Chiara Balistreri in lacrime: «Il mio ex violento torna a casa fra due giorni». La denuncia che riaccende la paura

Chiara Balistreri in lacrime

Bologna, 14 aprile 2026 – Chiara Balistreri si è svegliata con una telefonata della polizia che le ha gelato il sangue. Il suo ex compagno, Gabriel Constantin, condannato per maltrattamenti e lesioni gravi, sta per lasciare il carcere e tornare ai domiciliari. Fra due giorni sarà di nuovo a casa della madre, a pochi chilometri da lei. La 24enne bolognese, diventata simbolo di coraggio dopo aver denunciato anni di violenze, ha affidato ai social un video in lacrime, la voce rotta dalla rabbia e dalla paura: «Questo è uno Stato che non ci tutela».

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno per chi ha seguito la sua storia. Chiara aveva raccontato per la prima volta le botte, le umiliazioni e il controllo psicologico subito da ragazzina, quando a 14 anni aveva iniziato una relazione durata sei anni con Gabriel. Un video virale su TikTok, nel 2024, aveva mostrato il suo volto tumefatto dopo l’ennesima aggressione, con il naso rotto a pugni. La denuncia aveva portato all’arresto dell’uomo dopo una lunga latitanza tra Germania e Romania. In primo grado era arrivata una condanna a sei anni e tre mesi. In appello la pena è stata ridotta di sei mesi, a cinque anni e nove, perché – secondo la ricostruzione giudiziaria – in alcuni episodi non c’era convivenza e quindi non era configurabile il reato di maltrattamenti in famiglia.

Adesso la scarcerazione anticipata con braccialetto elettronico riaccende tutto. Chiara, che oggi vive a Venezia con un nuovo compagno e collabora con l’associazione Scarpetta Rossa per aiutare altre donne vittime di violenza, non nasconde lo smarrimento. Nel video pubblicato ieri sui social parla senza filtri: «Mi hanno chiamata dalla polizia di Bologna per dirmi che fra due giorni Gabriel torna a casa. Con dispositivo, certo. Ma se dovesse succedermi qualcosa, mi dovranno avere sulla coscienza». Parole pesanti, che riflettono la frustrazione di chi ha visto la giustizia procedere a singhiozzo, tra fughe, appelli e riduzioni di pena.

La storia di Chiara Balistreri è diventata pubblica proprio per la sua scelta di non tacere. Da minorenne aveva tentato di allontanarsi, arrivando persino in comunità, ma era tornata da lui. La madre Roberta aveva più volte chiesto aiuto ai servizi sociali. Solo dopo l’aggressione più grave, con il volto tumefatto immortalato in quel video che ha fatto il giro del web, Chiara ha trovato la forza di denunciare. Da allora la sua vita è cambiata: partecipazione all’Isola dei Famosi nel 2025, apparizioni a Verissimo, un percorso di rinascita che l’ha portata a trasferirsi e a impegnarsi pubblicamente contro la violenza di genere.

Eppure proprio questa visibilità ha avuto un prezzo. Durante l’esperienza televisiva era già stata bersaglio di hater e minacce di morte sui social, insieme alla madre. Ora la scarcerazione dell’ex riaccende il timore che il passato possa tornare a bussare. La giovane non accetta passivamente il dispositivo anti-stalking: lo considera insufficiente di fronte a un uomo che in passato è già evaso dagli arresti domiciliari e ha continuato a minacciarla.

Il caso di Chiara Balistreri solleva interrogativi che vanno oltre la sua vicenda personale. In un Paese dove i femminicidi non si fermano e le denunce per stalking e maltrattamenti riempiono le procure, la riduzione di pena in appello e il ritorno ai domiciliari alimentano il dibattito sulla tutela effettiva delle vittime. Molte donne che hanno vissuto esperienze simili si riconoscono nella sua rabbia: la sensazione che il sistema giudiziario sia più attento alle garanzie dell’imputato che alla sicurezza di chi ha subito. Chiara stessa, in passato, aveva espresso delusione per lo sconto di pena, sottolineando come le ferite dell’anima non guariscano con le sentenze.

La sua scelta di continuare a parlare, nonostante la paura, la rende un punto di riferimento per tante. Attraverso i social e l’associazione continua a sensibilizzare, soprattutto tra i più giovani, sui segnali di una relazione tossica. Ma il video di ieri mostra anche la fragilità che resta: una ragazza di 24 anni che, dopo anni di incubo, sta ricostruendo la propria vita eppure si ritrova di nuovo a temere per la propria incolumità.

La scarcerazione di Gabriel Constantin non cancella quanto Chiara ha conquistato: la libertà, una nuova relazione, la consapevolezza di aver rotto il silenzio. Eppure riapre una ferita che sembrava in via di guarigione. La giustizia ha fatto il suo corso, ma per le vittime il percorso non finisce con una condanna. Resta il timore concreto, la vigilanza costante, la domanda su quanto davvero lo Stato sia in grado di proteggere chi ha avuto il coraggio di denunciare.

Chiara Balistreri ha scelto di non nascondersi. Il suo sfogo di ieri è un grido che arriva forte, in un momento in cui molte donne si chiedono se denunciare valga davvero la pena quando la pena dell’aggressore può ridursi o quando la detenzione si trasforma rapidamente in domiciliari. La sua storia non è finita. E proprio per questo continua a interrogare tutti noi sulla violenza di genere, sulla giustizia e sulla possibilità concreta di ricominciare senza dover guardare continuamente alle spalle.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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