Ben Shelton domina Dallas: 13 ace e show su Diallo!

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Ben Shelton sta tornando a far parlare di sé nel circuito ATP, e lo fa con il piglio del predestinato che non accetta mezze misure. Al Dallas Open, torneo ATP 500 indoor che rappresenta uno dei primi appuntamenti pesanti della stagione sul cemento americano, il numero 9 del mondo ha esordito con un successo netto e autoritario: 6-4 6-4 contro il canadese Gabriel Diallo, testa di serie numero 2 del seeding e uno dei volti più attesi del tennis USA post-Australian Open.

La vittoria non è stata solo una pratica burocratica per Shelton: è stata una dichiarazione. Dopo i quarti di finale a Melbourne, dove ha ceduto a Jannik Sinner in tre set ma lasciando intravedere lampi di quel tennis esplosivo che lo ha portato fino al career high di numero 5 mondiale, Ben è atterrato in Texas con fame. E il modo in cui ha gestito Diallo – 13 ace, 82% di punti vinti con la prima, zero break subiti – racconta di un giocatore che sta affinando armi letali sul servizio e sul dritto mancino, ma che soprattutto vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di “talento incompiuto”.

Ben Shelton tennis non è più solo promesse: è realtà che brucia. Figlio d’arte – papà Bryan fu un ottimo giocatore e oggi è il suo coach – il 23enne di Atlanta incarna la nuova generazione americana che preme per scalzare i big. Eppure, proprio qui sta il nodo che fa discutere negli spogliatoi e sui social: Shelton è un mix letale di potenza e personalità, ma a volte quella sicurezza sfocia in un atteggiamento che divide. Il celeberrimo “celebration” con la mano all’orecchio, le esultanze plateali, il trash talking velato: c’è chi lo adora per il carisma rock’n’roll, chi lo critica per una presunta arroganza che potrebbe costargli caro nei momenti delicati. Dopo la sconfitta con Sinner agli Australian Open, in molti hanno sussurrato che il ragazzo deve imparare a gestire la pressione quando il livello sale, trasformando l’energia da showman in killer instinct puro.

A Dallas, però, Shelton sembra aver trovato un equilibrio. Non solo ha dominato in singolare, ma ha pure sorpreso nel doppio: dopo aver postato su Instagram un appello pubblico per un partner (“ho ricevuto centinaia di DM!”), ha scelto Aleksandar Kovacevic e insieme hanno battuto in rimonta Grigor Dimitrov e un giovane bulgaro in un match thrilling (5-7 7-6 10-3). Quel tweener magico mostrato in campo? Roba da highlights virali. È il Shelton che piace: imprevedibile, divertente, pericoloso. Ma è anche il segnale che non vuole accontentarsi del singolare: vuole accumulare partite, esperienza, punti.

Il contesto è chiaro: con Taylor Fritz numero 1 americano e testa di serie numero 1 qui a Dallas, la pressione su Shelton è doppia. Gli USA vogliono un dominatore nazionale, e lui – insieme a Tommy Paul, Frances Tiafoe e i giovani come Learner Tien – rappresenta il futuro. Ma il futuro non aspetta. Dopo un inizio 2026 con 5 vittorie e 2 sconfitte, Shelton Dallas potrebbe essere il trampolino per una stagione da top 5 stabile. Le contraddizioni del suo gioco – servizio devastante ma a volte turnover eccessivo, dritto missile ma rovescio ancora work in progress – sono sotto la lente d’ingrandimento. Eppure, quando è “on”, pochi reggono il confronto.

Il pubblico texano lo acclama già come eroe locale (è cresciuto non lontano, in Georgia, ma il feeling con il pubblico USA è palpabile). Le reazioni sui social oscillano tra l’adorazione per il suo stile e le frecciatine di chi lo accusa di essere “troppo show, poco substance”. Ma Ben sembra sordo al rumore: gioca, serve bombe, sorride sornione e va avanti. Il prossimo turno? Probabilmente più ostico, con il tabellone che pullula di nomi pesanti come Dimitrov, Paul, Davidovich Fokina.

In un circuito dove i giovani talenti spesso si spengono sotto il peso delle aspettative, Ben Shelton sta urlando il contrario. A Dallas sta scrivendo un capitolo importante: non solo risultati, ma atteggiamento. Se riuscirà a canalizzare quella miscela di arroganza e fragilità in un tennis maturo, il 2026 potrebbe essere suo. Altrimenti, rischia di restare il “solito” Shelton: tanto talento, troppi “ma”. Per ora, però, il messaggio è chiaro: occhio, mondo del tennis. Sta arrivando.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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