Djokovic shock a Roma: Prizmić lo umilia al debutto, il re è in crisi nera

Djokovic shock a Roma

Il Foro Italico è rimasto senza parole. Novak Djokovic, il campione che ha dominato questo torneo per sei volte, è stato eliminato al secondo turno degli Internazionali di Roma da un ragazzo di 20 anni, Dino Prizmić. Un 2-6 6-2 6-4 che sa di sentenza. Non è solo una sconfitta: è il segnale di un campione che sta lottando contro il tempo, contro il fisico e forse contro se stesso.

Djokovic era tornato dopo oltre due mesi di stop per infortunio alla spalla. Aveva saltato Montecarlo e Madrid per prepararsi al meglio sulla terra rossa romana, il suo giardino preferito. Ma la realtà ha colpito duro sotto i riflettori del Centrale. Partito fortissimo, con il tennis chirurgico di sempre, Nole ha chiuso il primo set 6-2 come ai bei tempi. Poi qualcosa si è rotto. Problemi di stomaco evidenti, conati in campo, gambe pesanti. Prizmić, il giovane croato che due anni fa gli aveva strappato un set all’Australian Open, ha capito che era il suo giorno.

Il talento di Spalato ha alzato il livello, ha sparato dritti vincenti e ha sfruttato ogni momento di debolezza del serbo. Djokovic ha provato a resistere con orgoglio, ha combattuto fino all’ultimo punto, ma non è bastato. Per la prima volta in carriera perde al debutto a Roma. Un record di 18-0 nei primi turni che finisce qui, brutalmente.

Novak Djokovic a Roma non è più intoccabile. E questa eliminazione brucia perché arriva nel momento più delicato: a poche settimane dal Roland Garros, con la preparazione saltata e il fisico che lancia segnali preoccupanti. Il serbo in conferenza non ha voluto approfondire i problemi fisici («Non voglio parlarne»), ma ha riconosciuto i meriti di Prizmić. Parole da campione, ma che nascondono una tensione evidente. A 39 anni (li compirà tra pochi giorni), ogni match diventa una battaglia contro il proprio corpo. E la terra, che un tempo era sua alleata, oggi sembra pesare come un macigno.

Il tennis italiano e internazionale è in fermento. Sui social i fan del Djokovic sono divisi: c’è chi parla di incidente di percorso legato allo stomaco e all’inattività, chi invece vede i primi veri segnali di declino. «Il re non è più lo stesso», scrivono in tanti. Altri difendono il GOAT: «Ha vomitato in campo e ha comunque lottato». Ma la sensazione è che Djokovic Roma rappresenti molto di più di una semplice sconfitta. È il simbolo di un’era che sta lentamente cambiando.

Prizmić, dal canto suo, ha vissuto la partita della vita. Battere il suo idolo d’infanzia sul Centrale del Foro Italico, davanti a un pubblico che ha comunque sostenuto Nole fino alla fine, è qualcosa che ricorderà per sempre. Il croato ha dimostrato di avere le palle per giocare ad altissimi livelli: servizio potente, dritto carico e grande mentalità.

Per Novak Djokovic ora si apre un bivio. Saltare Ginevra per andare direttamente a Parigi? Provarci con un 250 per recuperare match practice? Il suo team dovrà prendere decisioni delicate. Perché il Roland Garros è dietro l’angolo e arrivare arrugginito contro i giovani affamati come Sinner, Alcaraz e gli altri sarebbe rischioso.

Roma ha sempre amato Djokovic. Lo ha visto trionfare sei volte, lo ha incoronato re della terra rossa italiana. Ieri sera però il Centrale ha assistito a un passaggio di consegne simbolico: il vecchio leone ferito che lotta, il giovane predatore che non trema.

Resta l’orgoglio di un campione che ha ringraziato il pubblico con la classe di sempre. Ma resta anche il dubbio: quanto tempo ancora potrà resistere Novak a questi livelli? Il tennis evolve, i corpi invecchiano, i giovani spingono. E questa sconfitta a Roma Masters 1000 contro Prizmić rischia di diventare un punto di svolta nella stagione di Djokovic.

I tifosi italiani, che lo hanno sempre accolto come uno di famiglia, ora si chiedono: rivedremo il Djokovic dominante o questo è l’inizio della fine di un’epoca? La risposta arriverà sulla terra di Parigi. Ma dopo quanto visto al Foro Italico, nessuno può più permettersi di dare niente per scontato.Djokovic oggi non è più il cannibale di una volta. È un guerriero che combatte contro tutto: infortuni, età, e un tennis sempre più veloce e spietato. E proprio per questo, forse, resta ancora più grande.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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