Fatture Crans Montana, le famiglie italiane contro la burocrazia elvetica: “Basta umiliazioni dopo la tragedia”

Fatture Crans Montana-Meloni

Roma – La ferita della strage di Capodanno a Crans-Montana non si rimargina: dopo le prime rivelazioni sulle fatture da capogiro inviate dagli ospedali svizzeri, tre famiglie italiane colpite dal rogo al locale Le Constellation alzano la voce in un’intervista collettiva rilasciata oggi a un quotidiano nazionale. “Abbiamo ricevuto documenti da 17mila a oltre 70mila franchi per poche ore di ricovero a Sion, ma pretendiamo le cartelle cliniche negate da mesi: non è solo una questione di soldi, è una mancanza di rispetto verso chi ha perso tutto”, tuonano i genitori di due superstiti, unendo la loro rabbia a quella espressa ieri dalla premier Giorgia Meloni, che ha definito l’episodio “l’ultima vergogna”.

L’incendio della notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio ha causato 41 morti, tra cui sei italiani, e oltre 100 feriti, molti dei quali evacuati d’urgenza in eliambulanza verso Milano. Le fatture Crans Montana sono arrivate con settimane di ritardo, dettagliando costi esorbitanti: 66.810 franchi per un ricovero lampo, inclusi esami e stabilizzazione post-trauma. Il Canton Vallese ha chiarito che si tratta di un errore amministrativo – le spese sarebbero coperte dal fondo federale elvetico – e che le famiglie erano state informate un mese fa del non pagamento. Ma le vittime non ci stanno: “Se è un errore, perché mandarle? E perché negarci i referti medici per capire le cure prestate?”, accusano, rivelando di aver atteso invano risposte dall’ospedale di Sion nonostante solleciti formali.

Meloni, scioccata, ha contattato l’ambasciatore italiano in Svizzera: “Le autorità elvetiche assicurano che nessuno pagherà, ma ho chiesto vigilanza massima: sarebbe ripugnante far ricadere oneri su vittime o sull’Italia”. La premier rinnova solidarietà e impegno per fare luce sulla tragedia, con un’inchiesta svizzera ancora in corso sulle cause del rogo – si parla di fuochi d’artificio illegali e vie di fuga ostruite. Intanto, a Roma, il Governo monitora da vicino: fonti di Palazzo Chigi confermano trattative bilaterali per un protocollo sanitario che eviti futuri drammi ai turisti italiani. Le famiglie, dal canto loro, hanno incaricato avvocati per ottenere risarcimenti e trasparenza: “Non queremos solo le cartelle, ma giustizia per i nostri figli, segnati a vita da ustioni e traumi”.

La polemica esplode sui social italiani, con hashtag #FattureCransMontana in tendenza: “Svizzera, terra di risparmi ma non di umanità”, “Meloni ha ragione, vergogna!”, scrivono migliaia di utenti da Milano a Napoli. Media elvetici come RSI e CDT difendono la procedura standard – “Fatture informative, non esecutive” – ma ammettono l’impatto emotivo scarso. L’associazione vittime di Crans, sorta spontaneamente tra i genitori, annuncia una raccolta fondi per supporti psicologici e una petizione al Parlamento Europeo per mutualizzare costi sanitari transfrontalieri nelle emergenze. “Questa burocrazia disumana riaprende ferite fresche: i ragazzi sono tornati a casa con cicatrici fisiche e morali, non con bollette da incubo”, confida una madre al telefono dalla Valtellina.

Il caso Crans Montana fatture diventa simbolo di un sistema sanitario elvetico – eccellente ma inflessibile – che cozza con la sensibilità italiana post-tragedia. Mentre le autorità svizzere anticipano contributi federali, l’Italia spinge per un accordo bilaterale rapido: Farnesina al lavoro per esenzioni automatiche in casi analoghi. Le famiglie, unite nel dolore, non mollano: “Vogliamo chiudere questa pagina, ma con verità e dignità”. La premier, in collegamento con Sky TG24, ha ribadito: “Continuiamo a supportarle in ogni modo, dalla diplomazia alle aule giudiziarie”. Intanto, l’ombra del primo dell’anno svizzero pesa: 41 vite spezzate, 100 feriti, e ora questa beffa burocratica che mobilita l’opinione pubblica. Roma non dimentica, e pretende risposte definitive.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

Read More →