La prima Giornata Mondiale dei Bambini: Papa Leone XIV la “salva” ma decapita il comitato di Francesco, tra polemiche e futuro incerto!

la prima giornata mondiale dei bambini

Immaginate un evento nato per mettere al centro i più piccoli, con 50mila bambini da tutto il mondo radunati allo Stadio Olimpico di Roma, abbracciati da Papa Francesco che affidava loro la pace e il futuro. Poi, meno di due anni dopo, il nuovo Pontefice Leone XIV lo “ricostruisce” con un colpo di spugna burocratico: sopprime il comitato dedicato, lo affida a un dicastero e annuncia la seconda edizione per il 25-27 settembre 2026. È successo proprio ieri, 13 febbraio 2026, con un chirografo che ha fatto sobbalzare mezza Chiesa. La prima Giornata Mondiale dei Bambini, quella del 25-26 maggio 2024, resta un ricordo dolcissimo e controverso: un successo di partecipazione ma anche un simbolo di quanto sia fragile l’attenzione ai piccoli quando entrano in gioco equilibri vaticani.

Tutto inizia con Papa Francesco, che nel 2024 decide di lanciare questa iniziativa unica, diversa dalla storica Giornata Internazionale dell’Infanzia ONU del 20 novembre. Non una data simbolica, ma un vero raduno festoso: sabato 25 maggio allo Stadio Olimpico con musica, testimonianze, delegazioni da 101 paesi (persino da zone di guerra come Afghanistan e Ucraina), e domenica 26 in piazza San Pietro per la messa conclusiva. Francesco, con la sua voce roca e gli occhi lucidi, parlava ai bambini come a nessuno: “Voi siete preziosi, impariamo da voi la semplicità, pregate per la pace perché non ci sia più guerra”. Oltre 50mila ragazzini e adolescenti, molti da contesti difficili, hanno sfilato, cantato, pregato. Un momento di pura emozione ecclesiale, sulla falsariga delle GMG ma per i più piccoli: un’idea geniale, dicevano in tanti, per ricordare che milioni di bambini ancora soffrono fame, guerre, abusi, mancanza di diritti.

Ma ecco il retroscena che fa storcere il naso: l’organizzazione era affidata a un Pontificio Comitato creato appositamente nel novembre 2024, guidato da padre Enzo Fortunato (francescano, ex direttore comunicazione di San Pietro), un nome vicino a Francesco. Critici lo vedevano come “un posto per amici”, con personalità giuridica pubblica e autonomia diretta dal Papa. Poi, con il cambio di pontificato, prima il trasferimento al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (agosto 2025), e ora la soppressione totale con il chirografo di Leone XIV del 12 febbraio 2026. Motivo ufficiale? “Favorire sinergie e lavoro più efficace”. Ma sui social e tra vaticanisti volano accuse: un’operazione per ridimensionare eredità francescana? Un taglio ai costi? O semplice razionalizzazione? Padre Fortunato esce di scena in modo netto, e il colpo di “sciabola” – come lo chiamano alcuni blog conservatori – lascia l’amaro in bocca a chi vedeva nella GMB un’innovazione fresca.

Le reazioni? Sui social italiani ed ecclesiali si dividono: c’è chi plaude a Leone per aver “messo ordine” e assicurato continuità (la seconda edizione è confermata a Roma, sempre aperta a bambini da ogni continente), e chi rimpiange lo spirito “rivoluzionario” di Francesco. Famiglie e parrocchie che parteciparono nel 2024 postano foto commosse: “Quei sorrisi allo stadio non si dimenticano”, “I bambini pregavano per la pace meglio di noi adulti”. Celebrità e influencer cattolici rilanciano: “Non fermiamo l’abbraccio ai piccoli”. Ma c’è anche chi sussurra: con la soppressione del comitato, la Giornata rischia di diventare “più istituzionale” e meno spontanea? E in Italia, dove i diritti dei bambini sono ancora un’emergenza (povertà educativa, bullismo, abusi online), questa iniziativa vaticana poteva essere un megafono potentissimo.

Perché sta esplodendo proprio oggi? Il chirografo è freschissimo, pubblicato ieri, e coincide con un momento in cui la Chiesa cerca di ridefinire le sue priorità post-Francesco. La prima Giornata Mondiale dei Bambini non è solo un ricordo: è il simbolo di un sogno che sopravvive nonostante i tagli burocratici. Nel 2026 torneranno migliaia di bimbi a Roma, ma sotto una nuova gestione. Riuscirà Leone XIV a mantenere viva quella magia, o diventerà un evento più “controllato”? I bambini non hanno bisogno di comitati potenti: hanno bisogno di ascolto vero. E forse, proprio in questa transizione, sta il messaggio più scomodo: anche le iniziative più belle possono essere smantellate in silenzio, mentre i piccoli continuano a sperare in un mondo migliore. Chissà se nel 2026, tra canti e preghiere, qualcuno ricorderà ancora quel maggio 2024 allo Olimpico, quando per due giorni il futuro sembrava davvero nelle mani dei bambini.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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