Lisa Vittozzi è d’oro: la regina di Anterselva fa esplodere l’Italia, primo storico trionfo nel biathlon olimpico!

lisa vittozzi

Anterselva, 15 febbraio 2026 – È successo. Nel tempio del biathlon, sotto un sole che sembrava dipinto per l’occasione, Lisa Vittozzi ha scritto una pagina indelebile dello sport italiano. Venti su venti al poligono, una rimonta furiosa partita dal quinto posto della sprint, e poi quel rettilineo finale da sola, con le braccia al cielo e il cuore che scoppiava, come ha confessato lei stessa tra le lacrime: «Mi scoppia il cuore». Oro olimpico nell’inseguimento 10 km, il primo di sempre per l’Italia nel biathlon. Un urlo collettivo da quasi ventimila anime in tribuna, un brivido che ha attraversato il Paese intero.

La gara era partita con la tensione alle stelle. Dopo la sprint di ieri, dove Vittozzi aveva chiuso quinta con una prestazione solida ma senza acuti sugli sci, tutti si aspettavano la risposta. E che risposta. Partenza controllata, poi il primo poligono: sdraiata, perfetta. Il secondo: ancora zero errori. La norvegese Maren Kirkeeide, leader provvisoria, cominciava a tremare. Al terzo poligono in piedi Lisa ha sparato come un automa, mentre le rivali inciampavano. L’ultimo standing: Kirkeeide due errori, Vittozzi pulita. Boom. La sappadina ha preso il largo, ha gestito il vantaggio con una sciata elegante e potente, e ha tagliato il traguardo in 30:11.8, con 28.8 secondi su Kirkeeide (argento) e 34.2 su Suvi Minkkinen (bronzo).

Ma dietro la perfezione tecnica c’è una storia di resilienza che fa venire i brividi. Lisa Vittozzi oggi non è solo un’atleta: è la ragazza che ha superato infortuni devastanti, stagioni saltate, dubbi che avrebbero spezzato chiunque. E invece eccola qui, a 31 anni, a prendersi ciò che le mancava: l’oro individuale olimpico, dopo bronzo e argento in staffetta nelle edizioni precedenti. «Mi mancava questa medaglia», ha detto con la voce rotta, dedicandola forse al nonno, come trapela da chi le è vicino. Un riscatto personale che diventa orgoglio nazionale.

Nel frattempo, il team azzurro viveva emozioni contrastanti. Dorothea Wierer, partita 44ª dopo una sprint da dimenticare (tre errori, tanta delusione dichiarata: «La mia peggiore gara stagionale»), ha rimontato fino al nono posto con una grinta che ricorda i suoi giorni migliori. Un riscatto silenzioso, ma pesante: Doro non molla, anche se la pressione di essere la “padrona di casa” (Anterselva è il suo regno) si fa sentire. Hannah Auchentaller, 26ª, ha pagato forse l’inesperienza olimpica, ma resta una delle speranze per le staffette. Il gruppo femminile italiano è un mix di esperienza e gioventù, con tensioni sotterranee inevitabili: chi guida la volata? Chi regge meglio la pressione del medagliere delle Olimpiadi?

Perché è questo il punto: l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali sta vivendo un sogno. Con l’oro di Vittozzi (l’ottavo complessivo per la spedizione azzurra in questi giorni), il medagliere si infiamma. Quante medaglie ha vinto l’Italia alle Olimpiadi 2026? Il conto sale, e il biathlon contribuisce in modo decisivo: argento nella staffetta mista con Giacomel, Hofer, Wierer e la stessa Vittozzi, ora questo oro storico. Il programma e risultati di Olimpiadi invernali premiano chi sa gestire i nervi, e Lisa lo ha fatto da maestra.

Ma non è solo numeri. C’è la psicologia di una squadra sotto i riflettori: l’attesa enorme su Anterselva, le rivalità interne che ogni tanto emergono (Wierer e Vittozzi si stimano, ma la fame è la stessa), i fan che dividono il web tra chi celebra la “nuova era” di Lisa e chi rimpiange i tempi d’oro di Doro. Sui social esplode l’entusiasmo: «Lisa ha fatto piangere l’Italia intera», «Finalmente l’oro che mancava al biathlon!». Qualcuno azzarda: Wierer ha pagato lo stress di voler chiudere in bellezza la carriera? O è solo un passaggio di testimone naturale?

Quel che è certo: questo oro pesa doppio. Per Lisa Vittozzi biathlon, per l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali, per un movimento che ha sempre sfiorato il cielo senza mai toccarlo. Ora lo ha toccato, e abbracciato. E mentre Lisa si gode l’inchino sul podio, la domanda aleggia su tutti noi: riuscirà a ripetersi nelle prossime gare, o questo è già l’apice di una favola perfetta?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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