Clemente Mastella, l’annuncio sulla malattia commuove Benevento: “Anch’io sono malato, spero di farcela”

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Clemente Mastella applaudito dai fedeli dopo le parole sulla sua malattia

Benevento, 3 luglio 2026 – Nella suggestiva cornice della Basilica della Madonna delle Grazie, gremita di fedeli per la ricorrenza della patrona del Sannio, Clemente Mastella ha pronunciato parole che hanno gelato l’intera assemblea. Con la voce rotta dall’emozione, il sindaco di Benevento ha rivelato pubblicamente di stare combattendo contro una malattia: “A tutti chiedo di pregare per me. Anch’io sono malato, spero di farcela”. Un momento di intensa umanità che ha trasformato una celebrazione religiosa in un abbraccio collettivo di affetto e solidarietà verso uno dei politici più longevi e controversi della storia repubblicana.

Il silenzio improvviso seguito alla confessione è durato solo pochi istanti, subito interrotto da un applauso prolungato e caloroso dei presenti. Mastella, visibilmente commosso, non è entrato nei dettagli della diagnosi, lasciando intendere una condizione di particolare fragilità. A 79 anni, dopo una vita spesa tra aule parlamentari, ministeri e battaglie politiche, il “sindaco eterno” della città sannita ha scelto il contesto più intimo – la fede e la comunità che lo ha sempre sostenuto – per condividere il suo momento di vulnerabilità.

L’annuncio arriva in un periodo particolare per Mastella. Pochi giorni prima aveva festeggiato i 51 anni di matrimonio con la moglie Sandra, postando sui social messaggi di profonda gratitudine: “Felice di questa mia vita con Sandra, per i figli e i sei nipoti. Tutto il resto è noia”. Una serenità familiare che contrasta ora con la battaglia personale che sta affrontando, emersa apparentemente dopo alcuni controlli medici che hanno portato a un intervento. Le sue parole, pronunciate durante la prima celebrazione del nuovo arcivescovo Michele Autuoro, hanno toccato corde profonde in una terra dove la devozione popolare e la politica spesso si intrecciano.

Clemente Mastella non è un politico qualunque. Nato a San Giovanni di Ceppaloni nel 1947, ha attraversato mezzo secolo di storia italiana, passando dalla Democrazia Cristiana alla fondazione di sigle centriste come l’Udeur, ricoprendo ruoli chiave: otto volte deputato, europarlamentare, ministro del Lavoro nel governo Berlusconi I e della Giustizia nel governo Prodi II. Le sue dimissioni da Guardasigilli nel 2008 contribuirono alla caduta dell’esecutivo di centrosinistra, un episodio che resta impresso nella memoria collettiva come simbolo della fluidità della politica italiana.

Dal 2016 è tornato a governare Benevento, città che lo ha eletto con ampio consenso e riconfermato. Un “ritorno alle origini” per un uomo che ha sempre mantenuto un legame viscerale con il territorio, consacrando persino il suo mandato alla Vergine delle Grazie dieci anni fa. La sua longevità politica, tra alleanze trasversali, scandali superati e una capacità innata di rialzarsi, lo ha reso un personaggio unico: amato da alcuni, criticato da altri, ma mai indifferente.

L’annuncio di ieri ha riportato sotto i riflettori non solo la sua figura pubblica, ma anche la dimensione privata di un uomo che, nonostante le battaglie giudiziarie e politiche del passato, ha sempre mostrato una resilienza straordinaria. In un’Italia dove i leader raramente espongono le proprie fragilità, Mastella ha scelto la trasparenza, chiedendo preghiere proprio mentre l’arcivescovo si rivolgeva ai malati.

La notizia ha rapidamente fatto il giro del web e dei media nazionali. Sui social, messaggi di vicinanza arrivano da ogni parte: cittadini beneventani, esponenti politici di vari schieramenti, semplici fedeli. “Auguri di buona guarigione, dottore”, “Forza Clemente, Benevento è con te”, si legge nei commenti. L’applauso in Basilica è diventato simbolo di un legame profondo tra il sindaco e la sua gente, al di là delle divisioni partitiche.

Molti ricordano come Mastella abbia sempre saputo interpretare i sentimenti popolari. La sua scelta di parlare in chiesa, in un momento di raccoglimento collettivo, ha amplificato l’impatto emotivo. Non si tratta solo di un annuncio di salute, ma di un richiamo alla fragilità umana che accomuna tutti, potenti o meno. In un’epoca di comunicazioni filtrate e controllate, questo gesto ha riportato al centro l’autenticità.

Al momento non ci sono indicazioni ufficiali su un possibile passo indietro nelle sue funzioni istituzionali. Mastella continua a guidare la città con l’energia che lo ha sempre distinto, ma l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla sua salute. I beneventani, abituati alle sue “resurrezioni” politiche, sperano in un’altra dimostrazione di forza, questa volta nella sfera personale.

L’episodio arriva in un contesto più ampio per la politica italiana, dove figure storiche come Mastella rappresentano un ponte tra la Prima e la Seconda Repubblica. La sua vicenda ricorda che dietro le etichette di “correntista” o “trasformista” c’è un uomo con una famiglia, una comunità e, ora, una sfida sanitaria da affrontare.

La Madonna delle Grazie, alla quale Mastella ha spesso affidato il suo percorso, diventa ancora una volta simbolo di speranza. “Spero di farcela”, ha detto con voce spezzata. Parole semplici, potenti, che hanno commosso un’intera città e oltre. In queste ore, Benevento e l’Italia intera stringono idealmente la mano al suo sindaco, in attesa di aggiornamenti che tutti sperano positivi. La politica può attendere: ora conta la vita, con le sue battaglie più intime.

Il tempo dirà come evolverà questa storia. Per ora, resta l’immagine di un leader che, nel momento della verità, ha scelto di non nascondersi, affidandosi alla preghiera collettiva e alla solidarietà di chi lo conosce da una vita. Un capitolo umano che arricchisce, se possibile, una biografia già straordinaria.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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