Stefania Craxi prende il posto di Gasparri: lo scossone in Forza Italia dopo il referendum che riapre il dibattito sul futuro del partito

Roma, 26 marzo 2026. In poche ore Stefania Craxi è diventata la nuova capogruppo di Forza Italia al Senato, subentrando a Maurizio Gasparri che ha lasciato l’incarico con una nota asciutta: «Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico». L’avvicendamento, formalizzato nel pomeriggio durante la riunione del gruppo a Palazzo Madama, arriva come una scossa dopo la sconfitta del centrodestra al referendum sulla giustizia. E subito si moltiplicano le domande su perché Gasparri si è dimesso, su cosa significhi davvero questo cambio e su quale sia il peso di Marina Berlusconi e Antonio Tajani in questa fase delicata del partito.
Maurizio Gasparri dimissioni non sono arrivate dal nulla. Da giorni circolava una lettera firmata da 14 senatori su 20 del gruppo azzurro – tra cui i ministri Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo e il viceministro Francesco Paolo Sisto – che chiedeva un avvicendamento «nell’interesse dell’unità del partito». Una mossa interna che ha accelerato i tempi. Gasparri, storico esponente di Forza Italia e uomo considerato molto vicino al segretario Tajani, ha preferito anticipare e gestire personalmente il passo indietro, evitando uno scontro frontale. Al suo posto è stata eletta proprio Stefania Craxi, finora presidente della commissione Esteri e Difesa, che a sua volta lascerà quel ruolo a Gasparri in un classico scambio di poltrone.
Il contesto politico è chiaro: il referendum sulla riforma della giustizia, bandiera identitaria per gli azzurri e fortemente voluto in memoria di Silvio Berlusconi, si è chiuso con una netta vittoria del No. Un risultato che ha lasciato strascichi dentro il partito, tra delusione per la campagna condotta e necessità di voltare pagina. In questo clima gasparri dimissioni oggi sono diventate il simbolo di un malessere più ampio, con una parte del gruppo parlamentare che ha spinto per un segnale di rinnovamento. Tajani ha gestito la situazione con pragmatismo, ringraziando pubblicamente Gasparri per l’impegno e dando il benvenuto a Craxi come nuova guida dei senatori azzurri.
Stefania Craxi, figlia di Bettino Craxi e figura di lungo corso nella politica italiana, porta con sé un bagaglio di esperienza e un legame profondo con la storia berlusconiana. L’amicizia storica tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi – nata negli anni Ottanta e cementata anche dal famoso decreto che salvò le tv Mediaset – rende questa nomina particolarmente significativa. Craxi ha sempre mantenuto un profilo di lealtà al centrodestra e al partito di Forza Italia, dove ricopre anche il ruolo di responsabile Formazione su indicazione di Tajani. Nelle prime dichiarazioni ha cercato di smorzare le tensioni: «Non c’è nessuna frattura, nessuna rottura», ha detto, sottolineando che la scelta è un’iniziativa del gruppo parlamentare e non legata direttamente alla sconfitta referendaria. Ha poi aggiunto, con il suo stile diretto, che per una volta il suo cognome non ha pesato in negativo.
Dentro Forza Italia le reazioni sono un mix di sollievo e attesa. Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, ha espresso «grande stima» per Stefania Craxi, definendola una figura di valore e confermando il sostegno al rinnovamento della classe dirigente del partito. Parole che suonano come un endorsement esplicito e che rafforzano l’idea di un partito che vuole guardare avanti senza strappi. Tajani, dal canto suo, ha ribadito che Forza Italia resta «un partito vivo, al centro della politica italiana», e ha gestito la transizione senza aprire nuovi fronti. Eppure, il cambio al vertice del gruppo al Senato inevitabilmente riaccende il dibattito su possibili tensioni tra la componente più legata al segretario e chi spinge per un profilo più aperto e rinnovato.
Gasparri si dimette da capogruppo dopo anni di militanza intensa, ma resta un senatore di peso e assumerà la guida della commissione Esteri, un ruolo di grande rilievo soprattutto in questa fase internazionale. La sua uscita viene letta da molti come un sacrificio necessario per ricompattare il gruppo dopo il referendum, ma anche come il primo segnale visibile di una fase di assestamento interno. Sui social e tra i commentatori politici si rincorrono analisi su quanto questo passaggio possa influenzare gli equilibri futuri: c’è chi parla di «resa dei conti» post-referendum, chi invece di normale ricambio generazionale.
Craxi Stefania al vertice dei senatori azzurri porta un elemento di continuità storica e al tempo stesso di novità. La sua nomina viene accolta con favore da chi vede in lei una figura autorevole, capace di tenere unita una componente parlamentare che in queste ore ha dimostrato di avere voce e volontà propria. Il partito di Berlusconi, orfano del fondatore, si trova ancora una volta a navigare tra fedeltà alla linea moderata e necessità di rilanciare la propria identità in un centrodestra dominato da altri attori.
Cosa succederà ora? Il passaggio di consegne verrà formalizzato nei prossimi giorni con le votazioni di rito. Forza Italia dovrà decidere se questo cambio rimarrà circoscritto al Senato o se aprirà la strada a ulteriori aggiustamenti, magari anche alla Camera. Intanto Tajani e i vertici continuano a ripetere che il partito resta saldo nel governo e nel progetto di centro. Ma la domanda che molti si pongono è se questa piccola rivoluzione interna rappresenti solo un assestamento o l’inizio di una fase più profonda di riflessione sul futuro azzurro.
La storia di Stefania Craxi si intreccia ancora una volta con quella di Forza Italia in un momento di passaggio. Figlia di un leader socialista che ha segnato un’epoca, ora chiamata a guidare i senatori di un partito che ha ereditato parte di quel moderatismo pragmatico. L’avvicendamento con Gasparri chiude una giornata di fibrillazione ma apre interrogativi su come il partito affronterà le prossime sfide, dal consolidamento nel centrodestra alla costruzione di un progetto politico capace di attrarre consenso. Per ora prevale la linea della compostezza: avanti con coerenza, come ha detto lo stesso Gasparri. Ma in politica, soprattutto in questi tempi, gli equilibri possono cambiare velocemente.