MotoGP, tensione Buriram: Marquez ammette i dubbi sul fisico, Aprilia e Ducati pronte alla guerra

Buriram, 27 febbraio 2026 – Il Mondiale MotoGP 2026 è ufficialmente partito e il paddock del Chang International Circuit non è mai stato così carico di elettricità. Marc Marquez, campione in carica, arriva all’esordio stagionale con la spalla destra ancora dolorante dopo l’infortunio di fine 2025 in Indonesia, mentre Marco Bezzecchi e Francesco Bagnaia – i due italiani più attesi – promettono battaglia. I test di Buriram hanno lasciato un messaggio chiaro: Aprilia è cresciuta in maniera impressionante, Ducati resta la moto da battere, ma nulla è scontato.
Marquez non nasconde le difficoltà. «Il recupero dall’infortunio ha reso tutto un po’ più complesso. Per me è stato difficile essere preciso nel modo di guidare e nel fornire i feedback giusti al team», ha confessato ieri in conferenza. Lo spagnolo sa di avere davanti a sé un weekend complicato: «Il mio obiettivo è trovare una buona costanza e poter migliorare progressivamente nel corso delle prime gare». E sul rinnovo con Ducati? Nessuna fretta: «Quando non sono in un buon momento dal punto di vista fisico, non prendo mai una decisione. Con Ducati siamo molto vicini sotto molti punti di vista, ma dobbiamo ancora aspettare. Io voglio capire la mia situazione fisica».
Parole che pesano come macigni in un paddock dove tutti ricordano quanto l’otto volte iridato (sette in MotoGP) sia stato devastante quando è al 100%. Nei test di Buriram ha chiuso terzo nella giornata decisiva, ma con una caduta durante la simulazione gara che ha fatto alzare più di un sopracciglio. Suo fratello Alex, su Gresini, è stato tra i più veloci il primo giorno: la famiglia Marquez è pronta, ma il campione sa che il fisico deve rispondere.
Dall’altra parte della barricata c’è Marco Bezzecchi, l’italiano che in Aprilia ha trovato casa e serenità. «In Aprilia mi vogliono bene, si prendono cura di me e mi fanno sentire speciale. Sento molto calore provenire dall’interno del box», racconta con il sorriso di chi ha finalmente la moto giusta. Nei test ha firmato il nuovo record ufficioso della pista (1’28”668), davanti al compagno di marca Ai Ogura. «Quest’anno spero di poter lottare per il titolo. Voglio mantenere i piedi per terra, ma il favorito per la prima gara è sempre il campione in carica, Marc Marquez. Però me la gioco».
Accanto a lui, sulla Ducati ufficiale, Francesco Bagnaia sembra rinato. I test sono andati bene, la moto gli piace di più, il feeling è tornato. «La moto mi piace e i test sono andati bene. Poter guidare spingendo al cento per cento è qualcosa che mi aiuta sicuramente. Questa moto ha poche differenze, ma sono quelle giuste: sono più a mio agio nella guida». Pecco non si mette tra i favoriti assoluti («non voglio mettermi nel novero considerando i risultati 2025»), ma l’obiettivo è chiaro: «Con la miglior moto della griglia l’obiettivo deve essere la top 3 in ogni weekend. Mi sento molto felice, sereno e tranquillo».
Il paddock di Buriram oggi vibra di un’energia speciale. È il Media Day, i piloti rispondono alle domande con quel misto di eccitazione e cautela tipico dell’esordio. Si respira l’aria di una stagione lunghissima – 22 gare, la più estesa della storia – che sarà anche l’ultima con i motori 1000 cc prima della rivoluzione 2027. Ducati e Aprilia hanno monopolizzato le prime nove posizioni nei test combinati, con Pedro Acosta (KTM) unica eccezione a infilarsi tra le rosse e le nere. Honda cresce, Yamaha soffre. Ma il duello che infiamma l’Italia è quello tra la Rossa di Borgo Panigale e la Aprilia di Noale.
Marquez sa che ogni dettaglio conterà. «Mi aspetto una Ducati molto forte, anche un’Apriilia molto forte». Bezzecchi e Bagnaia lo sanno benissimo. L’italiano di Aprilia vuole partire meglio del 2025, quando ha faticato all’inizio. Bagnaia vuole cancellare le ombre dell’anno scorso e tornare a lottare per il titolo con la serenità che gli è mancata.
Il campionato si decide sui particolari: chi gestirà meglio il caldo torrido della Thailandia, chi avrà il setup più efficace per le staccate violente di Buriram, chi riuscirà a gestire la pressione di un esordio che vale già tantissimo in chiave iridata. Perché dopo la Thailandia arriveranno Brasile, Americhe, Qatar… e la stagione non perdonerà errori.
Il messaggio dal paddock è univoco: il Mondiale 2026 non sarà una passeggiata per nessuno. Marquez dovrà dimostrare di essere ancora il cannibale di sempre nonostante la spalla. Bezzecchi dovrà confermare di essere pronto per il salto di qualità definitivo. Bagnaia dovrà ritrovare la continuità che lo ha reso campione. E l’Italia intera, dal divano di casa agli spalti di Buriram, tratterrà il fiato.
Sabato la Sprint, domenica la prima gara lunga. Il conto alla rovescia è finito. La MotoGP è tornata, e promette scintille.