Lorenzo Mattia Persiani morto a 21 anni nello schianto con la Porsche a Milano: chi era lo studente del San Raffaele

lorenzo mattia persiani

Milano si è svegliata sotto shock domenica 29 marzo 2026. In viale di Porta Vercellina, all’alba, una Porsche Spyder Rs presa a noleggio con targa tedesca ha perso il controllo, ha urtato il cordolo e si è schiantata contro quattro auto in sosta. Al volante c’era Lorenzo Mattia Persiani, 21 anni appena compiuti. Il giovane è arrivato in codice rosso al Policlinico, è stato operato d’urgenza ma non ce l’ha fatta. Con lui due ragazze di 19 e 20 anni, ferite ma non in pericolo di vita. In poche ore il nome di Lorenzo Mattia Persiani è diventato virale: tutti si chiedono chi era questo ragazzo milanese strappato alla vita in un attimo, mentre tornava da una serata tra amici.

La dinamica è ancora al vaglio della Polizia locale, ma i fatti parlano chiaro. Poco prima delle sei del mattino, la supercar arrivava da viale Papiniano diretta verso piazzale Baracca. Nella curva di Porta Vercellina, all’altezza di via Bandello, il veicolo ha sbandato violentemente. Un impatto devastante: la Porsche si è trasformata in un proiettile, ha sfondato il cordolo destro e ha travolto le auto parcheggiate, finendo la sua corsa nel parterre alberato. I soccorsi dell’Areu sono arrivati subito, con ambulanze, automedica e vigili del fuoco. Lorenzo è stato estratto dalle lamiere in condizioni gravissime e trasportato al Policlinico. Le due amiche, una diciannovenne e una ventenne, sono state portate rispettivamente al San Carlo e al Fatebenefratelli in codice giallo. Per il ragazzo, purtroppo, non c’è stato niente da fare.

Ma chi era Lorenzo Mattia Persiani? Un ragazzo milanese doc, cresciuto in zona Brera con la mamma. Aveva compiuto 21 anni lo scorso 14 dicembre e studiava Medicina all’Università Vita-Salute San Raffaele, con il sogno di diventare odontoiatra. Il suo percorso era già internazionale: aveva frequentato l’International School of Milan, aveva trascorso un anno a Madrid e poi era rientrato in città per continuare gli studi. Le passioni? Le auto e le corse con i kart. Un giovane brillante, pieno di vita, che amava guidare e che quella notte era uscito con le amiche dall’Apophis Club, uno dei locali del giro milanese. Una serata come tante, che si è trasformata in tragedia.

Sul luogo dell’incidente, nella mattinata di ieri, sono arrivate le prime testimonianze di dolore. Amici e mamme dei suoi ex compagni di scuola hanno lasciato fiori proprio dove la Porsche si è fermata. Un gesto semplice ma eloquente: un ragazzo conosciuto, stimato, che aveva davanti un futuro luminoso. Sui social la notizia ha fatto il giro in poche ore. “Un’altra vita spezzata troppo presto”, “Milano non è una pista di Formula 1”, si legge nei commenti. La Porsche Spyder Rs, un’auto da centinaia di migliaia di euro, noleggiata e potente, ha inevitabilmente acceso il dibattito: i giovani, la velocità in città, le notti brave che finiscono male. Eppure, al centro di tutto resta lui, Lorenzo, non una statistica ma un figlio, un amico, uno studente che non tornerà più a casa.

La tragedia di Porta Vercellina arriva in un momento in cui Milano vive di nuovo la movida notturna a pieno regime. I locali del centro, le strade ancora semivuote all’alba, le auto di lusso che molti ventenni prendono a noleggio per sentirsi invincibili. Lorenzo Mattia Persiani non era un “figlio di papà” qualunque: era un ragazzo con una testa sulle spalle, che aveva scelto una facoltà impegnativa come Medicina e che sognava di curare i sorrisi degli altri. La sua morte riapre la ferita di sempre: quanto è fragile la vita quando si mescola adrenalina, velocità e una curva presa male. Le indagini proseguono per capire se sia stato un colpo di sonno, un errore di guida o l’alta velocità a fare la differenza. Ma la domanda che resta sospesa è un’altra: perché un ragazzo di 21 anni deve morire così?

Intorno alla famiglia si è stretto subito un silenzio rispettoso. La madre, che lo aveva cresciuto da sola in Brera, ora deve fare i conti con un dolore che nessuna parola può lenire. I compagni del San Raffaele, i professori, gli amici di kart: tutti ricordano un giovane solare, appassionato, che non si tirava mai indietro. “Aveva un sorriso che illuminava”, ha detto qualcuno sul posto. Piccoli flash che dipingono il ritratto di un ragazzo normale, con sogni grandi, che la vita ha fermato all’improvviso in una strada che migliaia di milanesi percorrono ogni giorno.

Questa storia sta toccando nel profondo perché è la classica tragedia evitabile che colpisce tutti: giovani, famiglie, una città intera. Lorenzo Mattia Persiani non era solo uno studente di odontoiatria con la passione per le auto. Era un pezzo di Milano, di quella generazione che corre troppo forte e paga il prezzo più alto. Mentre i fiori restano sul marciapiede di Porta Vercellina e le indagini vanno avanti, il suo nome continua a rimbalzare sui social e sui siti di news. Perché quando muore un ragazzo di 21 anni al volante di una Porsche dopo una serata tra amici, non è solo cronaca nera. È un campanello d’allarme. È la vita che ti ricorda quanto sia prezioso ogni singolo istante.

E oggi, a Milano, tanti genitori abbracciano più forte i loro figli. Perché Lorenzo Mattia Persiani poteva essere chiunque. E il suo nome, purtroppo, resterà per sempre legato a quella curva maledetta all’alba di una domenica di marzo.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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