Giorgia Meloni dimissioni Santanchè: la ministra si è dimessa, la lettera e cosa cambia ora

Giorgia Meloni dimissioni Santanchè

Roma, 26 marzo 2026 – La Santanchè si è dimessa. Dopo ventiquattr’ore di tensione e un braccio di ferro che ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri, Daniela Santanchè ha formalizzato le sue dimissioni da ministra del Turismo. La notizia, arrivata nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 marzo, ha chiuso una vicenda che ha messo sotto i riflettori il rapporto tra Giorgia Meloni e una delle sue più fedeli alleate. Il motivo? La premier aveva “auspicato” pubblicamente il passo indietro, in un gesto inedito che ha segnato una svolta netta dentro Fratelli d’Italia e nel governo.

La lettera Santanchè a Meloni è arrivata dopo ore di silenzio e resistenze. Nel testo, la ormai ex ministra scrive: «Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi». Un passaggio chiaro, ma non privo di amarezza: «Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri». Santanchè tiene a precisare che la decisione non è legata alla vicenda Delmastro e che il suo certificato penale resta immacolato. Un modo per ribadire che santanchè dimissioni perché non dipendono solo dalle inchieste giudiziarie che la riguardano da tempo.

La ministra Santanchè era sotto pressione da mesi. Indagata a Milano per falso in bilancio nel caso Visibilia, per presunta truffa all’Inps legata alla cassa integrazione Covid e per bancarotta fraudolenta su Bioera e Ki Group, la senatrice di Fratelli d’Italia aveva resistito a ogni richiesta di dimissioni. Le opposizioni avevano depositato una mozione di sfiducia, pronta a essere discussa il 30 marzo. Poi è arrivato il referendum sulla giustizia, la netta vittoria del No e il terremoto politico che ne è seguito. Meloni ha prima accettato le dimissioni di Delmastro e della capo di gabinetto Bartolozzi, quindi ha chiesto lo stesso passo a Santanchè «per sensibilità istituzionale». Un segnale forte: la premier ha deciso di non coprire più una figura diventata ingombrante.

Santanchè indagata da anni, eppure fino a ieri Meloni l’aveva difesa a spada tratta, sostenendo che fino a sentenza definitiva non c’erano motivi per un passo indietro. Ieri qualcosa è cambiato. La premier ha rotto gli schemi e ha chiesto esplicitamente le dimissioni. La Santanchè si è dimessa dopo una telefonata e una nota scritta. Un addio che arriva in un momento delicatissimo per il governo, reduce da una sconfitta referendaria pesante e con la necessità di rilanciare l’azione esecutiva.

Le reazioni politiche sono arrivate immediate. Giuseppe Conte, leader del M5S, ha parlato di «governo barcollante» e di una Meloni «debole, debolissima». Dal Pd e da Alleanza Verdi e Sinistra è arrivato un coro di soddisfazione: la mozione di sfiducia non servirà più, ma il caso resta simbolo di un’esecutivo in difficoltà. Dentro la maggioranza c’è chi incassa in silenzio e chi, come alcuni esponenti di FdI, sottolinea la «coerenza» della premier. Il partito di Santanchè, però, incassa il colpo: una delle sue figure più note e mediatiche lascia il governo dopo tre anni di permanenza.

Sul fronte giudiziario nulla cambia. Le inchieste proseguono il loro corso, con udienze già fissate e fascicoli che rischiano di allungarsi. Ma politicamente il segnale è chiaro: Meloni ha scelto di tagliare i rami più esposti per provare a ricompattare la coalizione e a dare un’immagine di rigore. La domanda che ora tutti si pongono è perché si è dimessa la Santanchè davvero. La risposta ufficiale è la sensibilità istituzionale chiesta dalla premier. Quella più politica è la necessità di voltare pagina dopo il referendum e di evitare che il caso diventasse un’ancora per il governo.

Nelle prossime ore si aprirà la partita delle sostituzioni. Il dicastero del Turismo, strategico per l’economia italiana, dovrà essere affidato a una figura di peso. Intanto Palazzo Chigi studia la tempistica: le dimissioni sono formalizzate, ma il Consiglio dei ministri dovrà ratificarle e nominare il successore. Sul web e sui social il dibattito è già acceso. Da una parte chi saluta il gesto come un atto di responsabilità, dall’altra chi parla di «sacrificio inutile» visto che le inchieste restano sul tavolo.

Il caso Giorgia Meloni dimissioni Santanchè rappresenta molto più di un cambio al vertice di un ministero. È il segnale che dentro la maggioranza qualcosa sta cambiando: la premier ha scelto di anteporre l’interesse collettivo a quello personale, anche a costo di perdere un’alleata storica. Resta da capire se questo passo servirà a rafforzare l’esecutivo o se, al contrario, aprirà nuove crepe. Per ora, una cosa è certa: Daniela Santanchè lascia il governo con una lettera che non nasconde né l’amarezza né la fedeltà al movimento. Il resto lo diranno i prossimi mesi e le aule di tribunale.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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