Francesca Verdini: “Sei a un funerale, cafone!” La compagna di Salvini perde la pazienza al funerale di Bossi e diventa la leonessa che nessuno si aspettava

Ieri, 22 marzo 2026, a Pontida, mentre l’Italia della vecchia Lega seppelliva Umberto Bossi, la storia ha preso una piega che nessuno aveva messo in conto. Matteo Salvini arriva in camicia verde, mano nella mano con Francesca Verdini, la sua compagna da anni. Sembra una scena di routine, il vicepremier che rende omaggio al Senatur. Poi un militante storico urla forte e chiaro: «Salvini, ridacci la Lega!». Una volta, due, tre. L’accusa è pesante: hai tradito il sogno padano, hai rubato il partito al fondatore. Salvini ascolta, incassa, non dice una parola e va avanti.
Ma lei no. Francesca Verdini si ferma, torna indietro di qualche passo e lo affronta a muso duro, voce ferma e sguardo di fuoco: «Sei a un funerale, cafone! Vai, maleducato. Vattene a casa!». Il video, girato da chi era lì, è già virale. In poche ore ha fatto il giro di social, tg e chat di partito. E ha trasformato una giornata di lutto in un regolamento di conti pubblico.
Chi la conosceva come la donna silenziosa, quella che postava dichiarazioni d’amore per Salvini e incassava insulti sessisti senza ribattere, ieri ha visto un’altra Francesca. Non più solo la fidanzata del leader, ma la compagna che difende il suo uomo come una leonessa, davanti a chi lo accusa di aver svenduto l’anima della Lega. E il bello – o il brutto, a seconda da che parte stai – è che l’ha fatto proprio lì, nel tempio sacro di Pontida, dove i leghisti puri ancora sognano la secessione e odiano il Salvini “romano” che va in tv e stringe mani a destra e a manca.
Ma non è solo un battibecco da funerale. È il segnale che Francesca Verdini sta uscendo dall’ombra. Pochi giorni fa, il 19 marzo, Il Fatto Quotidiano ha raccontato come la sua società La Casa Rossa abbia strappato un secondo programma in Rai: sei puntate su truffe agli anziani, condotte dalla criminologa Roberta Bruzzone, in seconda serata il prossimo autunno. Dopo il successo di “Nella mente di Narciso”, ecco il bis. Soldi spostati da un budget all’altro, vincoli di spending review aggirati con acrobazie che fanno storcere il naso a chi parla di merito e tagli. Coincidenza? Per qualcuno sì. Per altri no: l’accordo è passato dai piani alti, con l’ad Giampaolo Rossi e il presidente ad interim Antonio Marano (vicini alla Lega) che hanno dato il via libera. Lei produce, Salvini governa, la Rai paga. E il cerchio si chiude.
È questo il punto che fa più male ai puristi: la figlia di Denis Verdini – sì, proprio lui, l’ex senatore condannato per bancarotta e finito nei guai con banche e appalti – ora è la donna che difende il leader della Lega dagli attacchi degli amici di Bossi. L’ironia è servita. Chi ieri la insultava sui social per le foto con Salvini («quella m… di compagna», «figlia di un delinquente») oggi la vede urlare contro i leghisti storici. E la divisione è netta: c’è chi la applaude («brava, finalmente qualcuno che non si fa mettere i piedi in testa»), chi la massacra («rispetto per il funerale, cafona tu per prima»).
Francesca Verdini non è più solo la compagna di Salvini. È diventata un personaggio pubblico che pesa. Posta lettere d’amore quando lui è sotto processo Open Arms, incassa odio quando si fanno vedere insieme, produce tv mentre lui fa politica. E ieri, al pratone di Pontida, ha mostrato i muscoli. Non con un tweet, ma guardandosi negli occhi con un militante arrabbiato. Ha fatto quello che Salvini non ha fatto: ha risposto.
Il video circola, i commenti esplodono, i vecchi leghisti mugugnano. E intanto la Lega si ritrova con un problema in più: non solo i no di Bossi che tornano dal passato, ma una donna che non sta zitta. Una donna che, ironia della sorte, porta il cognome di uno degli uomini più odiati dai leghisti della prima ora.
Alla fine, ieri a Pontida non si è seppellito solo Bossi. Si è seppellito anche il mito della Francesca silenziosa. Ora c’è una nuova versione: quella che urla “cafone” a chi attacca il suo uomo. Piacerà a Salvini? Piacerà alla base? O diventerà l’ennesimo motivo per cui la Lega di oggi e quella di ieri non si parlano più?
La risposta arriverà presto. Intanto il video è lì. E Francesca Verdini, stavolta, ha parlato chiaro.