Carta d’identità cartacea italiana, stop definitivo: fino a quando resta valida e cosa cambia dal 3 agosto 2026

Roma, 17 giugno 2026. Manca poco più di un mese e mezzo alla data che segnerà la fine definitiva delle carte d’identità cartacee in Italia. Dal 3 agosto 2026, infatti, i documenti rilasciati su modello cartaceo non saranno più validi, indipendentemente dalla scadenza riportata sul documento stesso. Una decisione che riguarda centinaia di migliaia di cittadini ancora in possesso della versione tradizionale e che impone di correre ai ripari per tempo.
Il Ministero dell’Interno ha ribadito con chiarezza, attraverso circolari e comunicazioni alle prefetture e ai Comuni, che la carta d’identità cartacea italiana cesserà di avere efficacia sia sul territorio nazionale sia ai fini dell’espatrio. La ragione è tecnica e normativa: il documento non rispetta più gli standard minimi di sicurezza europei previsti dal Regolamento (UE) 2019/1157. Per questo motivo, chi la possiede deve sostituirla con la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Questa scadenza sta generando un’attesa corsa agli sportelli anagrafici di molti Comuni, soprattutto ora che l’estate è alle porte e molti programmano vacanze all’estero. Capire cosa cambia e cosa bisogna fare è essenziale per evitare disagi.
La norma europea, entrata in vigore da tempo, ha fissato proprio al 3 agosto 2026 il termine ultimo per l’utilizzo delle vecchie carte. Inizialmente la scadenza riguardava principalmente l’espatrio, ma successive circolari ministeriali hanno esteso la cessazione di validità anche per l’uso interno in Italia. Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione, ma di un obbligo che rende il documento non più spendibile per qualsiasi identificazione ufficiale.
I cittadini in possesso di una carta d’identità cartacea, anche se apparentemente valida fino al 2027, 2028 o oltre, dovranno richiederne la sostituzione. La CIE, oltre a garantire maggiore sicurezza grazie al chip elettronico e alle tecnologie biometriche, ha una validità fino a 10 anni per i maggiorenni e rappresenta ormai l’unico documento di identità rilasciabile in formato standard. Solo in casi eccezionali e urgenti, come calamità o situazioni particolari, i Comuni possono ancora emettere versioni cartacee temporanee, ma con validità limitata proprio al 3 agosto 2026.
Per richiedere la nuova CIE è necessario presentarsi all’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza o dimora, preferibilmente prendendo appuntamento online per evitare code. Servono una foto tessera recente, la tessera sanitaria, il codice fiscale e la vecchia carta da ritirare. Il costo è generalmente intorno ai 16-25 euro a seconda del Comune e della modalità di consegna. Il documento viene prodotto dal Poligrafico dello Stato e recapitato a casa in pochi giorni lavorativi.
Le implicazioni pratiche sono molteplici. Chi viaggia all’estero, soprattutto in Paesi UE o con accordi bilaterali, rischia di vedersi rifiutato l’imbarco o l’ingresso se presenta ancora la carta cartacea dopo il 3 agosto. Anche in Italia, per pratiche amministrative, accessi a servizi pubblici, stipula di contratti o identificazioni presso banche e uffici, la CIE diventerà obbligatoria. Le alternative valide rimangono il passaporto o, in alcuni casi limitati, la patente di guida, ma non sempre questi documenti sono sufficienti o aggiornati.
Il passaggio alla versione elettronica non è solo una formalità burocratica. La CIE permette anche l’accesso a servizi digitali come SPID, l’identificazione online e l’utilizzo di app della pubblica amministrazione, rendendo la vita quotidiana più semplice in un paese sempre più digitalizzato. Molti Comuni stanno potenziando gli sportelli proprio in vista dell’aumento delle richieste previsto per i prossimi mesi.
Chi ha già la CIE in corso di validità non deve preoccuparsi: il documento elettronico resta pienamente valido secondo la sua scadenza naturale. Il problema riguarda esclusivamente i possessori della versione cartacea ancora diffusa tra chi non ha rinnovato negli ultimi anni o tra le fasce di popolazione meno abituate al digitale.
Le amministrazioni locali invitano a non aspettare l’ultimo momento. Con l’approssimarsi delle ferie estive, i tempi di attesa potrebbero allungarsi e il rischio di trovarsi senza documento valido durante un viaggio è concreto. Controllare fin da ora la propria carta e verificare la disponibilità di appuntamenti sui siti comunali è il consiglio più ripetuto dalle prefetture.
Questa transizione completa rappresenta un passo importante verso la modernizzazione dei documenti di identità italiani, allineandoli agli standard europei di sicurezza contro falsificazioni e furti di identità. Un cambiamento che, pur creando qualche disagio iniziale per chi deve rinnovare, promette di semplificare molte procedure future.
In sintesi, per chi possiede ancora la carta d’identità cartacea italiana il messaggio è chiaro: agire prima del 3 agosto 2026 è la scelta più prudente. Informarsi presso il proprio Comune e procedere con la richiesta della CIE permette di affrontare l’estate e il resto dell’anno senza sorprese spiacevoli. La burocrazia a volte corre veloce, ma in questo caso la scadenza è inderogabile e vale per tutti.