Roberto Vecchioni a processo per diffamazione: Geronimo La Russa si costituisce parte civile per l’accusa di furto del 1997

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Roberto Vecchioni al processo per diffamazione a Firenze

Firenze, 17 giugno 2026. Si è aperta ieri davanti al Tribunale di Firenze la prima udienza del processo che vede imputato il cantautore Roberto Vecchioni per diffamazione aggravata nei confronti di Geronimo La Russa, avvocato e primogenito del presidente del Senato Ignazio La Russa. Geronimo La Russa ha deciso di costituirsi parte civile, formalizzando la sua posizione di danneggiato nel procedimento penale. Il giudice ha rinviato il processo al prossimo 15 settembre.

La vicenda trae origine da un aneddoto raccontato da Vecchioni nel luglio 2023 durante il festival La Gaberiana a Firenze. Il cantautore, intervistato sul palco, aveva rievocato un episodio risalente al 1997: la festa di compleanno della figlia quattordicenne nella casa di famiglia a Milano. Secondo il suo racconto, alla piccola riunione con quattro amiche si erano uniti numerosi ragazzi più grandi, alcuni maggiorenni e altri minorenni, che non erano stati invitati. Al termine della serata, Vecchioni aveva scoperto che erano stati rubati vari oggetti, tra cui portasigari, vestiti e persino capi di biancheria intima.

Nel proseguire il racconto, Vecchioni aveva aggiunto: «Ora, io non voglio fare il cognome, ma dirò come si chiama il ragazzo, così si capisce chi era il padre: il giovane si chiama Geronimo». Il riferimento, chiaro per molti presenti e per i media che riportarono l’aneddoto, puntava a Geronimo La Russa, allora minorenne come la figlia del cantautore. Vecchioni aveva precisato di aver sporto denuncia all’epoca e che alcuni ragazzi erano stati identificati, senza però fornire ulteriori dettagli sulle indagini.

Geronimo La Russa ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo che la sua posizione fu immediatamente archiviata dalla Procura per i Minori di Milano per totale infondatezza della notizia di reato nei suoi confronti. Secondo quanto dichiarato dal diretto interessato e dai suoi legali, non fu mai imputato né tantomeno beneficiò di un perdono giudiziale, figura applicabile solo a chi risulti colpevole. La Russa jr. ha sottolineato che già nel 1997 Vecchioni aveva indirizzato sospetti verso il «figlio di un noto politico milanese», lasciando intendere un collegamento con la famiglia La Russa.

A seguito delle dichiarazioni del 2023, Geronimo La Russa ha presentato querela per diffamazione aggravata, contestando che Vecchioni avesse consapevolmente omesso di precisare l’esito negativo delle indagini a suo carico e avesse rilanciato l’accusa a distanza di oltre venticinque anni, in un contesto pubblico e in un momento di particolare visibilità mediatica per la famiglia. «Pur sapendo di dire una falsità, Vecchioni mi ha accusato, a distanza di 30 anni, di aver rubato oggetti durante una festa della figlia, all’epoca minorenne come me», ha dichiarato La Russa a margine di un evento pubblico a Firenze. «È evidente che la volontà sia stata quella di diffamare me e la mia famiglia».

Vecchioni, difeso dagli avvocati Simone Ciro Giordano e Ugo Cerruti, è stato sentito dal pubblico ministero di Firenze nel marzo 2024. In quell’occasione ha ribadito i contenuti del suo racconto, spiegando di non aver più seguito le indagini dopo la denuncia del 1997 e di aver appreso solo in seguito che Geronimo fosse stato tra i nominativi emersi, salvo poi l’archiviazione. Il cantautore non ha rilasciato nuove dichiarazioni pubbliche nelle ultime ore sul processo in corso.

Dal punto di vista procedurale, il reato contestato è quello di diffamazione aggravata (art. 595 c.p., con l’aggravante della modalità pubblica e dell’attribuzione di un fatto determinato). In Italia, per questo tipo di reati è possibile la costituzione di parte civile del danneggiato, che mira al riconoscimento di un risarcimento danni in sede civile nell’ambito del processo penale. Il giudice monocratico dovrà valutare se le parole di Vecchioni integrino una condotta diffamatoria, tenendo conto del contesto, dell’intento e della veridicità delle affermazioni.

La vicenda ha inevitabilmente richiamato l’attenzione sul rapporto tra libertà di espressione, narrazione di fatti personali e tutela dell’onore altrui. Vecchioni, figura storica della canzone d’autore italiana e da sempre attento ai temi civili, ha spesso utilizzato aneddoti autobiografici nei suoi interventi pubblici. In questo caso, però, il racconto ha toccato direttamente una persona identificabile, scatenando una reazione giudiziaria che arriva a distanza di anni.

Geronimo La Russa, avvocato e presidente dell’Automobile Club di Milano, ha più volte espresso fastidio per quella che definisce una campagna di «lancio della menzogna» nei confronti della sua famiglia. La decisione di costituirsi parte civile sottolinea la volontà di tutelare non solo la propria immagine ma anche quella del nucleo familiare, spesso al centro di polemiche pubbliche.

Il processo, seppur di natura personale, si inserisce in un clima più ampio di sensibilità verso le conseguenze delle parole pronunciate in contesti pubblici, soprattutto quando riguardano fatti lontani nel tempo e che coinvolgono minorenni dell’epoca. Gli avvocati di entrambe le parti avranno modo di confrontarsi sulle prove documentali relative alle indagini del 1997, sulla trascrizione esatta delle parole di Vecchioni e sulle possibili conseguenze reputazionali.

Al momento non emergono altri procedimenti collegati e la posizione di Vecchioni resta quella di imputato in un procedimento in corso, senza alcuna sentenza definitiva. La distinzione tra quanto avvenuto nel 1997 (fatti storici sui quali le autorità minorili hanno archiviato la posizione di La Russa) e le dichiarazioni del 2023 (oggetto di valutazione giudiziaria) rappresenta l’elemento centrale del dibattimento.

La risonanza del caso è legata anche alla notorietà dei protagonisti: da un lato un cantautore amato da generazioni per la sua capacità di raccontare storie e valori, dall’altro il figlio di una delle figure più rilevanti della politica italiana di centrodestra. Un incrocio che ha inevitabilmente amplificato l’interesse mediatico, trasformando un vecchio aneddoto in una questione giudiziaria ancora aperta.

Nelle prossime udienze si entrerà nel merito delle prove e delle ricostruzioni. Fino a quel momento, come in ogni procedimento penale in corso, vale la presunzione di innocenza per Roberto Vecchioni. Geronimo La Russa, dal canto suo, intende far valere le proprie ragioni in sede civile per i danni morali subiti. Un caso che, al di là dell’esito, solleva interrogativi sul confine tra memoria personale, narrazione pubblica e responsabilità delle parole pronunciate davanti a un microfono.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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