, stavolta lo guarda con un misto di affetto, curiosità e un po’ di preoccupazione. Perché quando uno come Battista si arrabbia davvero, non lo fa a metà. Lo fa davanti a tutti. E stavolta, sembra, non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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