Coppa d’Africa: il Marocco campione a tavolino, Senegal beffato dopo due mesi – la sentenza CAF che spacca l’Africa

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La Coppa d’Africa è di nuovo al centro di polemiche infinite: oggi, 18 marzo 2026, la CAF ha ribaltato l’esito della finale del gennaio scorso, assegnando il titolo al Marocco a tavolino con un 3-0 contro il Senegal. Dopo due mesi di ricorsi, appelli e tensioni, i Leoni dell’Atlante diventano campioni d’Africa per la seconda volta nella storia, ma non sul campo: una decisione choc che ha fatto esplodere i social e riaperto ferite mai chiuse. Marocco campione d’Africa? Sì, ma con l’asterisco più grande del continente.

Tutto nasce dalla finale del 18 gennaio a Rabat: Marocco-Senegal, padroni di casa contro i Leoni della Teranga. Partita folle fin dall’inizio. 0-0 dopo 90 minuti, poi Brahim Diaz (top scorer del torneo con 5 gol) si presenta al 98’ per un rigore assegnato dal VAR per un fallo di El Hadji Malick Diouf. Prova il cucchiaio, Mendy para senza muoversi. Il caos: i senegalesi protestano, abbandonano temporaneamente il campo per 17 minuti, tornano solo dopo pressioni arbitrali. Si va ai supplementari, Pape Gueye segna al 4’ e regala l’1-0 al Senegal, secondo trionfo dopo il 2021. Festa senegalese nelle strade di Milano, Dakar, ovunque. Ma il Marocco non ci sta: ricorso immediato per violazione del regolamento (articolo 84), accusando il Senegal di forfait e comportamento antisportivo.

La CAF ha accolto il ricorso: Senegal dichiarato sconfitto a tavolino 3-0, trofeo tolto e assegnato al Marocco. “Forfait nella finale”, recita la nota ufficiale. Regragui, ct marocchino, aveva già detto dopo la partita: “Immagine deludente del calcio africano”. Oggi festeggia in silenzio, ma sa che questo titolo pesa diversamente. Il Senegal? Umiliato due volte: prima sul campo (pur vincendo), ora nelle aule. Mané e compagni tacciono, ma i tifosi senegalesi urlano “vergogna”, “CAF comprata”, “Marocco protetto in casa sua”.

Tatticamente, quella finale era già controversa: Marocco dominava il possesso ma non trovava la porta, Senegal compatto e micidiale in contropiede. Il rigore contestato? Molti lo ritengono generoso, il walk-off senegalese un errore fatale. Ma il vero nodo è politico: Marocco padrone di casa, ambizioso per il Mondiale 2030 (con Spagna e Portogallo), non poteva permettersi di perdere in casa dopo 50 anni di digiuno continentale. Senegal, invece, era la squadra da battere, reduce da un ciclo d’oro. La sentenza CAF arriva in un momento delicatissimo: proprio mentre si discute del WAFCON femminile (rinviato a luglio per “circostanze impreviste”), l’Africa del calcio appare divisa tra nord e sud del Sahara, tra “Africa bianca” e “Africa nera”, come già si sussurrava durante il torneo.

I social sono un campo di battaglia: hashtag #MaroccoCampione a tavolino contro #SenegalVeroCampione. In Italia, dove comunità senegalesi e marocchine sono forti, le reazioni sono accese: “Finalmente giustizia per i Leoni dell’Atlante”, “Rubato al Senegal come nel 2022 al Mondiale”. Esperti come Colin Udoh su ESPN parlano di “decisione disgraceful”, Craig Burley di “vergogna”. I tifosi senegalesi si sentono derubati di un trionfo sudato, i marocchini divisi: orgoglio nazionale ma imbarazzo per un titolo non festeggiato con cori e fumogeni.

Perché questa Coppa d’Africa spacca così tanto? Perché va oltre il calcio: è orgoglio nazionale, geopolitica velata, accuse di favoritismi verso il paese ospitante. Il Marocco marocco calcio si gode il secondo titolo (dopo il 1976), ma sa che molti lo chiameranno “campione d’ufficio”. Il Senegal senegal calcio perde la corona ma conserva il rispetto di chi ha visto la partita: hanno battuto i padroni di casa sul campo, nonostante errori e pressioni. La finale coppa d’africa 2025-2026 resterà nella storia come la più controversa di sempre.

E ora? La CAF ha chiuso il caso, ma le ferite restano aperte. Il Marocco può sognare in grande per il Mondiale, il Senegal dovrà ripartire con rabbia. Chi ha vinto davvero la Coppa d’Africa? Sul campo il Senegal, sulla carta il Marocco. L’Africa del pallone, ancora una volta, esce divisa. E mentre i tifosi litigano online, una domanda resta sospesa: in un continente dove il calcio è religione, può un trofeo assegnato in ufficio valere quanto uno conquistato con il cuore?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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