Inondazione in Afghanistan: strage a Nuristan, almeno 23 morti e oltre 100 dispersi

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Soccorritori tra le macerie dopo l'inondazione a Nuristan, Afghanistan.

Un’alluvione improvvisa ha colpito lunedì pomeriggio Parun, capoluogo della provincia di Nuristan, nell’Afghanistan orientale. Le autorità locali e nazionali hanno confermato almeno 23 morti, più di 80 feriti e oltre 100 dispersi. Tra le persone ancora cercate c’è anche il sindaco della città. Le operazioni di soccorso proseguono in condizioni difficili, tra pioggia insistente e un territorio montuoso che complica ogni movimento.

Le piogge torrenziali sono arrivate all’improvviso nel pomeriggio di lunedì. In poche ore i fiumi hanno rotto gli argini e le acque, cariche di fango e massi, hanno invaso il centro abitato. Case, negozi e strutture pubbliche sono state colpite in modo violento. Il mercato principale, punto di riferimento per l’economia locale, è stato quasi completamente distrutto. Molti edifici sono crollati o sono stati gravemente danneggiati, lasciando intere famiglie senza un tetto e senza i mezzi per andare avanti.

I soccorritori, tra cui squadre provinciali e volontari del posto, lavorano senza sosta. Hanno recuperato finora 15 corpi, ma il numero potrebbe salire perché le ricerche continuano tra cumuli di detriti. La mancanza di attrezzature pesanti rende il lavoro lento e faticoso: molti usano pale, bastoni o semplicemente le mani. La pioggia che non accenna a diminuire aumenta il rischio di nuove frane e rende pericolose le zone già colpite.

Le autorità del National Disaster Management Authority hanno definito i dati ancora preliminari. I funzionari spiegano che serviranno giorni per completare le verifiche sul terreno e per avere un quadro completo delle perdite umane e materiali. Intanto, sette abitazioni sono state rase al suolo, altre 23 hanno subito danni seri. Sono andati distrutti o sono stati colpiti circa 70 negozi, 11 hotel e decine di veicoli. L’impatto economico è pesante per una zona già fragile, dove molte famiglie vivono di piccolo commercio e agricoltura.

Nuristan si trova in una regione di confine con il Pakistan, caratterizzata da valli strette, foreste e corsi d’acqua. In passato era nota per la sua bellezza naturale, ma negli ultimi anni il disboscamento ha reso il terreno più esposto alle violenze del clima. Gli esperti ricordano che eventi come questo stanno diventando più frequenti in Afghanistan, uno dei Paesi più vulnerabili al cambiamento climatico. Le infrastrutture deboli e le risorse limitate rendono ogni alluvione particolarmente devastante.

Le conseguenze immediate si fanno sentire sulla vita quotidiana. Centinaia di persone hanno perso tutto. Molte famiglie si trovano senza acqua potabile perché le reti di distribuzione sono state danneggiate. L’Onu, attraverso l’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari, ha parlato di almeno 26 vittime complessive nelle province orientali colpite e ha lanciato un appello per aiuti rapidi: ripari temporanei, cibo, medicine e supporto per chi ha perso i propri cari.

Le autorità centrali hanno reagito inviando squadre aggiuntive e chiedendo collaborazione. Il portavoce del governo Zabihullah Mujahid ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ha invitato a non rallentare gli sforzi di ricerca. Alcuni aiuti concreti, come tende e viveri, stanno arrivando anche da Paesi vicini. La comunità internazionale segue la situazione con attenzione, consapevole delle difficoltà che l’Afghanistan affronta da anni.

Sul posto la tensione è alta. I residenti raccontano di aver visto l’acqua arrivare all’improvviso, senza lasciare il tempo di mettersi al sicuro. Chi ha perso parenti o amici aspetta notizie con ansia, mentre i soccorritori continuano a setacciare le aree più colpite. Le previsioni meteo non aiutano: il Dipartimento di Meteorologia ha avvertito che altre piogge forti potrebbero interessare almeno dieci province nei prossimi giorni. L’invito è chiaro: stare lontani dai fiumi e dalle zone basse.

Questa tragedia arriva dopo una serie di eventi simili che hanno segnato l’anno in corso. In primavera, alluvioni in diverse regioni avevano già provocato numerose vittime e danni ingenti a case, strade e campi coltivati. La capacità di risposta del sistema resta limitata, e ogni nuovo disastro mette a dura prova la resistenza delle comunità locali.

A Parun, la priorità resta quella di ritrovare i dispersi e assistere i sopravvissuti. Le autorità provinciali lavorano per garantire almeno i bisogni essenziali, mentre si inizia a pensare alla fase di recupero. Ripulire le strade, ricostruire le reti idriche e ridare una prospettiva alle famiglie colpite richiederà tempo e risorse che, al momento, sono scarse.

La provincia di Nuristan, con la sua posizione isolata, mostra ancora una volta quanto sia urgente rafforzare la preparazione ai disastri naturali. Mentre le ricerche proseguono, la speranza è che il bilancio non peggiori ulteriormente. Per ora, l’attenzione di tutti è concentrata sui soccorsi e sull’aiuto concreto a chi ha perso tanto in poche ore drammatiche.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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