Manninger morto a 48 anni: la tragedia dell’ex portiere della Juve travolto da un treno

ROMA – Il calcio italiano e internazionale è sotto choc. Alexander Manninger, il portiere austriaco che ha difeso la porta della Juventus per quattro stagioni, è morto ieri mattina a 48 anni in un tragico incidente stradale vicino a Salisburgo. La sua auto, un minivan Volkswagen, è stata travolta da un treno locale a un passaggio a livello incustodito nella zona di Nußdorf am Haunsberg. I soccorritori hanno estratto l’ex calciatore dalle lamiere ma non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Una notizia che ha lasciato senza parole tifosi, ex compagni e tutto il mondo del pallone.
Manninger non era un semplice riserva. Era un professionista serio, affidabile, uno di quelli che entrava nello spogliatoio e diventava subito uno di famiglia. In Italia lo ricordiamo soprattutto per la sua esperienza alla Juventus, dove arrivò nell’estate del 2008 e rimase fino al 2012, contribuendo con la sua presenza silenziosa e la sua professionalità a un ciclo importante della storia bianconera. Ma la sua carriera era partita da ben più lontano: dal Red Bull Salisburgo, la squadra della sua città natale, per poi esplodere all’Arsenal di Arsène Wenger nel 1997. Con i Gunners vinse il Double Premier League-Fa Cup nella stagione 1997-98, giocando partite indimenticabili e guadagnandosi la stima di tutta la tifoseria londinese.
Poi il ritorno in Italia: Fiorentina, Siena, Udinese, Bologna, Torino e infine la Juve. Ovunque ha lasciato il segno di un portiere di grande personalità, capace di parate decisive ma soprattutto di essere un esempio di dedizione. Con la nazionale austriaca ha collezionato 33 presenze, chiudendo la carriera nel 2017 dopo una breve esperienza al Liverpool.
Ieri mattina, però, tutto si è fermato. L’incidente è avvenuto intorno alle 8:20. Secondo le prime ricostruzioni della polizia austriaca, l’auto di Manninger è stata colpita in pieno dal convoglio della Salzburger Lokalbahn. Le indagini sono in corso per chiarire le dinamiche esatte, ma la notizia si è diffusa in poche ore come un fulmine, scatenando un’ondata di dolore sui social. Su X e Instagram i tifosi della Juve hanno iniziato a scrivere “Rip Alex”, “Manninger juve per sempre”, “portiere morto” e “manninger incidente”. In poche ore i termini “alex manninger morto”, “manninger oggi”, “morto portiere juve” e “calciatore morto” sono schizzati in cima alle tendenze italiane su Google.
La Juventus è stata tra le prime a reagire con un comunicato ufficiale: «Tutta la Juventus, i suoi tifosi e l’intero mondo del calcio piangono oggi la scomparsa di Alexander Manninger, tragicamente scomparso all’età di 48 anni. Arrivato a Torino nell’estate del 2008, ha dimostrato per quattro stagioni che il ruolo del portiere non è solo parate, ma anche carisma, affidabilità e silenziosa abnegazione. La Juventus si stringe in un forte abbraccio alla famiglia di Alex e a tutti i suoi cari in questo momento di profondo dolore». Parole che hanno commosso i bianconeri di tutto il mondo.
Anche Gigi Buffon, che con Manninger ha condiviso lo spogliatoio alla Juve, ha ricordato l’amico con affetto. Giorgio Chiellini ha parlato di «un compagno esemplare e una persona di grande valore». Tanti altri ex, da Del Piero in poi, hanno postato messaggi di cordoglio. E non solo la Juve: Napoli, Torino, Fiorentina e Bologna – club dove ha giocato – hanno espresso vicinanza alla famiglia. Il Salisburgo, la sua prima casa, ha scritto: «Ci uniamo al cordoglio per il nostro ex portiere Alex Manninger, tragicamente scomparso in un incidente stradale».
I tifosi, quelli veri, quelli che lo hanno visto giocare, sono rimasti senza parole. Sui forum bianconeri e sui gruppi Facebook si susseguono i ricordi: la notte al Bernabéu, le parate in Champions, la serenità con cui accettava il ruolo di secondo dietro a Buffon. Qualcuno ha ripescato un’intervista di appena due settimane fa alla Gazzetta dello Sport, dove Manninger parlava con serenità della sua nuova vita da ex, della passione per la falegnameria e dell’amore per la Juve. Una coincidenza che rende la notizia ancora più amara.
Oggi Manninger oggi non c’è più. Ma il suo ricordo resta vivo. Un portiere che non ha mai cercato i riflettori, che ha sempre lavorato in silenzio, che ha incarnato lo spirito di chi ama il calcio per ciò che è: uno sport di squadra, di sacrificio e di rispetto. Il mondo del pallone si ferma, commosso, davanti a questa perdita improvvisa. Perché quando se ne va uno come Alex Manninger, non se ne va solo un calciatore: se ne va un pezzo di storia, un esempio per tanti giovani portieri che sognano di indossare la maglia numero 1.
La sua famiglia è stata raggiunta da messaggi di affetto da ogni angolo d’Europa. E i tifosi della Juve, quelli che lo hanno applaudito all’Allianz Stadium, ora possono solo dire grazie. Grazie per le parate, grazie per la professionalità, grazie per aver indossato con orgoglio la nostra maglia. Riposa in pace, Alex. La Juventus e il calcio non ti dimenticheranno.
