Paul Seixas, la confessione dopo l’Alpe d’Huez: «Non avevo le gambe»

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Paul Seixas in salita sull’Alpe d’Huez al Tour de France 2026

Paul Seixas ha chiuso la 19ª tappa del Tour de France 2026 al nono posto, a 2 minuti e 45 secondi da Tadej Pogacar. All’Alpe d’Huez il francese di Decathlon-CMA CGM ha perso qualche secondo su Isaac Del Toro e resta quarto in classifica generale. Subito dopo l’arrivo ha spiegato con chiarezza: «Alla fine non avevo le gambe che speravo».

La tappa tra Gap e l’Alpe d’Huez era una delle più attese della terza settimana. Seixas, 19 anni, è entrato nella salita finale ancora nel gruppo dei migliori. Ha seguito il ritmo finché ha potuto, ma quando Del Toro ha accelerato a poco meno di due chilometri dal traguardo non è riuscito a rispondere. «È stata una delle giornate più dure della mia vita in bici», ha detto. «Il pubblico era in delirio, ho ancora gli acufeni. Era magico e allo stesso tempo terribile. Ho limitato i danni».

Il giovane francese resta a 24 secondi dal messicano di UAE Team Emirates-XRG, terzo in classifica. Pogacar e Remco Evenepoel sono più distanti e ormai fuori dalla battaglia per il podio. «Sono ancora in gioco», ha sottolineato Seixas. «E di sicuro è grazie ai miei compagni». Ha elogiato il lavoro di squadra: Daan Hoole, Matthew Riccitello, Tiesj Benoot, Aurélien Paret-Peintre e Nicolas Prodhomme hanno tenuto il gruppo unito nelle fasi più dure della giornata. Un lavoro che il corridore ha definito «a cinque stelle», sottolineando quanto sia stato prezioso nelle ultime salite.

La prestazione non è stata quella sperata nel finale, ma il bilancio resta positivo. A 19 anni, al suo primo Tour de France, Seixas si trova ancora in lotta per un podio storico. La differenza rispetto a Del Toro è minima e le due tappe rimanenti, a partire da quella di sabato, potrebbero ancora cambiare tutto. «Domani sarà molto dura e si deciderà a colpi di pedale», ha aggiunto.

Le parole di Paul Seixas colpiscono per la loro linearità. Non ha cercato scuse, non ha parlato di strategie sbagliate o di problemi fisici non dichiarati. Ha riconosciuto semplicemente che altri erano più forti in quel momento. In un Tour dove le aspettative su di lui sono cresciute giorno dopo giorno, questa sincerità rafforza l’immagine di un corridore consapevole dei propri limiti e del proprio potenziale.

Il contesto della gara aiuta a capire meglio il risultato. L’Alpe d’Huez, con i suoi 21 tornanti e il pubblico assiepato ai bordi della strada, è sempre un esame particolare. Seixas ha dovuto gestire non solo lo sforzo fisico, ma anche la pressione di una folla che lo ha seguito e spinto per chilometri. «Ho ancora gli acufeni», ha ripetuto, segno di quanto l’atmosfera fosse assordante. Nonostante tutto, è riuscito a restare nel gruppo di testa fino agli ultimi metri, limitando le perdite a pochi secondi su Del Toro.

Nella classifica generale la situazione rimane aperta. Pogacar ha ormai un vantaggio importante, Evenepoel è stabilmente secondo, mentre Del Toro e Seixas si giocano il terzo posto con scarti ridotti. Per un corridore al debutto in una Grande Giro, trovarsi ancora in questa posizione dopo diciannove tappe è già un risultato significativo. La terza settimana, come spesso accade, sta facendo la differenza: la fatica accumulata pesa e le gambe rispondono in modo meno prevedibile.

Seixas ha affrontato il Tour con un approccio realistico fin dall’inizio. Prima della partenza aveva detto di voler divertirsi e di non porsi obiettivi precisi, proprio perché non aveva mai corso una gara di tre settimane. Le prestazioni delle prime due settimane lo avevano però portato in una posizione inaspettata, alzando le aspettative intorno a lui. L’Alpe d’Huez ha riportato tutto a una dimensione più concreta: il talento c’è, la maturità sta crescendo, ma il livello dei migliori del mondo resta un gradino più alto in determinati momenti.

Il Tour de France 2026 continua a misurare la crescita di un talento che fino a pochi mesi fa non aveva mai affrontato una corsa di questa lunghezza. L’Alpe d’Huez ha mostrato sia i suoi limiti sia la capacità di non crollare. Ora restano due giorni per capire se il podio resterà un obiettivo concreto o se diventerà un traguardo per il prossimo anno. Paul Seixas, intanto, ha già dimostrato di saper guardare in faccia la realtà della gara, accettando la fatica e riconoscendo il valore di chi, in quel momento, è stato semplicemente più forte.

La sua stagione e questo Tour resteranno comunque un punto di riferimento. A 19 anni, con una quarta posizione ancora in bilico e la capacità di parlare con chiarezza dopo una giornata difficilissima, Paul Seixas ha già mostrato qualcosa di più di un semplice talento emergente. Ha mostrato la testa di chi sa dove si trova e cosa deve ancora migliorare.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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