Funghi in anticipo: boom di raccolta primaverile, ma l’allarme intossicazioni e soccorsi scuote i boschi italiani

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I boschi italiani si stanno riempiendo di cestini e scarponi fangosi. È bastato un inverno mite, con piogge abbondanti e temperature che hanno sfiorato i 26 gradi già a marzo, per anticipare di quasi due settimane il risveglio dei funghi. Prugnoli, spugnole e cardoncelli spuntano prima del previsto, e in molte zone del Centro-Sud si parla già di porcini estivi pronti entro il 25 aprile. Una notizia che ha fatto scattare la caccia, ma anche i campanelli d’allarme.

Appena tre settimane fa, a Pontecorvo nel Frusinate, una famiglia di sette persone ha rischiato grosso. Dopo un pranzo con parenti a base di fettuccine ai funghi, sei commensali hanno iniziato a stare male: nausea violenta, vomito, mal di testa. Sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove i medici hanno subito attivato il protocollo per sospetta intossicazione micologica. Un episodio che ha fatto tremare chi, da sempre, considera il fungo un pezzo di tradizione di famiglia. E non è stato l’unico: pochi giorni dopo, sempre nella stessa zona, una donna è stata ricoverata dopo aver mangiato chiodini raccolti in zona.

Il problema non è solo il veleno. I tecnici del Soccorso Alpino stanno già lavorando su interventi che, di solito, arrivano in autunno pieno. L’altro ieri, sulle Dolomiti, due fungaioli sono stati recuperati dopo aver valutato male un percorso: hanno abbandonato il cestino pieno sulla roccia pur di non rischiare di più. «Un fungo non vale la vita», ripetono i soccorritori, ma la tentazione di spingersi oltre è forte quando sui social spuntano foto di raccolte record.

Il clima c’entra eccome. Secondo i monitoraggi di chi segue da anni il fenomeno, il suolo non ha mai smesso di “lavorare” davvero durante l’inverno: umidità costante e assenza di gelate profonde hanno tenuto attivo il micelio. Risultato? Morchelle già a marzo al Nord, prugnoli in anticipo al Centro, cardoncelli che si sovrappongono alle specie invernali al Sud. Una primavera “capovolta”, come la definiscono gli esperti di funghimagazine, che regala abbondanza ma rende tutto più imprevedibile. Chi si fida solo delle app di riconoscimento o delle storie Instagram rischia grosso: le differenze tra un prugnolo buono e un gemello tossico sono minime, e il calore precoce accelera la decomposizione.

Non aiutano nemmeno le regole. In tanti parchi e unioni montane la raccolta è già regolamentata: permesso obbligatorio da 13-30 euro a seconda della Regione, limiti di quantità, giorni consentiti. Per i prugnoli, in alcune aree protette si può iniziare solo dal 15 aprile. Eppure molti escono lo stesso, senza tesserino, convinti che “tanto è primavera e ce n’è per tutti”. I boschi si affollano di novizi in mimetica e gambali di gomma, attirati dalle dirette dei raccoglitori famosi. Il risultato è più immondizia nei sentieri, funghi calpestati e tensioni con i fungaioli storici, quelli che escono all’alba da una vita e conoscono ogni radura.

L’Ispettorato Micologico delle Asl è in allerta. «Non fidatevi delle foto o delle intelligenze artificiali», ripetono da settimane. Il consiglio è sempre lo stesso: portare i funghi a un controllo gratuito prima di mangiarli, cucinare tutto a lungo (soprattutto spugnole e verpe), e soprattutto non andare da soli. Perché la passione per i funghi è sacra in Italia – dal Piemonte alla Calabria è cultura, economia, ricordo di nonni – ma sta diventando anche un rischio concreto.

Intanto i mercati locali cominciano a riempirsi. I prugnoli arrivano a 25-30 euro al chilo, i cardoncelli freschi fanno la gioia di chi non ha tempo di andare nel bosco. Ma chi li compra sa che dietro c’è chi ha rischiato. E mentre gli esperti annunciano una stagione potenzialmente straordinaria, l’invito è chiaro: la gioia del bosco sì, ma con la testa. Perché un cestino pieno non vale un viaggio in ospedale. E la primavera, quest’anno, ha deciso di regalare funghi prima del tempo, ma anche di ricordare a tutti quanto sia sottile il confine tra tesoro e trappola.

Chi ama davvero i funghi lo sa: meglio tornare a casa con le mani vuote che con un rimpianto. La stagione è appena iniziata. Prudenza, adesso, è la vera raccolta.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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