Mary de Rachewiltz è morta: a 101 anni si spegne la poetessa figlia di Ezra Pound e custode della sua eredità

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Mary de Rachewiltz, poetessa e figlia di Ezra Pound, nel castello di Brunnenburg

È morta in Alto Adige, dove viveva da decenni, la poetessa, saggista e traduttrice Mary de Rachewiltz. Aveva compiuto 101 anni lo scorso 9 luglio. Figlia di Ezra Pound e della violinista americana Olga Rudge, si è spenta venerdì 24 luglio a Merano, circondata dai figli Siegfried e Patrizia, dai nipoti e dai pronipoti. Con lei scompare una delle ultime testimoni dirette di una stagione letteraria e storica ancora controversa, e soprattutto la donna che ha dedicato l’intera esistenza a custodire, tradurre e spiegare l’opera del padre.

Nata Maria Rudge a Bressanone il 9 luglio 1925, Mary venne affidata nei primi anni a una famiglia di contadini tirolesi di Gais, in Val Pusteria. Solo più tardi i genitori riuscirono a seguirla con maggiore continuità. Studiò a Firenze, poi visse con la madre a Sant’Ambrogio, sopra Rapallo. Già a quattordici anni Pound le affidò le prime prove di traduzione delle sue poesie: un esercizio che sarebbe diventato una missione. Nel 1946 sposò l’egittologo Boris de Rachewiltz. Pochi anni dopo la famiglia si stabilì al castello di Brunnenburg, presso Tirolo, acquistato dal marito. Fu lì che, dopo la liberazione dal manicomio criminale di St. Elizabeths nel 1958, Ezra Pound trascorse gli ultimi anni della sua vita, componendo gli ultimi canti del suo poema maggiore.

Mary de Rachewiltz ha tradotto integralmente i Cantos in italiano. L’edizione Mondadori del 1985 le valse il Premio Monselice. Ha reso accessibili al pubblico italiano anche opere di e.e. cummings, Robinson Jeffers, Denise Levertov e altri poeti americani. Come poetessa ha pubblicato raccolte che spaziano da Maschere tirolesi a Processo in verso, fino all’antologia completa curata di recente da Massimo Bacigalupo. Il memoriale Discrezioni. Storia di un’educazione (1973), riedito come Ezra Pound: Father and Teacher, resta uno dei documenti più intimi e lucidi sul rapporto tra padre e figlia e sull’educazione di una giovane donna cresciuta tra due lingue, due culture e le ombre della storia.

Per decenni ha difeso con tenacia e senza retorica la memoria di Pound, confrontandosi con le accuse di collaborazionismo e propaganda fascista che pesarono sul poeta dopo la guerra. Non ha mai negato le scelte paterne, ma ha insistito sulla necessità di distinguere l’uomo, l’opera e il contesto. “Ho cercato di decifrare e far comprendere i suoi versi… di andare oltre i fraintendimenti”, aveva spiegato in più occasioni. Al castello di Brunnenburg, trasformato in centro di studi e di residenze poetiche, ha accolto generazioni di studiosi e studenti. Nel 2025, per i suoi cento anni, Merano le ha dedicato una mostra e le aveva già conferito la cittadinanza onoraria.

La sua scomparsa chiude un capitolo della cultura altoatesina e italiana. Mary de Rachewiltz non è stata soltanto “la figlia di”. È stata una voce poetica autonoma, una traduttrice rigorosa e una mediatrice culturale capace di tenere insieme il Tirolo, l’America e la letteratura del Novecento. La sua presenza discreta e costante ha permesso a molti di avvicinarsi a Pound senza i filtri della polemica immediata, attraverso la lente di chi lo aveva conosciuto da vicino e aveva scelto di restargli fedele senza idolatrarlo.

Nel silenzio del castello di Brunnenburg, tra le mura che hanno ospitato gli ultimi versi del padre, resta ora un’eredità di libri, di archivi e di testimonianze. Un’eredità che Mary de Rachewiltz ha costruito giorno dopo giorno, con la stessa disciplina con cui da ragazza aveva imparato a tradurre i versi paterni. La poesia, aveva dimostrato con la vita intera, può essere anche un atto di cura e di responsabilità.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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