Mario Roggero, condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi: il gioielliere di Grinzane Cavour entra in carcere

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Grinzane Cavour gioielleria Roggero scena della rapina 2021

Oggi, 16 luglio 2026, Mario Roggero ha varcato la soglia del carcere. A 72 anni, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) ha visto confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina nel suo negozio il 28 aprile 2021. Le sue parole, condivise sui social dalla famiglia poco prima di costituirsi, sono state semplici e dirette: “È finita, vado in carcere”.

Questo verdetto arriva dopo anni di processi e accende di nuovo un dibattito profondo sull’autodifesa, sulla legittima difesa e sul senso di giustizia in Italia. Perché proprio oggi migliaia di persone cercano “Mario Roggero”? Perché la sentenza definitiva ha trasformato un caso giudiziario in un simbolo: un uomo comune, padre e nonno, che ha reagito a una violenza brutale e ora paga un prezzo altissimo.

Era il pomeriggio del 28 aprile 2021. Tre uomini armati – Giuseppe Mazzarino, Andrea Spinelli e un terzo complice – irrompono nella gioielleria di famiglia a Gallo di Grinzane. Colpiscono la moglie di Roggero al volto, terrorizzano la figlia e la nipote. La tensione è altissima. Mario Roggero, che ha subito altre rapine in passato, impugna la sua pistola regolarmente detenuta e spara. Due rapinatori muoiono, il terzo rimane ferito.

Per i giudici della Cassazione, confermando l’appello, quando Roggero ha sparato la rapina era “totalmente conclusa”: i malviventi stavano fuggendo verso l’auto. Non più aggressione in corso, quindi non legittima difesa piena, ma omicidio volontario e tentato omicidio. La Corte d’Assise d’Appello aveva già ridotto la pena da 17 a 14 anni e 9 mesi, ma ha confermato la responsabilità penale.

Roggero ha sempre sostenuto di aver agito per proteggere la sua famiglia. “Non c’era alternativa”, aveva ripetuto. Oggi, entrando in carcere, mantiene la stessa compostezza che lo ha accompagnato in questi cinque anni.

La notizia ha immediatamente infiammato il web e la politica. Matteo Salvini ha espresso solidarietà forte: “In tanti stiamo con Mario Roggero. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore… farò tutto il possibile perché gli venga concessa la grazia”. Petizioni su Change.org per chiedere la grazia al Presidente Mattarella stanno raccogliendo migliaia di firme in poche ore.

Da più parti si sottolinea l’assurdità di una giustizia che, secondo molti, sembra punire più severamente chi si difende rispetto ai criminali. A questo si aggiunge la questione risarcimenti: Roggero deve versare centinaia di migliaia di euro alle famiglie dei rapinatori (provvisionale esecutiva di circa 780.000 euro, con richieste totali intorno ai 3 milioni), mentre ha già venduto immobili e lanciato una colletta.

Il caso ha spinto il governo a introdurre norme sul “salva difesa”, che limitano i risarcimenti ai delinquenti in certi reati, ma per Roggero arrivano troppo tardi.

Mario Roggero non era un pistolero. Era un artigiano che gestiva da decenni la sua gioielleria, punto di riferimento nella piccola comunità di Grinzane Cavour. Aveva già vissuto altre rapine, compresa una nel 2015 finita con un risarcimento irrisorio. La sua storia è quella di tanti piccoli imprenditori italiani esposti alla criminalità, che si sentono soli di fronte allo Stato quando devono difendersi.

Esperti di diritto e cronisti giudiziari ricordano come il confine tra legittima difesa e eccesso di reazione sia sottile e spesso interpretato con rigore estremo dalle corti. In questo caso, i giudici hanno sottolineato che gli spari sono avvenuti all’esterno, mentre i rapinatori fuggivano.

Roggero si è costituito e sconterà la pena. I suoi legali valuteranno eventuali altri ricorsi o istanze, ma la condanna è definitiva. Sul fronte politico, il dibattito sulla riforma della legittima difesa e sul risarcimento danni ai criminali tornerà sicuramente in Parlamento. Intanto, l’opinione pubblica resta divisa tra chi vede in lui un eroe e chi ricorda che due vite sono state stroncate.

La vicenda di Mario Roggero non è solo un fatto di cronaca nera. È lo specchio di paure diffuse: l’insicurezza, la percezione che chi lavora onestamente sia lasciato solo, e che la giustizia sia distante dalla vita reale. Oggi, mentre un uomo di 72 anni entra in cella, molti italiani si chiedono se davvero questa sia la risposta giusta a chi ha sparato per salvare la propria famiglia.

La sua storia continuerà a far discutere. E forse spingerà a cambiamenti concreti, perché casi come questo non si ripetano più lasciando solo chi, in un momento di terrore, sceglie di reagire.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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