Anticiclone subtropicale africano, ondata di caldo in Italia: l’allarme di Pregliasco e cosa fare per proteggersi

L’Italia è nella morsa dell’anticiclone subtropicale africano, che sta portando la prima vera ondata di caldo intensa della stagione estiva. Con temperature in rapido aumento su gran parte del Paese e valori che in molte città stanno superando diffusamente i 30-35°C, l’attenzione si concentra non solo sulle previsioni meteo ma anche sugli effetti sulla salute pubblica, soprattutto per anziani e persone fragili. Fabrizio Pregliasco, virologo e docente all’Università Statale di Milano, ha lanciato un monito chiaro: le ondate di calore rappresentano un rischio concreto per la sanità pubblica, con potenziali conseguenze gravi per le categorie più vulnerabili.
La dinamica meteorologica è classica per questo periodo dell’anno. Un robusto promontorio di alta pressione di origine subtropicale sta risalendo dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale, stabilizzando l’atmosfera e favorendo l’afflusso di aria calda sahariana. Secondo i principali centri di previsione, questa configurazione è destinata a persistere per diversi giorni, con picchi termici che tra Nord e Sud potrebbero toccare valori elevati, accompagnati da afa marcata soprattutto nelle aree urbane e costiere. Non si tratta di un evento isolato, ma di un pattern che si ripete con maggiore frequenza a causa dei cambiamenti climatici, rendendo le estati italiane sempre più calde e prolungate.
Le città più esposte stanno già registrando condizioni di disagio termico. Al Nord, in pianura Padana, le temperature massime tendono a salire rapidamente, mentre al Centro-Sud e sulle Isole il caldo si fa sentire con intensità maggiore a causa dell’umidità e delle notti tropicali, dove le minime faticano a scendere sotto i 22-25°C. Questa combinazione rende l’aria pesante e riduce il sollievo notturno, fattore critico per la salute di chi ha difficoltà a termoregolarsi.
Pregliasco ha sottolineato che non si tratta di allarmismo, ma di epidemiologia consolidata. Le ondate di calore degli anni passati hanno dimostrato come l’eccesso di mortalità colpisca prevalentemente over 65 e persone con patologie croniche. In contesti simili, i dati storici parlano di centinaia o migliaia di decessi attribuibili al caldo in tutta Italia quando le temperature restano elevate per periodi prolungati. L’esperto ha invitato a considerare il fenomeno come un’emergenza di sanità pubblica, raccomandando idratazione costante, evitamento delle ore più calde per attività all’aperto e monitoraggio costante di familiari e vicini più vulnerabili.
Le autorità sanitarie e la Protezione Civile seguono con attenzione l’evoluzione. In molte città sono stati attivati o sono in procinto di scattare i bollini rossi del sistema di allarme caldo del Ministero della Salute, che indicano condizioni ad alto rischio per la popolazione generale. I consigli pratici sono chiari: bere acqua regolarmente anche senza sete, mangiare cibi leggeri, mantenere le abitazioni fresche con persiane chiuse durante il giorno e ventilazione nelle ore più fresche, evitare esercizio fisico intenso sotto il sole.
Per i residenti delle grandi città come Milano, Roma, Bologna o Napoli, il disagio è amplificato dall’effetto isola di calore urbano, che può far salire i termometri di 3-5°C rispetto alle zone rurali. Anziani che vivono soli, bambini piccoli e lavoratori all’aperto sono le categorie che richiedono maggiore attenzione. Molte amministrazioni locali stanno potenziando i servizi di assistenza, con punti di ristoro e sale climatizzate aperte al pubblico.
Dal punto di vista meteorologico, l’anticiclone subtropicale africano non porta solo caldo ma anche cieli sereni e scarsa ventilazione, condizioni che favoriscono l’accumulo di inquinanti e peggiorano la qualità dell’aria. Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi soffre di problemi respiratori o cardiovascolari. I meteorologi indicano che la fase acuta potrebbe durare fino alla fine della settimana o oltre, con possibili temporali di calore solo sui rilievi alpini, senza modificare sostanzialmente il quadro generale al piano.
Perché questa ondata sta attirando tanta attenzione? Da un lato, arriva in un momento in cui l’estate è appena iniziata e molti italiani stanno programmando vacanze o attività all’aperto. Dall’altro, il dibattito sul cambiamento climatico rende questi eventi non più eccezionali ma parte di una nuova normalità. Gli esperti ricordano che negli ultimi anni gli episodi di caldo estremo si sono intensificati, con impatti misurabili sulla mortalità estiva e sull’economia, dal turismo all’agricoltura.
Per chi deve spostarsi o lavorare, qualche precauzione in più fa la differenza. Automobilisti e motociclisti dovrebbero evitare le ore centrali della giornata per viaggi lunghi, mentre chi opera in settori esposti come edilizia o agricoltura deve seguire protocolli specifici di sicurezza. Le strutture turistiche sul mare e in montagna stanno adattando le offerte, privilegiando orari mattutini o serali per escursioni e bagni.
Sul lungo periodo, questa situazione richiama l’importanza di strategie di adattamento urbano: più verde in città, edifici efficienti dal punto di vista energetico, reti di assistenza capillari. La ricerca scientifica sta studiando con attenzione questi fenomeni, integrando dati meteorologici con quelli epidemiologici per prevedere e mitigare i rischi.
Nel frattempo, la raccomandazione unanime è di non sottovalutare il caldo, anche se “solo” giugno. L’anticiclone subtropicale africano porta bel tempo e sole, ma richiede rispetto. Seguire i bollettini ufficiali, consultare il proprio medico per chi ha condizioni preesistenti e prendersi cura di chi è più fragile resta il modo migliore per attraversare questa fase senza conseguenze. L’estate è lunga e, con il clima che cambia, prepararsi diventa essenziale per vivere serenamente queste giornate di grande caldo.