Peter Thiel a Roma per lezioni sull’Anticristo: il fondatore di Palantir al centro di polemiche teologiche e politiche

Roma, 16 marzo 2026 – Peter Thiel ha appena concluso a Roma una serie di quattro conferenze private dedicate al tema dell’Anticristo, tenute tra l’8 e l’11 marzo in una location riservata e a porte chiuse. L’iniziativa del miliardario statunitense, co-fondatore di PayPal e di Palantir Technologies, ha provocato un’ondata di reazioni negative tra ambienti cattolici, commentatori teologici e rappresentanti istituzionali italiani, con diversi atenei e organismi vicini al Vaticano costretti a precisare pubblicamente di non avere alcun legame con l’evento.
Thiel, 58 anni, ha intrecciato nelle sue lezioni argomenti di escatologia cristiana con le ansie contemporanee legate all’intelligenza artificiale, alla sorveglianza di massa, alla governance globale e al declino percepito della modernità occidentale. Secondo ricostruzioni di fonti giornalistiche internazionali e testimonianze di partecipanti, il pensiero esposto a Roma riprende e amplia tesi già espresse in saggi pubblicati su riviste come First Things e in interventi precedenti a Parigi (gennaio 2026) e negli Stati Uniti. Tra i riferimenti più discussi, l’accostamento di figure pubbliche contemporanee – tra cui Greta Thunberg – a simboli di forze che, secondo Thiel, accelererebbero una crisi di natura apocalittica.
L’organizzazione dell’evento, volutamente lontana dai riflettori e senza comunicati stampa ufficiali, non ha impedito che la notizia trapelasse rapidamente, alimentando un dibattito acceso. Diverse istituzioni cattoliche romane e la Catholic University of America hanno diffuso note per dissociarsi: «Non ospitiamo né sponsorizziamo incontri con Peter Thiel». Allo stesso tempo, alcuni esponenti politici italiani hanno chiesto chiarimenti su eventuali contatti istituzionali, anche se non risultano incontri ufficiali né con esponenti del governo Meloni né con rappresentanti vaticani.
Parallelamente all’aspetto teologico, l’attenzione su Peter Thiel si concentra anche sugli sviluppi di Palantir Technologies. La società di analisi dei big data e intelligenza artificiale, da lui co-fondata nel 2003 con finanziamenti iniziali della CIA, ha chiuso il 2025 con risultati record: fatturato del quarto trimestre a 1,41 miliardi di dollari (+70% anno su anno) e guidance per il 2026 tra 7,18 e 7,20 miliardi. La crescita è trainata dai contratti governativi statunitensi (Difesa, intelligence, sanità pubblica) e dall’espansione commerciale nel settore privato.
A marzo 2026 il titolo PLTR ha segnato un +14% in poche sedute, favorito dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente che aumentano la domanda di piattaforme per intelligence e analisi predittiva. Tuttavia, lo stesso Thiel ha avviato una serie di cessioni significative: a inizio mese ha depositato un piano per vendere circa 2 milioni di azioni Palantir per un controvalore stimato di 280 milioni di dollari. Nei mesi precedenti aveva liquidato l’intero pacchetto di azioni Tesla, Microsoft e Apple detenuto tramite Thiel Macro (74 milioni nel Q4 2025). Mosse che alcuni analisti interpretano come una presa di beneficio o un riposizionamento prudente nel contesto di valutazioni tech elevate, mentre altri sottolineano che Thiel conserva ancora una quota rilevante nella società e resta presidente del consiglio di amministrazione.
Il profilo di Peter Thiel continua a dividere. Da un lato è celebrato come uno dei più lungimiranti investitori della storia di Silicon Valley: da Facebook (primo investimento esterno nel 2004) a SpaceX, da Palantir alle scommesse su criptovalute e biotech. Dall’altro è criticato per le posizioni politiche (sostegno precoce e consistente a Donald Trump, influenza su JD Vance), per il modello di business di Palantir (accusato di favorire sorveglianza di massa) e per l’uso disinvolto di categorie religiose in un discorso pubblico che mescola profitto, potere e profezia.
Le conferenze romane, pur limitate a un pubblico ristretto, hanno riportato Thiel sotto i riflettori in un momento in cui i temi da lui trattati – controllo dell’AI, sovranità tecnologica, crisi della democrazia liberale – sono al centro del dibattito globale. Con Palantir che consolida il suo ruolo strategico nei contratti governativi e con un pensiero che continua a influenzare élite politiche e tecnologiche da Washington a Bruxelles, è probabile che le provocazioni di Thiel – tanto nei consigli di amministrazione quanto nei seminari teologici – restino al centro della discussione per i prossimi mesi.
