Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva: “Non ha commesso il fatto”. La sentenza della Corte d’Assise di Rimini

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Louis Dassilva assolto omicidio Pierina Paganelli esce dal tribunale di Rimini

La Corte d’Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva dall’accusa di omicidio di Pierina Paganelli. La sentenza, emessa nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2026 dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, ha stabilito che l’imputato “non ha commesso il fatto”. La giudice Fiorella Casadei ha disposto l’immediata scarcerazione del 36enne senegalese, detenuto dal luglio 2024.

La decisione arriva a oltre due anni e mezzo dall’omicidio della pensionata 78enne, massacrata con 29 coltellate la sera del 3 ottobre 2023 nell’androne delle scale del garage del condominio di via del Ciclamino a Rimini, dove vivevano sia la vittima che l’imputato. La Procura, con il pubblico ministero Daniele Paci, aveva chiesto la condanna all’ergastolo, sostenendo un movente legato alla relazione extraconiugale tra Dassilva e Manuela Bianchi, nuora della vittima.

La sentenza di assoluzione ha chiuso un processo lungo e seguito con grande attenzione dall’opinione pubblica, segnato da un dibattimento di nove mesi con 19 udienze. Louis Dassilva, che si è sempre proclamato innocente, ha reagito con commozione alla lettura del dispositivo, mentre la moglie Valeria Bartolucci ha espresso fiducia nella giustizia.

L’omicidio Pierina Paganelli aveva scosso Rimini e l’intera Italia per la brutalità del delitto e per le dinamiche familiari e di vicinato emerse durante le indagini. Pierina, testimone di Geova, era stata colpita ripetutamente con un’arma da taglio mai ritrovata. Le indagini della Procura di Rimini si erano concentrate fin da subito sul condominio e sui rapporti tra gli inquilini, portando all’arresto di Dassilva come unico indagato.

Il processo ha visto un confronto serrato tra accusa e difesa. La Procura aveva costruito un quadro indiziario basato su intercettazioni, testimonianze, analisi tecniche e ricostruzioni temporali. Secondo l’accusa, Dassilva avrebbe agito per impedire che la relazione con Manuela Bianchi venisse scoperta dalla suocera. Gli avvocati della difesa, Riario Fabbri e Andrea Guidi, hanno invece contestato la solidità degli elementi, evidenziando l’assenza di prove dirette, come l’arma del delitto o tracce biologiche decisive che collegassero in modo inequivocabile l’imputato alla scena del crimine.

La Corte, composta da due magistrati togati e sei giudici popolari, ha optato per l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” sul capo di imputazione principale e “perché il fatto non sussiste” su un altro aspetto contestato. La decisione ha determinato la scarcerazione immediata di Dassilva, che ha lasciato il carcere di Rimini accolto dai familiari.

Il caso Paganelli ha tenuto banco nella cronaca nera italiana per la complessità delle relazioni all’interno del condominio e per le numerose piste esplorate. Le indagini avevano coinvolto accertamenti su più fronti, con perizie e consulenze che hanno animato il dibattimento. La famiglia della vittima, rappresentata dal figlio Giuliano Saponi, ha seguito il processo con dolore e attesa di giustizia, pur rispettando il verdetto della Corte.

La sentenza rappresenta un capitolo significativo per le dinamiche processuali in casi di omicidio basati prevalentemente su indizi. In Italia, l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” chiude la strada a una condanna in primo grado, lasciando aperta la possibilità di appello da parte della Procura. Il caso resta comunque uno dei più discussi degli ultimi anni, simbolo di un’inchiesta lunga e di un processo che ha messo a confronto versioni contrastanti.

Louis Dassilva, originario del Senegal e residente da tempo a Rimini, lavorava come metalmeccanico. La sua posizione processuale era stata al centro di un’attenzione mediatica costante, anche per la presenza della moglie Valeria e per le dichiarazioni rilasciate durante il dibattimento. Dopo la scarcerazione, l’uomo ha potuto riabbracciare i propri cari, uscendo da un periodo di detenzione che ha segnato profondamente la sua vita.

L’omicidio di Pierina Paganelli rimane un delitto senza colpevole accertato in via definitiva. La sentenza di Rimini non cancella il dolore della famiglia né le domande ancora aperte sulla dinamica di quella sera di ottobre 2023. In via del Ciclamino, il condominio teatro della tragedia continua a essere un luogo simbolo di un giallo che ha appassionato e diviso l’opinione pubblica.

Le reazioni al verdetto riflettono il clima di un Paese che segue con partecipazione le vicende di cronaca nera, tra esigenza di verità e rispetto per le decisioni della magistratura. Il processo ha evidenziato le difficoltà di ricostruire fatti complessi in assenza di prove schiaccianti, un tema ricorrente nella giustizia italiana.

Per Rimini e per l’Italia intera, il caso Paganelli rappresenta un capitolo doloroso della cronaca recente. La sentenza di assoluzione per Louis Dassilva chiude una fase, ma non esaurisce il bisogno di chiarezza su quanto accaduto quella notte. Le indagini e il processo hanno comunque contribuito a far luce su dinamiche familiari e di vicinato che, al di là del verdetto, restano parte della memoria collettiva di questo omicidio irrisolto in via definitiva.

La famiglia della vittima ha espresso il proprio dolore, mentre la difesa ha parlato di “rinascita della giustizia”. Il dibattito pubblico continua, come spesso accade nei casi che hanno segnato l’immaginario collettivo, tra rispetto per la presunzione di innocenza e ricerca di risposte.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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