Nuovi aumenti sigarette da oggi: rincari su Lucky Strike, MS e altre marche

nuovi aumenti sigarette

I nuovi aumenti sigarette stanno colpendo duramente le tasche degli italiani, con rincari che si susseguono da gennaio 2026 e che continuano a far discutere fumatori e consumatori. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un incremento progressivo delle accise sui tabacchi lavorati, misura che si traduce in prezzi più alti al banco delle tabaccherie. In questi giorni, proprio a marzo, è entrato in vigore un ulteriore ritocco verso l’alto per diverse marche, alimentando il malcontento tra chi fatica a rinunciare al vizio nonostante i costi crescenti.

Gli aumenti sono scattati in più tranche dall’inizio dell’anno. Dal 16 gennaio 2026 sono partiti i primi rincari, con incrementi fino a 30 centesimi a pacchetto per molti prodotti del gruppo Philip Morris, tra cui Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti. Alcune referenze delle Marlboro sono arrivate a costare 6,80 euro. A febbraio è toccato ad altri marchi, come le Camel di JTI, passate in certi casi da 6 a 6,30 euro. Ora, da venerdì 13 marzo 2026, nuovi listini aggiornati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno portato ulteriori variazioni: ad esempio, le Lucky Strike (pacchetto morbido) salgono a 5,50 euro, le MS classiche raggiungono i 5,80 euro, mentre per marche come Marlboro e Merit si registrano ritocchi medi intorno ai 12-15 centesimi.

Alla base di questi aumenti sigarette c’è il rialzo progressivo dell’accisa minima specifica: da 29,50 euro per 1.000 pezzi nel 2025 si passa a 32 euro nel 2026, poi a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro dal 2028. La manovra ha introdotto anche aumenti sulle accise per sigari, sigaretti e tabacco trinciato (da taglio fino), con importi minimi che salgono significativamente. Al contrario, per i tabacchi da inalazione senza combustione (come i prodotti riscaldati tipo Terea) l’accisa è stata ridotta, favorendo una transizione verso alternative considerate meno dannose. L’obiettivo dichiarato dal governo è duplice: disincentivare il consumo tradizionale di tabacco per motivi di salute pubblica e incrementare il gettito fiscale. Secondo le stime, solo nel 2026 lo Stato incasserà circa 900 milioni in più, con un totale di oltre 1,47 miliardi nel triennio fino al 2028.

Per i fumatori l’impatto è immediato e concreto. Un pacchetto medio che costava intorno ai 5,50-6 euro sta diventando sempre più caro, con rincari medi stimati intorno ai 15 centesimi nel 2026, destinati a crescere nei prossimi anni (fino a 25 centesimi nel 2027 e 40 nel 2028). Molti consumatori lamentano la difficoltà di mantenere le abitudini quotidiane senza incidere sul bilancio familiare, soprattutto in un contesto di inflazione persistente. Nei gruppi social e nei forum dedicati, non mancano commenti di frustrazione: chi parla di ridurre il numero di sigarette al giorno, chi valuta seriamente di passare alle sigarette elettroniche o ai prodotti riscaldati, considerati meno tassati. C’è anche chi critica la misura come ennesima tassa indiretta che colpisce soprattutto le fasce di reddito medio-basso.

Le reazioni pubbliche riflettono un dibattito acceso. Da un lato, le associazioni dei consumatori e gli esperti di sanità pubblica sottolineano il beneficio per la salute e per le casse pubbliche; dall’altro, i fumatori e alcune categorie come i tabaccai evidenziano il peso economico e il rischio di un aumento del mercato nero o illegale. Il prezzo più alto potrebbe spingere una parte dei consumatori a ridurre il consumo o a cercare alternative, ma per molti resta una spesa inevitabile.

Questi nuovi aumenti sigarette inseriscono l’Italia in una tendenza europea di inasprimento fiscale sul tabacco per ridurre il fumo e finanziare politiche sanitarie. Il percorso delineato fino al 2028 lascia prevedere ulteriori rincari, con pacchetti che potrebbero superare stabilmente i 6-7 euro in molte fasce. Per i fumatori significa dover fare i conti con un costo del vizio in costante crescita, mentre per lo Stato rappresenta una leva fiscale importante. In un periodo di pressioni economiche su famiglie e individui, la sigaretta diventa un indicatore tangibile di come le scelte di bilancio pesino sulla vita quotidiana.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

Read More →