Australian Open in bilico: Zverev crolla sotto il peso di Alcaraz, Melbourne trema per il tedesco che non ce la fa più?

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Melbourne, 30 gennaio 2026 – Rod Laver Arena è un’arena di sospiri e urla soffocate: Alexander Zverev, il gigante tedesco che un anno fa sfiorava il cielo nella finale persa contro Sinner, oggi è un uomo solo contro il mondo. Carlos Alcaraz lo sta schiacciando senza pietà – 6-4 7-6(5) dopo due set, e il terzo è appena iniziato con il numero 1 che tiene il servizio come se fosse un muro invalicabile. Zverev, testa di serie numero 3, finalista uscente, è a un passo dall’eliminazione in semifinale dell’Australian Open, e la domanda che tutti si pongono è brutale: quanto ancora reggerà questo corpo e questa testa prima di spezzarsi del tutto?

Il match è iniziato con il tedesco che cercava di imporre il suo servizio devastante – 80 ace in torneo, record assoluto – ma Alcaraz ha risposto con una freddezza chirurgica. Primo set 6-4, doppio fallo decisivo di Zverev sul set point, come se il peso di Melbourne gli schiacciasse il polso. Secondo set da incubo: avanti 5-2, Sascha si è fatto rimontare, ha perso il tie-break 7-5 dopo un mini-break cruciale di Carlitos su un errore non forzato. Ora è sotto due set a zero, e il terzo set è una questione di sopravvivenza: Zverev tiene i primi game ma sembra un pugile suonato, passi corti, sguardo basso, rabbia trattenuta. Alcaraz, invece, è un predatore: drop shot letali, dritti laser, e quel sorriso sghembo che dice “so di averti in pugno”.

Perché Zverev è al centro di questa tempesta emotiva? Perché Melbourne è stata la sua casa negli ultimi anni: semifinali nel 2024, finale 2025 persa in cinque set contro Sinner, e ora questa semifinale che rischia di diventare l’ennesima ferita aperta. Il tedesco arriva qui dopo un 2025 tormentato da infortuni – spalla, schiena, caviglia – e accuse personali che continuano a riemergere come fantasmi. L’anno scorso, durante la cerimonia di premiazione, una spettatrice ha urlato i nomi delle ex partner che lo avevano accusato di violenza domestica (casi archiviati o risolti fuori tribunale nel 2024), e lui ha dovuto fingere di non sentire. In conferenza stampa ha risposto secco: “Non ci sono più accuse da mesi”, ma il veleno resta. Oggi, sui social italiani e internazionali, esplode il dibattito: “Zverev meritava di più?”, “Alcaraz lo sta umiliando perché sa che è fragile mentalmente?”, “Ancora con queste storie off-court?”. C’è chi lo difende (“è un guerriero, ha servito come un dio contro Tien”), chi lo attacca (“sotto pressione crolla sempre, finale slam zero su tre”).

L’atmosfera a Melbourne è elettrica e crudele: il pubblico australiano ama i drammi, e Zverev – alto, potente, ma spesso accusato di passività nei momenti clou – divide. Dopo il quarto di finale contro Tien, ha elogiato il giovane americano con fair play, ma in conferenza ha chiuso una domanda su “atmosfera diversa quest’anno senza focus sulla vita privata” con un secco “non vale la pena rispondere più”. È stanco, si vede. E mentre Alcaraz corre verso il Career Grand Slam (manca solo Melbourne per diventare il più giovane di sempre), Zverev combatte contro se stesso prima che contro lo spagnolo. Il testa a testa è 6-6, ma le ultime vittorie di Carlitos pesano: Parigi 2024, finali slam perse da Sascha che bruciano ancora.

Gli italiani, che aspettano Sinner-Djokovic più tardi, guardano questa semifinale con un misto di ammirazione e compassione: Zverev è il “quasi” per eccellenza, il giocatore che ha tutto – servizio, rovescio, fisico – ma manca sempre quel guizzo finale. Sui forum e Twitter si litiga: “Sascha è finito?”, “Alcaraz lo sta distruggendo psicologicamente”, “Melbourne lo odia o lo ama?”. La pressione è enorme: un’altra semifinale persa, e il tedesco rischia di entrare nel club dei “eterni secondi” che nessuno vuole ricordare.

Ora il terzo set è in bilico: Zverev deve vincere quattro game di fila per riaprirlo, ma Alcaraz non molla. Se crolla, sarà l’ennesima pagina amara di una carriera che prometteva tutto. Se resiste, forse ritrova quella fame che lo portò in finale un anno fa. Ma una cosa è certa: l’Australian Open non perdona chi trema nei momenti decisivi. E oggi, sotto il sole cocente di Melbourne, Alexander Zverev sta tremando. Riuscirà a rialzarsi, o questo sarà il giorno in cui il gigante tedesco si spezza per sempre?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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