Maturità 2026: materie in arrivo entro fine gennaio, l’attesa spasmodica per il decreto che cambia tutto

maturità 2026

La maturità 2026 entra nella fase decisiva: il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta per pubblicare il decreto tanto atteso, con le materie maturità 2026 della seconda prova scritta e le quattro discipline dell’orale. Il portale ufficiale del MIM è in manutenzione proprio in queste ore (27 gennaio 2026), un segnale classico che precede di poche ore o giorni l’annuncio ufficiale. Per mezzo milione di studenti italiani è il momento in cui l’ansia sale alle stelle: sapere in anticipo su cosa concentrarsi significa guadagnare mesi preziosi, ma anche affrontare una preparazione mirata che può fare la differenza tra un 90 e un 100.

Maturità 2026: le materie principali e le sorprese attese

La prima prova resta invariata: italiano per tutti, giovedì 18 giugno 2026, con tracce che spazieranno tra attualità, letteratura e riflessione personale. La seconda prova, venerdì 19 giugno, sarà diversa per ogni indirizzo: il decreto indicherà la disciplina caratterizzante (es. matematica per scientifico, economia aziendale per AFM, informatica per informatica e telecomunicazioni). La vera novità è l’orale: non più su tutto l’ultimo anno, ma limitato a quattro materie scelte dal Ministero e comunicate insieme alla seconda prova. Due saranno interne alla commissione, le altre due decise dal MIM. Questo cambiamento, introdotto dalla riforma Valditara, mira a un esame più selettivo e meno “onnivoro”, ma lascia molti studenti in apprensione: “E se escono materie che ho trascurato?”, è la domanda che rimbalza nei gruppi WhatsApp e sui forum.

Rumors e anticipazioni: cosa temono davvero gli studenti

Nei licei classici e scientifici si parla di latino e matematica come probabili per l’orale, ma nessuno esclude sorprese: il Ministero può scegliere anche discipline non “di punta” per testare versatilità e collegamenti interdisciplinari. Nei tecnici e professionali l’attesa è ancora più alta: le materie esami potrebbero includere discipline di indirizzo come elettronica, turismo o enogastronomia, ma con un occhio alla nuova “formazione scuola-lavoro” che entra nel curriculum. Il toto-materie è già partito: sui social circolano pronostici febbrili (“Fisica al posto di scienze? Sarebbe una mazzata”), mentre i più realisti ricordano che il decreto arriverà entro il 31 gennaio, dando tempo per un recupero mirato.

Strategie e consigli degli insegnanti: come affrontare l’esame

I professori invitano a non farsi prendere dal panico: “Conoscere le quattro materie dell’orale significa poter strutturare un percorso di studio coerente, non disperdere energie”, spiegano molti su Orizzonte Scuola. Il consiglio unanime è partire dai nuclei tematici di indirizzo e dai collegamenti trasversali: l’orale 2026 punterà proprio su questo, non su interrogazioni tradizionali. Per la seconda prova, chi ha un indirizzo con poche materie caratterizzanti (es. un solo insegnamento) sa già la disciplina – un vantaggio non da poco. L’ansia resta: il bonus maturità scende a 3 punti (da 90 in su, non più da 97), e l’orale diventa obbligatorio: chi lo salta per protesta o blocco viene bocciato automaticamente.

Impatto psicologico: stress, ansia e curiosità degli studenti

Per molti è la prima maturità “riformata”: meno materie all’orale ma più pressione su quelle poche, commissione ridotta (5 membri invece di 7), curriculum dello studente che pesa di più. Gli studenti sentono il peso: “Sembra un esame più selettivo, ma anche più imprevedibile”, scrivono in tanti. La riforma vuole premiare merito e responsabilità, ma rischia di amplificare le disuguaglianze: chi ha avuto PCTO di qualità parte avvantaggiato, chi ha vissuto un percorso più tradizionale teme di perdere punti. Il ritorno ufficiale del nome “esame di Maturità” è visto come un ritorno al passato, ma con regole più dure.

Opinioni social: cosa pensano gli studenti e i genitori

TikTok e Instagram sono invasi da video “toto-materie” e meme: “Se esce greco al posto di latino addio sogni di 100”, “Grazie Valditara, ora studio solo 4 materie e dormo di più”. I genitori oscillano tra sollievo (“Finalmente sapremo prima”) e preoccupazione (“Meno materie ma più selettivo, è giusto?”). I professori, sui gruppi Facebook, ricordano: “L’esame verifica maturità, non enciclopedia”. L’attesa per il decreto è elettrica: quando uscirà, la maturità 2026 diventerà reale. Fino ad allora, resta solo da studiare, sperare e – perché no – sognare quel 100 con lode che tutti inseguono.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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