Matteo Berrettini spacca il Miami Open: Bublik ko in due set, il martello è tornato e fa paura

matteo berrettini

Miami, 23 marzo 2026 – Non era scontato, non dopo gli ultimi anni di stop-and-go, infortuni e ranking che ballava pericolosamente fuori dalla top 100. Invece Matteo Berrettini sta scrivendo un’altra pagina di riscatto proprio dove serve: sul cemento americano, al Miami Open, dove ha appena eliminato la decima testa di serie Alexander Bublik con un secco 6-4 6-4 in poco più di un’ora e mezza. Un upset che sa di rinascita, di “ci sono ancora”, e che ha fatto esplodere i social italiani: il martello è tornato a colpire forte, e stavolta sembra farlo con convinzione diversa.

Il match contro Bublik è stato un manifesto di ciò che Berrettini sa fare quando sta bene: servizio da urlo (oltre l’80% di prime, diversi ace pesanti), dritto che spacca il campo e una solidità mentale che negli ultimi tempi era mancata. Il kazako, noto per il tennis imprevedibile e i trick shot, non ha mai trovato ritmo. Break nel primo set sul 4-4 con un errore di dritto di Bublik, e poi dominio: berrettini ha chiuso 6-4 senza concedere chance. Secondo set identico copione, break decisivo a zero e chiusura con un ace da paura. “È una vittoria importante, mi dà fiducia”, ha detto Matteo a fine partita, con quel sorriso un po’ timido ma soddisfatto che i tifosi riconoscono bene.

Pochi giorni prima aveva liquidato Alexandre Muller 6-4 6-2 senza sudare troppo. Due vittorie nette, zero set persi finora: numeri che pesano per un giocatore reduce da un calvario fisico. Dopo Indian Wells, dove aveva battuto Mannarino in tre set tiratissimi per poi accasciarsi per crampi subito dopo il match point (una scena drammatica che ha fatto il giro del web), molti si chiedevano se il fisico avrebbe retto sul cemento veloce di Miami. Invece Berrettini sta rispondendo sul campo: arriva sulla palla con più reattività, nasconde meglio la stanchezza, e soprattutto sembra divertirsi di nuovo.

Il contesto rende tutto più bello. Matteo Berrettini è al numero 68 ATP, lontano anni luce dal best ranking di n.6, ma sta difendendo punti pesanti e rischia di precipitare ulteriormente se non fa risultato. Miami è diventata la sua chance: buon feeling storico con il torneo (anche se non ha mai spinto oltre gli ottavi), superficie che premia il suo gioco esplosivo, e un tabellone che – dopo aver superato la decima testa di serie – gli apre prospettive concrete. Prossimo turno contro Valentin Vacherot (o eventualmente Navone): sulla carta abbordabile, ma guai a sottovalutare. Se passa, gli ottavi potrebbero regalare un altro big match e punti pesanti per rientrare in top 50 entro l’estate.

E qui entra la parte che pochi dicono ad alta voce. Berrettini non è più il “favorito dei social” che vince Wimbledon da underdog nel 2021. Ha 29 anni, un corpo che ha sofferto troppo, e una pressione enorme come unico italiano capace di battere i top player sul cemento. In Italia c’è chi lo ama alla follia e chi lo critica duramente: “Manca preparazione atletica”, “arriva tardi sulla palla”, scrivono alcuni sui commenti YouTube dopo le partite. Ma c’è anche chi vede il bicchiere mezzo pieno: con Enqvist in panchina sta lavorando su consistenza e gestione della fatica, non più solo sul “bomba o niente”. La vittoria su Bublik è la prova che il lavoro sta pagando.

I tifosi italiani sono in delirio. Gruppi Facebook e Instagram pieni di “Grande Matte!”, meme con il martello che spacca il cemento, e un sentimento condiviso: “Se continua così, Monte-Carlo con la wild card potrebbe essere il suo rilancio definitivo”. Già, perché dopo Miami c’è la terra rossa, dove Berrettini ha sempre fatto faville (finale a Roma 2021, quarti a Parigi). Ma prima deve confermare qui, a Miami, che non è un fuoco di paglia.La domanda che tutti si pongono è semplice: quanto può spingere Matteo Berrettini in questo 2026? Il fisico reggerà? La testa resterà lucida nei momenti chiave? Per ora risponde con i fatti: due vittorie convincenti, un upset su un top 15, e la sensazione che il “vero” Berrettini stia tornando. Non è più solo speranza. È realtà. E per il tennis italiano, dopo anni di Sinner al comando, rivedere Berrettini competitivo fa bene al cuore.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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