Trubin: il portiere che ha segnato contro il Real Madrid e mandato Mourinho ai playoff – ma ora tutti parlano di De Zerbi e del suo futuro

È successo l’impensabile all’Estádio da Luz: Trubin, il portiere ucraino del Benfica, ha segnato di testa al 98′ contro il Real Madrid, regalando il 4-2 che ha tenuto i lusitani in Champions League. José Mourinho sorrideva incredulo in panchina, mentre i tifosi impazzivano: un gol da leggenda che ha evitato l’eliminazione e spedito sia Benfica che Real Madrid ai playoff. Ma dietro la festa c’è già il veleno: con Roberto De Zerbi che scalpita da fuori, e il Benfica che naviga in acque agitate in campionato, quanto durerà l’idillio tra Trubin e Mourinho?
Anatolij Trubin, 24 anni, è il numero uno del Benfica dal 2023, quando arrivò dallo Shakhtar per 10 milioni. In questa stagione ha giocato tutte le partite di Champions, con 27 parate e 2 clean sheet in 8 gare, ma nessuno lo ricordava come bomber. Invece, ieri sera, con Benfica avanti 3-2 ma bisognoso di un gol per scavalcare la differenza reti e agguantare il 24° posto, Mourinho ha mandato tutti avanti su un calcio di punizione. Trubin è salito, ha svettato su tutti e ha incornato alle spalle di Courtois. Storico: solo il quinto portiere a segnare in Champions, e probabilmente il più drammatico. “A volte il calcio ti permette di fare più di quanto pianificato. Anche un gol”, ha scritto lui stesso sui social, con modestia che stride con l’isteria generale.
La classifica Benfica Real Madrid racconta il caos: Benfica 9 punti, 24ª posizione ai playoff; Real Madrid 9ª, anche loro spareggi dopo una serata da incubo con due espulsi e Mbappé doppietta inutile. Benfica ha battuto i blancos 4-2, ma la qualificazione è arrivata solo grazie a quel colpo di testa assurdo. Mourinho ha ammesso confusione sul calcolo della differenza reti: “Abbiamo cambiato, poi ci dicono che serve ancora un gol, ma non potevo più fare sostituzioni… per fortuna il grande è andato su”. Il “grande” è Trubin, che Mourinho ha sempre difeso anche nei momenti no.
Tutti i siti ripetono la stessa favola: il gol miracoloso, Mourinho mago del caos, Trubin eroe improbabile. Ma l’angolo che nessuno dice ad alta voce è un altro: Trubin è uno dei portieri più valutati d’Europa, ma sotto Mourinho ha alternato parate mostruose a errori che costano punti in Primeira Liga. Il Benfica è terzo in campionato, eliminato in coppa dal Porto, e l’allenatore portoghese è sotto pressione. De Zerbi, fresco di esperienze passate e con uno stile più propositivo, circola come alternativa calda se le cose precipitassero. Trubin, con il suo fisico imponente e riflessi felini, si adatterebbe benissimo al possesso alto di De Zerbi, ma con Mourinho è costretto a un calcio più verticale e difensivo. E se arrivasse un’offerta pesante da un top club? Il ragazzo ucraino ha fame di palcoscenici enormi, e dopo questo gol il suo valore è schizzato.
Proprio ora conta tantissimo: Benfica ai playoff di Champions (contro il Bodo/Glimt o chi passerà), Real Madrid pure, e la doppia sfida potrebbe essere letale per uno dei due. Trubin è diventato il simbolo di questa Benfica resiliente ma fragile: se para tutto e tiene la porta inviolata nei playoff, Mourinho si salva; se sbaglia, le critiche esplodono e De Zerbi bussa più forte. Per i tifosi portoghesi è un eroe nazionale dopo ieri, ma la memoria è corta: un passo falso e torna a essere “quello che a volte regala gol”.
Sui social è delirio: meme con Trubin che festeggia in ginocchio, video virali del gol ripetuti all’infinito, tifosi del Real che lo insultano (“stinker per Madrid, ma eroe per Benfica”), mentre i benfiquisti gridano “O nosso gigante!”. C’è ironia (“Mourinho ha mandato il portiere perché non si fidava più degli attaccanti”), ma sotto c’è la paura: questo Benfica vive di episodi, e Trubin è diventato l’episodio più folle della stagione.
Trubin sarà il titolare che farà la differenza nei playoff, o resterà schiacciato tra l’orgoglio di Mourinho e le ambizioni di De Zerbi? Il calcio è crudele: ieri ha segnato per salvare la squadra, domani potrebbe essere il primo a pagare se le cose girano male. Ma una cosa è certa: dopo quel 98′, nessuno dimenticherà più il suo nome.