easyJet Linate, dramma al decollo: aereo per Manchester parte quasi vuoto e lascia 121 passeggeri a terra

easyJet Linate

Milano, 14 aprile 2026 – Domenica mattina all’aeroporto di Milano Linate è scoppiato il caos. Il volo easyJet EJU5420 diretto a Manchester, in programma per le 11, è decollato con appena una trentina di passeggeri a bordo. Gli altri 121, in gran parte turisti britannici in partenza dopo una vacanza in Italia, sono rimasti bloccati in coda ai nuovi controlli di frontiera EES. Code interminabili, caldo soffocante, svenimenti e attacchi di vomito: un’odissea che ha trasformato un normale rientro in un incubo.

easyJet ha posticipato la partenza di quasi un’ora per dare più tempo ai passeggeri, ma alla fine l’aereo è dovuto decollare lo stesso. Motivo? I limiti operativi dell’equipaggio imposti dalle norme di sicurezza. La compagnia ha spiegato che la situazione era «fuori dal nostro controllo» e ha puntato il dito contro le autorità di frontiera, sollecitando l’uso di tutte le flessibilità consentite durante la fase di rodaggio del nuovo sistema europeo Entry/Exit System (EES), entrato pienamente in vigore il 10 aprile. Eppure per chi è rimasto a terra, la distinzione tra colpevoli e vittime conta poco: molti hanno dovuto ricomprare biglietti di tasca propria per rientrare a casa, con spese extra che hanno trasformato una vacanza low cost in un salasso.

L’incidente arriva in un momento delicato per easyJet all’aeroporto di Milano Linate. Da un anno esatto – aprile 2025 – la low cost britannica ha inaugurato qui la sua quarta base italiana, con cinque aerei stabili e 22 rotte, di cui 17 nuove. Grazie ai 30 slot ottenuti dall’accordo Ita-Lufthansa, easyJet ha portato per la prima volta su larga scala il modello low cost nel city airport milanese, quello storicamente riservato ai voli business e alle compagnie tradizionali. Un’ambizione dichiarata: rendere Linate accessibile anche a chi cerca tariffe competitive senza rinunciare alla comodità di atterrare a pochi minuti dal centro di Milano.

Ma proprio questa espansione aggressiva sta mostrando i primi limiti. Linate è un aeroporto compatto, con un numero limitato di movimenti orari. I nuovi controlli biometrici EES – impronte digitali e riconoscimento facciale obbligatori per i cittadini extra Ue, come i britannici post-Brexit – stanno creando code che il terminal fatica a gestire. I passeggeri raccontano di essere arrivati anche tre ore prima, trovando file di centinaia di metri, aria condizionata insufficiente e macchinari che procedono a singhiozzo. Il risultato? Frustrazione, malesseri fisici e voli che partono semivuoti.

easyJet non è nuova a Linate: opera qui da tempo, ma la base del 2025 ha cambiato tutto. Oggi è tra i principali vettori per capacità offerta tra Malpensa e Linate, con oltre 12 milioni di posti in vendita nel 2026. Una mossa che ha messo pressione sui competitor: ITA Airways ha dovuto cedere slot, Ryanair resta forte su Malpensa e Bergamo, ma Linate diventa sempre più un campo di battaglia per chi vuole voli diretti verso UK, Spagna, Francia e ora anche rotte domestiche come la nuova Brindisi-Milano in arrivo a giugno. Il messaggio è chiaro: il low cost non è più solo per gli aeroporti secondari, invade il cuore della città.

Per i passeggeri, però, il bilancio è amaro. Da una parte la promessa di prezzi accessibili e collegamenti comodi dal centro; dall’altra code che annullano il vantaggio del city airport. Chi ha vissuto l’odissea di domenica parla di rabbia e delusione: famiglie con bambini, coppie in vacanza, professionisti. Alcuni sono stati costretti a pernottare a Milano o a riprogrammare tutto. easyJet assicura che sta offrendo trasferimenti gratuiti e riprotezioni, ma il danno d’immagine è fatto. E non è un caso isolato: le prime settimane di EES stanno creando disagi in tutta Europa, ma a Linate – con il traffico easyJet in forte crescita – l’impatto è più visibile.

La strategia di easyJet è evidente: cavalcare l’accordo Ita-Lufthansa per diventare il secondo mercato più importante dopo il Regno Unito, puntando su volumi e occupazione alta. In Lombardia genera già centinaia di milioni di euro di indotto turistico e oltre 300 posti di lavoro diretti con le due basi milanesi. Eppure questo incidente solleva una domanda scomoda: fino a che punto l’espansione low cost può convivere con un aeroporto come Linate, dove ogni minuto di ritardo si paga caro, e con un sistema di controlli europeo ancora in fase di rodaggio?

I viaggiatori, intanto, si chiedono se la prossima volta toccherà a loro. Linate resta comodo, i prezzi di easyJet restano aggressivi, ma la comodità promessa rischia di trasformarsi in stress. La compagnia continua a invitare i passeggeri ad arrivare prima e a monitorare app ed email. Le autorità promettono miglioramenti. Ma per chi deve prendere un volo da Linate nei prossimi mesi, la lezione è chiara: il low cost ha un prezzo nascosto, e a volte si paga in coda. Chissà se sarà solo un incidente di crescita o il segnale che anche a Milano città qualcosa sta cambiando – e non sempre in meglio – nel modo di volare.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

Read More →