Roberta Bruzzone, lite furiosa a Quarto Grado: “Ma cosa vuoi da me? Vattela a prendere nel…”

Roberta Bruzzone

Roma, 26 maggio 2026 – La tensione è esplosa in diretta, senza filtri. Nel bel mezzo della puntata di Quarto Grado dedicata al caso di Garlasco e alle sue infinite ombre, Roberta Bruzzone e l’avvocato Luca Lovati si sono scontrati frontalmente sui soldi versati dalla famiglia Sempio. Parole pesanti, toni alzati e un “vattela a prendere nel…” che ha lasciato lo studio ammutolito per qualche secondo.

La criminologa, da sempre voce tagliente e senza sconti nelle inchieste più controverse, ha reagito con durezza alle accuse dell’avvocato difensore. Il nodo era quello dei finanziamenti e dei versamenti contestati alla famiglia Sempio, con Lovati che premeva su certi aspetti della gestione economica. Bruzzone non ci ha girato intorno: «Ma cosa vuoi da me? Vattela a prendere nel…». La frase, troncata ma chiarissima nel suo intento, ha trasformato il dibattito in un duello personale.

Chi segue Quarto Grado sa che il programma di Gianluigi Nuzzi non fa sconti alle polemiche, ma questo scontro ha superato il livello solito. Bruzzone, con la sua esperienza di profiler e consulente in decine di processi mediatici, difendeva un’analisi tecnica e distaccata. Lovati, dal canto suo, incarnava la linea difensiva più aggressiva. Due mondi che si sono scontrati senza mediazioni: da una parte la criminologa abituata a sezionare indizi e comportamenti, dall’altra l’avvocato pronto a difendere i suoi assistiti con ogni mezzo retorico.

Lo studio è diventato teatro di un confronto che va oltre il singolo caso. Roberta Bruzzone rappresenta per il pubblico italiano quella figura di esperta dura, spesso accusata di essere troppo schierata ma altrettanto ammirata per la sua capacità di non indorare la pillola. In tanti la vedono come la voce della ragione scientifica in mezzo al caos delle narrazioni emotive. Altri invece la criticano proprio per quel piglio deciso che, in serate come questa, diventa esplosivo.

Il litigio sui soldi della famiglia Sempio ha toccato un nervo scoperto. In un’Italia ancora ossessionata dai cold case e dai processi mediatici, questi scontri in tv non sono solo spettacolo: diventano il riflesso di tensioni più profonde tra mondi professionali che si guardano con sospetto. Da una parte i criminologi e i consulenti tecnici, dall’altra gli avvocati penalisti abituati alle battaglie d’aula. Quando si incontrano sul piccolo schermo, la scintilla è quasi inevitabile.

Il pubblico a casa ha reagito come ci si poteva aspettare: diviso. Sui social si moltiplicano i commenti di chi applaude Bruzzone per aver tenuto testa, definendola «l’unica che non ha paura di dire le cose come stanno». Altri invece accusano la criminologa di aver perso le staffe, vedendo nel suo sfogo un segno di debolezza o di eccessiva personalizzazione. È il classico meccanismo dei programmi true crime: più la discussione si scalda, più l’audience si polarizza.

Eppure dietro le urla e le interruzioni c’è qualcosa di più. In un’epoca in cui la cronaca nera è diventata intrattenimento serale, figure come Roberta Bruzzone portano sulle spalle il peso di rappresentare l’autorità tecnica. Quando questa autorità viene messa in discussione in diretta, lo scontro non rimane confinato allo studio. Diventa un dibattito sull’affidabilità di chi commenta i delitti, sulla linea sottile tra analisi e opinione, tra difesa e accusa.

La puntata di ieri ha confermato una tendenza ormai consolidata: i talk show di crime story funzionano proprio quando il conflitto esce dai binari. Ma ogni volta che succede, resta la sensazione che qualcosa si stia consumando. La credibilità delle voci in campo, la pazienza del pubblico, la capacità di distinguere tra scontro costruttivo e puro spettacolo.Roberta Bruzzone tornerà sicuramente in trasmissione, con lo stesso piglio deciso di sempre. Eppure questa lite lascia un sapore amaro. Fino a che punto il format giustifica tutto? E quanto queste tensioni finiscono per offuscare proprio la ricerca della verità che dovrebbe essere al centro di programmi come Quarto Grado?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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