Decreto carburanti, il governo accelera sul taglio delle accise: obiettivo benzina e diesel sotto i 2 euro

Il governo sta accelerando su un nuovo intervento sulle accise dei carburanti. Dopo la scadenza dello sconto a inizio luglio, i prezzi di benzina e gasolio sono tornati a salire e in molte stazioni il diesel ha superato i 2 euro al litro. L’obiettivo dichiarato è riportare i listini sotto quella soglia, con particolare attenzione al gasolio. Il provvedimento, di cui si parla come di un decreto “salva estate”, dovrebbe arrivare in tempi rapidi.
Secondo le ricostruzioni più recenti, l’esecutivo valuta una riduzione temporanea delle accise più marcata sul diesel, con ipotesi intorno ai 24 centesimi al litro, e un taglio più contenuto sulla benzina, nell’ordine di alcuni centesimi. Non si tratta ancora di un testo definitivo pubblicato in Gazzetta, ma di un’iniziativa in fase di definizione spinta direttamente da Palazzo Chigi per intervenire prima dell’esodo estivo.
Il precedente taglio delle accise, basato sul meccanismo delle “accise mobili”, è scaduto il 3 luglio. Da allora i prezzi alla pompa hanno registrato rialzi significativi, legati sia al ritorno alle aliquote ordinarie sia alle tensioni internazionali sul petrolio. Il diesel ha subito gli aumenti più pesanti.
Il nuovo intervento mira a sterilizzare in parte le accise per un periodo limitato. Le ipotesi più citate parlano di uno sconto più forte sul gasolio (fino a circa 24 centesimi) e di una riduzione inferiore sulla benzina. L’idea è riportare entrambi i carburanti sotto i 2 euro al litro sulla rete ordinaria, almeno nelle stazioni self. Il governo sta valutando se usare il meccanismo delle accise mobili (finanziato con l’extra gettito Iva) o uno strumento più ampio e costoso, vista l’entità dell’intervento.
La differenza di trattamento tra benzina e diesel dipende dall’andamento dei prezzi: il gasolio è salito di più e pesa maggiormente su chi usa l’auto per lavoro o percorse lunghe distanze.
Il punto decisivo non è solo l’entità del taglio fiscale, ma quanto di quello sconto arriverà realmente al consumatore. L’accisa fa parte della base imponibile dell’Iva, quindi ogni centesimo di riduzione fiscale si traduce in un beneficio leggermente superiore sul prezzo finale (circa 1,22 centesimi considerando l’imposta).
Se lo sconto di 24 centesimi sul diesel fosse interamente trasferito, un pieno da 50 litri costerebbe sensibilmente meno. Il Codacons ha calcolato che un intervento di quella portata potrebbe far risparmiare oltre 14 euro a pieno, riportando il prezzo medio del gasolio sotto i 1,90 euro. Restano però due variabili importanti: i listini internazionali del petrolio e il comportamento dei distributori. Se le quotazioni del greggio continuano a salire, parte del beneficio fiscale può essere assorbita.
Sulla rete autostradale i prezzi restano strutturalmente più alti e l’effetto del decreto potrebbe essere meno evidente.
L’obiettivo di riportare i carburanti sotto i 2 euro è politico e concreto allo stesso tempo. È il livello psicologico oltre il quale le proteste dei consumatori e degli autotrasportatori si fanno più forti. Tuttavia il prezzo finale dipende da fattori che il governo non controlla interamente: il costo del grezzo, i margini di raffinazione, la logistica e le politiche commerciali delle compagnie.
Le “accise mobili” funzionano bene quando l’extra gettito Iva è sufficiente a coprire lo sconto. Quando i rincari sono molto elevati e prolungati, lo strumento mostra i suoi limiti. Per questo l’esecutivo sta valutando un intervento più deciso e temporaneo, anche a costo di impegnare risorse aggiuntive.
Le associazioni dei consumatori chiedono un taglio netto e immediato, soprattutto sul gasolio. L’opposizione critica i ritardi e ricorda le promesse fatte in campagna elettorale sulle accise. Il governo risponde che interverrà in modo mirato e sostenibile per le casse pubbliche.
La premier ha chiesto di accelerare i tempi, considerando troppo lontana la data di un possibile Consiglio dei ministri di inizio agosto. L’intenzione è far partire un primo provvedimento in tempi stretti, seguito eventualmente da un’estensione per tutto il mese di agosto.
Gli automobilisti non vedranno cambiamenti dalla sera alla mattina: tra l’approvazione del decreto, la pubblicazione e l’applicazione effettiva alle pompe passano alcuni giorni. Il beneficio, inoltre, sarà temporaneo. Non si tratta di una riforma strutturale delle accise, ma di un intervento congiunturale per calmierare i prezzi nella stagione dei grandi spostamenti.
Il decreto può offrire un sollievo concreto a milioni di persone che ogni giorno dipendono dall’auto. La vera prova, però, arriverà alla pompa: solo lì si capirà quanto del taglio fiscale si tradurrà in un pieno davvero più leggero.