Medicina di comunità, pochi medici turni sorteggiati e minacce di trasferimento nelle Case della Comunità di Roma

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Struttura di medicina di comunità nel territorio romano

Nelle Case della Comunità di Roma si registra una situazione di forte tensione legata alla carenza di personale medico. Nella Asl Roma 3, secondo quanto denunciato dalla Fimmg, i turni per coprire le strutture vengono assegnati attraverso sorteggi tra i medici di base, con il rischio di trasferimenti per chi non aderisce. Un quadro che evidenzia le difficoltà operative nella realizzazione della riforma della medicina territoriale voluta dal Pnrr.

Le Case della Comunità rappresentano uno dei pilastri della nuova assistenza di prossimità prevista dal Decreto Ministeriale 77/2022. Dovrebbero fungere da punto di riferimento per i cittadini per l’assistenza primaria, la gestione delle cronicità, la prevenzione e il coordinamento tra servizi sanitari e socio-sanitari. Tuttavia, a pochi giorni da alcune scadenze importanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, diverse strutture nel territorio romano faticano a partire a pieno regime proprio per mancanza di medici disponibili.

Secondo la denuncia della Fimmg, nell’Asl Roma 3 l’azienda sanitaria avrebbe dovuto ricorrere al sorteggio per assegnare i turni ai medici di medicina generale nelle Case della Comunità. Una misura straordinaria che ha sollevato proteste da parte dei professionisti, preoccupati per l’impatto sulla loro attività ordinaria negli studi territoriali e per l’organizzazione complessiva del lavoro. La Federazione ha annunciato azioni formali, tra cui una diffida, invocando l’intervento dell’Ordine dei Medici.

Situazioni analoghe di difficoltà nel reclutamento vengono segnalate anche in altre Asl del Lazio, dove la trasformazione delle strutture e l’avvio dei nuovi servizi si scontrano con la scarsità di camici bianchi disponibili sul territorio.

La riforma della medicina territoriale punta a rafforzare l’assistenza vicino ai cittadini, riducendo l’afflusso improprio nei pronto soccorso e migliorando la presa in carico dei pazienti cronici. Le Case della Comunità dovrebbero essere dotate di équipe multidisciplinari, con medici di famiglia, infermieri, specialisti ambulatoriali e altri professionisti.

A livello nazionale, solo una parte delle strutture previste è pienamente operativa. Il monitoraggio Agenas evidenzia ritardi nella realizzazione fisica e nell’organizzazione dei servizi. Recentemente è stato firmato un accordo tra Governo, Regioni e parte delle rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale che prevede l’obbligo per i MMG di svolgere fino a un massimo di 6 ore settimanali nelle Case della Comunità, con un compenso di 38,72 euro lordi all’ora. L’intesa arriva in extremis rispetto alle scadenze Pnrr e mira a garantire una presenza minima di almeno un medico in ogni struttura.

Tuttavia, alcuni sindacati hanno espresso dissenso, mentre la carenza strutturale di medici di famiglia rimane il nodo centrale irrisolto. Per i pazienti romani, queste difficoltà si traducono in potenziali ritardi nell’accesso a servizi territoriali che dovrebbero decongestionare gli ospedali. Le Case della Comunità erano state presentate come il luogo dove effettuare prestazioni, seguire percorsi di cura per le patologie croniche e avere un primo punto di contatto per molti bisogni sanitari.

Per i medici di base, l’inserimento nelle nuove strutture aggiunge carico di lavoro a un’attività già sotto pressione, con liste di assistiti spesso al massimo e una popolazione che invecchia. Il sorteggio dei turni e le ipotesi di trasferimento forzato rischiano di peggiorare il morale dei professionisti e di scoraggiare ulteriormente le nuove generazioni dall’intraprendere la carriera di medico di famiglia.

L’accordo nazionale appena siglato rappresenta un passo per sbloccare la situazione, ma gli esperti del settore sottolineano che senza un piano straordinario di reclutamento e formazione, il modello della medicina di comunità rischia di rimanere parziale. Nel Lazio, come in altre regioni, il completamento della rete prevista dal Pnrr entro le scadenze europee richiederà ulteriori sforzi organizzativi e risorse.

La medicina di comunità è chiamata a diventare il fulcro dell’assistenza territoriale del futuro, ma i problemi emersi a Roma mettono in luce come la transizione richieda non solo infrastrutture, ma soprattutto una programmazione adeguata del personale. I prossimi mesi saranno decisivi per verificare se l’intesa raggiunta riuscirà a tradursi in servizi concreti e accessibili per i cittadini.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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