Influenza aviaria, primo caso umano di H9N2 in Europa individuato in Lombardia: la situazione è sotto controllo

Influenza aviaria

Un caso di influenza aviaria ha riportato l’attenzione degli esperti sul virus che da anni circola tra gli uccelli. In Lombardia è stato identificato il primo contagio umano in Europa da virus influenzale A(H9N2), un ceppo a bassa patogenicità di origine aviaria. Si tratta di una persona fragile con patologie pregresse, rientrata da un Paese extraeuropeo (Africa) dove avrebbe contratto l’infezione. Il paziente è attualmente ricoverato in isolamento all’ospedale San Gerardo di Monza e le sue condizioni sono monitorate dalle autorità sanitarie.

Il Ministero della Salute ha comunicato la notizia con tempestività, sottolineando che non esiste alcun allarme per la popolazione generale. L’infezione è stata contratta all’estero attraverso esposizione diretta a pollame infetto o ambienti contaminati, modalità tipica per questo tipo di virus. Non risulta alcuna trasmissione da persona a persona, e i contatti del caso sono stati individuati e tenuti sotto osservazione secondo i protocolli standard.

L’influenza aviaria continua a rappresentare una sfida per il settore avicolo italiano e europeo. Nella stagione 2025-2026, il Centro di Referenza Nazionale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha registrato decine di focolai di influenza aviaria altamente patogena (HPAI H5N1) soprattutto nel Nord Italia, con impatti significativi sugli allevamenti di tacchini e galline ovaiole. L’ultimo aggiornamento al 20 marzo 2026 conferma una circolazione del virus negli uccelli selvatici e domestici, anche se con una tendenza alla diminuzione rispetto al picco invernale.

Il ceppo H9N2, al centro di questo caso umano isolato, è diffuso principalmente in Asia e Africa e si caratterizza per una patogenicità bassa negli uccelli. Negli ultimi anni ha mostrato una certa capacità di infettare l’uomo, con casi per lo più lievi o asintomatici, soprattutto in soggetti con esposizione diretta agli animali. In tutto il mondo si contano circa 195 infezioni umane da H9N2 dal 1998, la maggior parte in Cina, con esiti generalmente favorevoli tranne in presenza di altre patologie. Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’ECDC ribadiscono che il rischio per la popolazione generale resta basso, ma eventi come questo servono a rafforzare i sistemi di sorveglianza.

Sul fronte veterinario, l’Italia sta rispondendo con misure concrete. È in partenza una campagna di vaccinazione preventiva negli allevamenti ad alta densità, in particolare in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, destinata prioritariamente a tacchini e galline ovaiole. Questa strategia si affianca alle tradizionali misure di biosicurezza, abbattimento selettivo nei focolai e zone di restrizione. L’obiettivo è ridurre l’impatto economico sul settore avicolo, che negli anni scorsi ha visto abbattimenti di milioni di capi e perdite significative per gli allevatori.

Gli epidemiologi, tra cui Gianni Rezza, commentano con prudenza: “Non c’è alcun allarme in Italia. Si tratta di un caso importato in un soggetto fragile e il sistema di sorveglianza ha funzionato perfettamente”. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, parla di “campanello d’allarme utile per mantenere alta l’attenzione e la preparedness”, senza però elementi che facciano pensare a un rischio immediato di diffusione nella comunità.

L’influenza aviaria richiama l’attenzione del pubblico soprattutto quando emergono casi che coinvolgono l’uomo, anche se rari e controllati. Le famiglie che vivono vicino ad allevamenti, gli operatori del settore agroalimentare e chi segue le notizie di salute si interrogano sui possibili rischi per la sicurezza alimentare. Le autorità rassicurano: il consumo di carne e uova cotte correttamente non comporta pericoli, e i controlli lungo la filiera sono rigorosi.

Le autorità sanitarie e veterinarie continueranno il monitoraggio intensivo sia sugli animali che sugli eventuali nuovi casi umani. L’approccio One Health – che integra salute umana, animale e ambientale – resta centrale nella strategia italiana ed europea. Nei prossimi giorni e settimane sono attesi aggiornamenti sui contatti del paziente e sull’andamento dei focolai negli allevamenti.

Questo episodio, pur isolato, ricorda quanto sia importante mantenere elevata la guardia di fronte a virus che circolano nel regno animale. La scienza e le istituzioni italiane dimostrano ancora una volta di saper reagire con rapidità e trasparenza, fornendo alla popolazione informazioni chiare senza allarmismi inutili. L’attenzione resta alta, ma la situazione è gestita con professionalità.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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