Bancari BCC, sindacati chiedono 518 euro e 35 ore: al via il rinnovo

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Bancari BCC in assemblea per il rinnovo contrattuale con richieste di aumento stipendio 518 euro e settimana lavorativa a 35 ore

Migliaia di dipendenti delle Banche di Credito Cooperativo sono tornati a mobilitarsi. L’approvazione della piattaforma unitaria dei sindacati per il rinnovo del contratto nazionale del settore bancario ha riaperto il dibattito anche nel mondo del credito cooperativo, dove il precedente accordo siglato nel 2024 con Federcasse ha portato 435 euro di aumento medio a regime e una prima riduzione dell’orario. Ora, con il contratto in scadenza a fine 2025, i lavoratori BCC guardano con attenzione alle richieste avanzate nel comparto Abi: 518 euro mensili per la figura di riferimento e il taglio dell’orario settimanale da 37 a 35 ore.

Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno dato il via libera alla piattaforma il 3 aprile scorso. Il documento, ora sottoposto alle assemblee dei lavoratori con consensi molto ampi, pone al centro la redistribuzione della ricchezza prodotta dal settore e il miglioramento della qualità della vita. Due pilastri ritenuti prioritari in un momento in cui le banche continuano a registrare utili consistenti, mentre l’inflazione degli ultimi anni ha eroso il potere d’acquisto.

Le Banche di Credito Cooperativo rappresentano una realtà peculiare del sistema creditizio italiano: oltre 36.000 dipendenti distribuiti in circa 220 istituti, con un forte radicamento territoriale e un modello mutualistico che storicamente ha privilegiato la relazione con comunità e imprese locali. Il rinnovo del 2024 aveva già segnato un passo importante, con un incremento economico del 15% circa spalmato su tre tranche e la riduzione di mezz’ora settimanale a partire da luglio 2025, portando l’orario a 37 ore.

Oggi però il contesto è cambiato. L’onda della piattaforma unitaria del credito ordinario ha naturalmente investito anche il credito cooperativo. I sindacati sottolineano come l’aumento richiesto di 518 euro lordi mensili per il livello di riferimento non sia una semplice rivendicazione salariale, ma uno strumento per mantenere il potere d’acquisto alla luce delle proiezioni inflattive 2026-2028 e per riconoscere il contributo dei lavoratori alla generazione di valore. Allo stesso modo, la settimana di 35 ore viene presentata come un’evoluzione coerente con le tendenze europee e con i miglioramenti di efficienza già ottenuti grazie alla digitalizzazione.

Accanto alla parte economica, la piattaforma insiste su altri fronti sensibili: l’allargamento dell’area contrattuale, limiti più stringenti alle attività appaltabili per evitare disparità di trattamento, maggiore attenzione all’organizzazione del lavoro, alle ristrutturazioni aziendali e al contrasto delle pressioni commerciali indebite. Sul piano delle tutele si chiede il rafforzamento delle garanzie nei procedimenti disciplinari e la reintegra in casi di licenziamento ingiustificato.

Federcasse, che rappresenta il sistema BCC, non ha ancora formalizzato una controproposta dettagliata per il nuovo ciclo. Il precedente negoziato del 2024 si era chiuso con un’intesa raggiunta dopo mesi di confronto, valorizzando le specificità del settore cooperativo. È ragionevole attendersi che anche questa volta le parti puntino a un confronto serrato ma responsabile, tenendo conto del ruolo sociale delle BCC nei territori, soprattutto quelli a rischio di desertificazione bancaria.

I segretari generali dei sindacati hanno ribadito in più occasioni che l’obiettivo è arrivare a un rinnovo che metta al centro le persone. Riccardo Colombani di First Cisl ha sottolineato come l’aumento e la riduzione dell’orario siano indispensabili per redistribuire il valore prodotto. Lando Maria Sileoni (Fabi), Susy Esposito (Fisac Cgil), Fulvio Furlan (Uilca) ed Emilio Contrasto (Unisin) hanno parlato con una sola voce, segno di unità sindacale che rafforza la posizione al tavolo.

Nelle prossime settimane, dopo la fase assembleare conclusa con esiti positivi, si aprirà formalmente il confronto con Federcasse. Il calendario dei prossimi incontri sarà decisivo: l’obiettivo dei sindacati è chiudere entro tempi ragionevoli, evitando lunghi periodi di vacanza contrattuale. Molto dipenderà dalla capacità di coniugare le richieste economiche con le esigenze di sostenibilità delle banche cooperative, che operano in un contesto di tassi, regolamentazione europea e trasformazione digitale.

Per i lavoratori BCC questo rinnovo rappresenta qualcosa di più di un aggiornamento tabellare. È l’occasione per confermare e rafforzare tutele, welfare e qualità del lavoro in un settore che resta strategico per l’economia reale del Paese. L’attenzione di migliaia di dipendenti e delle loro famiglie è alta: il trend di ricerche su “bancari BCC” e rinnovo contratto riflette proprio questa aspettativa diffusa di un accordo che riconosca il ruolo svolto ogni giorno negli sportelli e negli uffici di tutta Italia.

Il negoziato è appena iniziato, ma i segnali indicano una trattativa che si preannuncia intensa. L’esito dipenderà dalla volontà di tutte le parti di trovare un equilibrio tra riconoscimenti economici, riduzione degli orari e tutela del modello cooperativo. Un rinnovo riuscito sarebbe un segnale importante non solo per i bancari BCC, ma per l’intero sistema creditizio italiano.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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