Sorpassometro ad Acquappesa, il giudice annulla una multa: il caso che riaccende il dibattito

Il giudice di pace di Paola ha annullato un verbale elevato dal Comune di Acquappesa con il Sorpassometro SV3, il dispositivo installato sulla Statale 18 Tirrena Inferiore per rilevare i sorpassi vietati. La sentenza, depositata il 19 maggio 2026, accoglie il ricorso di un automobilista e condanna il Comune al pagamento delle spese di lite. Un provvedimento che arriva dopo mesi di polemiche, ricorsi e denunce, e che rimette al centro dell’attenzione le questioni di legittimità del sistema.
Il dispositivo, attivo dal 4 agosto 2025 nel tratto della SS18 che attraversa Acquappesa, è stato presentato dall’amministrazione come uno strumento essenziale per la sicurezza stradale in una zona nota per incidenti e manovre azzardate. Il sindaco Francesco Tripicchio aveva sottolineato la presenza di tutte le autorizzazioni necessarie, tra cui quelle ministeriali, prefettizie e dell’Anas, e l’attesa di aggiornamenti normativi per evitare rischi. Eppure, fin dall’inizio, il Sorpassometro ha generato dubbi su omologazione, segnaletica, autorizzazioni e modalità di accertamento.
Il Sorpassometro SV3 utilizza sensori nell’asfalto e telecamere per registrare in tempo reale i sorpassi in violazione dell’articolo 148 del Codice della Strada, producendo brevi video come prova. Le sanzioni possono essere pesanti: da centinaia di euro fino a oltre mille in casi gravi, con decurtazione di punti patente e possibili sospensioni. A Acquappesa, molti verbali riguardavano veicoli in direzione nord, con importi cumulativi significativi.
L’associazione Altvelox ha sollevato criticità fin dall’estate 2025, presentando denunce per presunta mancanza di omologazione piena (distinguendo approvazione da omologazione), disallineamento tra decreti prefettizi datati (come quello del 2012) e il dispositivo moderno, oltre a difficoltà nell’accesso agli atti. Il Comune ha sempre difeso la regolarità dell’impianto, ricevendo anche un chiarimento dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla legittimità del SV3. Nonostante questo, i ricorsi da parte degli automobilisti si sono moltiplicati.
Nella sentenza della dott.ssa Daniela Turco, il giudice ha accolto le argomentazioni del ricorrente (assistito dall’avvocato Sandra Ricco) riguardo al verbale n. SO 2025/0000529. La decisione sottolinea la necessità di verifiche rigorose su omologazione, autorizzazioni, segnaletica e corretto utilizzo del dispositivo. Altvelox ha interpretato il provvedimento come conferma delle proprie denunce, mentre l’amministrazione si è trovata a gestire un primo esito sfavorevole in giudizio.
Questa non è la prima sospensione cautelare o pronuncia favorevole ai ricorrenti, ma rappresenta un segnale concreto in una vicenda ancora aperta, con udienze di merito fissate in precedenza per il 2026.
Il caso Acquappesa incarna la tensione tipica tra esigenze di sicurezza stradale e percezione di enforcement eccessivo o irregolare. Da una parte, l’amministrazione locale punta a scoraggiare sorpassi pericolosi su una statale trafficata, soprattutto in estate. Dall’altra, automobilisti e associazioni contestano la proporzionalità delle sanzioni, la trasparenza del sistema e la solidità delle basi amministrative. Dubbi su multe “a senso unico” e sull’effettiva incidentalità del tratto (con dati ufficiali che, secondo alcune fonti, mostrerebbero numeri contenuti negli ultimi anni) hanno alimentato il dibattito.
Non si tratta di una bocciatura generale del Sorpassometro come strumento: versioni di questi dispositivi esistono da anni e sono previste dalla normativa quando autorizzate correttamente. Il punto è la concreta applicazione in questo contesto specifico, tra ricorsi, controdeduzioni e verifiche giudiziali.
La sentenza del giudice di pace di Paola non annulla automaticamente tutte le multe Sorpassometro emesse ad Acquappesa. Ogni caso resta individuale e va valutato sulle sue specificità: presenza di segnaletica adeguata, corretta contestazione, conformità del dispositivo alle prescrizioni. Chi ha ricevuto verbali può valutare il ricorso al giudice di pace (entro 30 giorni) o al prefetto, ma senza aspettarsi un esito scontato. La giurisprudenza su questi dispositivi è in evoluzione e dipende dalle prove fornite in giudizio.
Il Comune di Acquappesa, dal canto suo, difende l’operato e ha in passato reagito alle critiche, arrivando anche a denunce per diffamazione. Il contenzioso potrebbe proseguire, con possibili appelli o nuovi pronunciamenti.
La vicenda del Sorpassometro ad Acquappesa riflette un problema più ampio: il difficile equilibrio tra tecnologia al servizio della sicurezza e garanzie per i cittadini. Mentre le amministrazioni cercano strumenti efficaci per ridurre incidenti, i controlli elettronici automatici richiedono massima trasparenza e rigore formale per non trasformarsi in fonte di contenzioso. L’annullamento di una multa non chiude la partita, ma impone a tutti gli attori – enti locali, autorità e automobilisti – di confrontarsi sui fatti e non solo sulle posizioni di principio.
Resta da vedere come evolverà il caso specifico di Acquappesa e se altre sentenze confermeranno o ridimensioneranno questa prima pronuncia. Nel frattempo, per chi transita sulla SS18, l’attenzione resta alta: la sicurezza stradale è un obiettivo condiviso, ma la sua tutela deve passare per regole chiare e applicate correttamente. Il Sorpassometro è solo l’ultimo capitolo di un dibattito destinato a continuare.