Freddo record a maggio: neve tra Grecia, Caucaso e Russia meridionale, Atene sotto shock

Freddo record a maggio

Atene e gran parte dell’Europa sud-orientale si sono svegliate con un sapore di pieno inverno proprio all’inizio di maggio. Temperature crollate di oltre 10 gradi sotto la media stagionale, neve a quote insolitamente basse e un freddo che ha battuto record vecchi di decenni: un’irruzione artica tardiva ha stravolto il primo weekend di maggio in Grecia, Caucaso e Russia meridionale.

Mentre in molte zone d’Europa si assaporava già il tepore primaverile, un fronte freddo proveniente da nord ha riportato condizioni tipiche di gennaio. Ad Atene il termometro si è fermato a 14°C massimi, uno dei valori più bassi mai registrati per la giornata del Primo Maggio negli ultimi 70 anni. Sulle montagne circostanti, come il Parnitha e il Penteli, è caduta neve fresca, imbiancando paesaggi che solo pochi giorni prima erano verdi e fioriti.

Il fenomeno non si è limitato alla Grecia. Nel Caucaso, tra Georgia, Turchia orientale e Russia meridionale (in particolare nelle regioni di Adygea e Krasnodar), le nevicate hanno raggiunto quote basse per il periodo, con accumuli significativi sulle montagne turche fino a 45-50 cm in alcune località. A Sofia, in Bulgaria, si è toccato -1,2°C, vicino al record mensile. Un episodio che, dopo un inverno complessivamente mite, ha sorpreso residenti e autorità.

Un maggio che sembra gennaio

In Grecia il freddo ha colpito soprattutto le aree interne e montuose. Nei villaggi di montagna della Macedonia e dell’Epiro, come Seli, le temperature sono scese fino a -3,2°C, con fiocchi di neve che hanno imbiancato strade e tetti. Nei bacini più freddi del nord, come Florina e Nevrokopi, si è registrato gelo anche a quote più basse. Le strade di alcuni passi montani hanno richiesto catene, mentre i mezzi spargisale sono intervenuti per garantire la viabilità.

Ad Atene il contrasto è stato particolarmente evidente. L’Acropoli e i quartieri periferici più elevati hanno vissuto ore di aria gelida e precipitazioni che, a quote superiori ai 1.000-1.300 metri, si sono trasformate in neve. Molti abitanti hanno ripescato giacche pesanti e coperte, rinunciando ai tradizionali picnic del Primo Maggio all’aperto. Ristoranti e attività turistiche hanno registrato cali di presenze, mentre i voli e i traghetti hanno subito alcuni ritardi per il maltempo.

Esperti meteorologi parlano di un’irruzione fredda tardiva, favorita da una configurazione con aria artica che ha scavalcato le barriere montuose balcaniche. Episodi del genere a maggio non sono impossibili, ma la loro intensità e l’estensione geografica rendono questo evento notevole. Temperature così basse nella prima decade di maggio si registrano raramente: ad Atene i precedenti più vicini risalivano agli anni ’40 e ’80, ma con valori comunque superiori.

Impatti sulla vita quotidiana e sull’agricoltura

Il freddo improvviso arriva in un momento delicato per l’agricoltura. Nei frutteti e negli uliveti del Peloponneso e della Grecia centrale il rischio di danni da gelo è concreto, soprattutto dopo un avvio di primavera anticipato che aveva già spinto le piante in fase avanzata. Alcune associazioni di coltivatori hanno espresso preoccupazione per possibili perdite su colture sensibili come ciliegie, olive e vigneti.

Sul fronte dei trasporti, diverse tratte montane hanno visto rallentamenti e l’uso obbligatorio di catene. Nel Caucaso e nella Russia meridionale le nevicate hanno complicato i collegamenti stradali e turistici in zone abituate a temperature più miti in questo periodo.

Social e piattaforme locali sono stati invasi da foto e video: paesaggi innevati a maggio, turisti stupiti davanti all’Acropoli con sfondo bianco, contadini che coprono le piante. Molti commentano con ironia il “ritorno dell’inverno” proprio mentre altrove in Europa si registravano temperature quasi estive.

Cosa sta succedendo al clima?

Eventi estremi come questo alimentano il dibattito su variabilità e cambiamenti climatici. Da un lato, un inverno mite seguito da un colpo di coda freddo tardivo evidenzia l’irregolarità sempre più marcata degli schemi atmosferici. Dall’altro, gli esperti ricordano che singole ondate di freddo non contraddicono il trend di riscaldamento globale, ma ne rappresentano una manifestazione della maggiore variabilità.

La fase fredda dovrebbe essere breve. Già nei prossimi giorni le temperature sono previste in risalita, con un ritorno a valori più tipici per la stagione su gran parte dell’area interessata. Ma questo episodio lascia una domanda aperta: quanto sarà imprevedibile il resto della primavera 2026?

Intanto, tra Atene e il Caucaso, la neve di maggio resterà nelle foto e nella memoria di chi ha vissuto queste giornate anomale. Un promemoria che, anche nel mese dei fiori, il meteo sa ancora sorprendere.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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