Italia ripescata ai Mondiali 2026? La scadenza FIFA di mercoledì che tiene in apnea il Paese

Italia ripescata ai Mondiali 2026

L’ipotesi di un’Italia ripescata ai Mondiali 2026 è diventata in poche ore uno dei temi più caldi del calcio italiano. Dopo l’amara eliminazione ai playoff contro la Bosnia ai rigori, che ha confermato l’assenza azzurra per la terza volta consecutiva, il destino della Nazionale sembra improvvisamente riaperto da complicazioni geopolitiche e burocratiche che coinvolgono l’Iran e i visti per gli Stati Uniti.

Mercoledì prossimo rappresenta una data cerchiata in rosso sul calendario di via Allegri e di tanti tifosi. È il giorno indicato come scadenza ultima da più fonti per avere chiarimenti definitivi sulla partecipazione dell’Iran al torneo che partirà l’11 giugno. Una situazione che ha fatto esplodere speranze, analisi e dibattiti accesi tra chi sogna un ripescaggio a tavolino e chi invece lo considera impossibile o addirittura umiliante.

L’Italia ha chiuso il proprio girone di qualificazione al secondo posto dietro una Norvegia straripante di Haaland. Poi è arrivata la beffa dei playoff: vittoria in semifinale contro l’Irlanda del Nord e sconfitta nella finale decisiva. Una Nazionale che ha mostrato momenti di buona qualità ma ha pagato, ancora una volta, l’incapacità di essere decisiva nei momenti che contano davvero. Ora, però, il calcio internazionale sembra offrire uno scenario alternativo legato a fattori esterni al campo.

L’Iran ha conquistato sul campo la qualificazione, ma il nodo dei visti americani resta irrisolto a poche settimane dall’inizio della competizione. La squadra persiana si è addirittura spostata in Turchia per il ritiro senza avere ancora le autorizzazioni necessarie per entrare negli USA, dove si giocheranno gran parte delle partite. Una tensione diplomatica che coinvolge direttamente FIFA, governo statunitense e federazione iraniana, con Gianni Infantino chiamato a gestire un caso delicatissimo.

Secondo i regolamenti FIFA, un ripescaggio non è automatico né semplice. La confederazione asiatica o il ranking mondiale potrebbero entrare in gioco, e l’Italia, per blasone e posizione nel ranking, verrebbe indicata da molti come candidata naturale in caso di forfait di una qualificata. Ma si tratterebbe comunque di un’ipotesi estrema, da valutare solo se l’Iran fosse costretto a rinunciare. Finora la FIFA ha sempre ribadito che il calcio deve unire e che intende fare di tutto per garantire la presenza di tutte le squadre qualificate sul campo.

I tifosi azzurri vivono queste ore con un mix esplosivo di speranza, scetticismo e rabbia. C’è chi sui social esulta all’idea di rivedere gli azzurri sul palcoscenico mondiale dopo anni di delusioni, e chi invece ritiene che un ripescaggio toglierebbe dignità a una Nazionale che deve tornare a meritarsi le grandi competizioni esclusivamente sul rettangolo di gioco. “Meglio fuori che con l’elemosina”, si legge in tanti commenti, mentre altri invocano il pragmatismo: “Se c’è una possibilità, va presa al volo”.

La questione riapre anche ferite profonde sull’identità del calcio italiano. Dopo le mancate qualificazioni del 2018 e del 2022, l’assenza dal Mondiale 2026 sarebbe un colpo durissimo per il movimento, già in difficoltà nel confronto con le grandi potenze europee. Un eventuale ripescaggio per problemi altrui rappresenterebbe un salvagente inatteso, ma anche un’ammissione implicita di un ciclo ancora da completare.

Nel frattempo la Nazionale di Gattuso continua a lavorare con lo sguardo rivolto al futuro. Le amichevoli e la Nations League saranno il banco di prova per ricostruire un gruppo competitivo, indipendentemente da quello che deciderà la FIFA nelle prossime ore. Perché il calcio vero, alla fine, si gioca sempre sul campo.Resta però quell’attesa febbrile per la scadenza di mercoledì. Un giorno che potrebbe, teoricamente, cambiare tutto. O confermare, ancora una volta, che per tornare grandi serve soltanto una cosa: vincere le partite che contano. L’Italia ripescata resta uno scenario affascinante ma incerto, sospeso tra regole, politica e sogni di un Paese che non vuole arrendersi all’idea di un altro Mondiale senza gli azzurri.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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