Ricina a Campobasso: madre e figlia avvelenate a Natale, svolta choc nelle indagini per duplice omicidio

Pietracatella, piccolo centro in provincia di Campobasso, era ancora sotto shock per la tragica morte di una madre e una figlia dopo il cenone della Vigilia di Natale. Ma quello che sembrava un drammatico caso di intossicazione alimentare si è trasformato, in poche ore, in un’inchiesta per duplice omicidio premeditato. Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni, non sarebbero morte per cibo avariato: le analisi tossicologiche hanno rivelato tracce di ricina, uno dei veleni più potenti e letali al mondo. La Procura di Campobasso ha aperto un nuovo fascicolo contro ignoti, ribaltando completamente il quadro investigativo.
La svolta è arrivata ieri, 31 marzo 2026, dagli esami effettuati sul sangue delle due vittime dal Centro Antiveleni Maugeri di Pavia e confermati da laboratori in Svizzera e negli Stati Uniti. Tracce inequivocabili di ricina veleno hanno smontato l’ipotesi iniziale di intossicazione alimentare scoppiata dopo la cena del 23 dicembre 2025. Madre e figlia erano state ricoverate all’ospedale Cardarelli di Campobasso con sintomi gravi – nausea, vomito, diarrea e difficoltà respiratorie – ma erano state rimandate a casa. Le loro condizioni erano precipitate rapidamente: Sara è morta il 27 dicembre, la mamma il giorno dopo. Il padre, Gianni Di Vita, era stato a sua volta ricoverato in condizioni critiche allo Spallanzani di Roma.
Per mesi gli inquirenti avevano battuto la pista dell’errore medico: cinque dottori del Cardarelli erano finiti sotto indagine per omicidio colposo. Ora tutto cambia. «Non fu intossicazione, ma avvelenamento», spiegano fonti qualificate. La ricina sarebbe stata somministrata nella loro abitazione di Pietracatella. La casa è ancora sotto sequestro, mentre i familiari sopravvissuti si sono trasferiti altrove in attesa degli sviluppi.
Cos’è la ricina e perché è così pericolosa
Ma ricina cos’è esattamente? Si tratta di una potentissima citotossina naturale presente nei semi di ricina, quelli della pianta di ricino (Ricinus communis), comune in molte regioni italiane e non solo. La ricina veleno si estrae dalla polpa dei semi dopo la produzione dell’olio di ricino: un processo relativamente semplice, tanto da averla resa nota anche nella cultura pop. Chi non ricorda Walter White in Breaking Bad che la utilizza come arma letale? Proprio ricina veleno Breaking Bad è tra le ricerche più frequenti in queste ore su Google.
La sua azione è devastante: blocca la sintesi proteica nei ribosomi delle cellule, provocando una morte cellulare progressiva. Una dose minuscola – pari a pochi granelli di sale – può uccidere un adulto. Ricina effetti? Iniziano con violenti disturbi gastrointestinali, febbre, emorragie interne e collasso multiorgano. Non esiste antidoto. Può essere ingerita (i semi devono essere masticati per rilasciare la tossina), inalata o iniettata. Ricina dove si trova? Nei semi della pianta di ricino, diffusa in giardini, campagne e anche come pianta ornamentale. In Italia non è raro imbattersi in semi di ricina, ma estrarre la tossina pura richiede conoscenze specifiche.
L’avvelenamento da ricina è rarissimo nel nostro Paese, eppure allarma le autorità proprio per la sua invisibilità: difficile da rilevare nelle autopsie standard e quasi impossibile da sospettare senza analisi mirate. Nel caso di Campobasso gli esami tossicologici avanzati hanno fatto la differenza.
L’inchiesta e il dramma familiare
La Squadra Mobile di Campobasso, guidata dal dirigente Marco Graziano, sta ora ricostruendo ogni dettaglio: chi aveva accesso alla casa? Quali alimenti o bevande potrebbero essere stati contaminati? Le prime verifiche sui cibi natalizi non avevano evidenziato anomalie, ma la ricina cambia tutto. Si indaga per duplice omicidio premeditato, ipotesi che ha scosso l’intera Molise e l’opinione pubblica nazionale.
La comunità di Pietracatella – poco più di 1.200 anime – vive ore di angoscia. Sara, studentessa del liceo classico a Campobasso, era una ragazza solare. Antonella, mamma devota, gestiva la vita familiare con il marito. Il dolore si è trasformato in sgomento: come è possibile che un veleno da film sia entrato in una casa normale?
Perché questo caso ha sconvolto l’Italia
La storia della ricina Campobasso ha fatto il giro d’Italia in poche ore. Sui social esplodono reazioni di paura e incredulità: «Un veleno da Breaking Bad in una famiglia molisana?», «La ricina non è roba da fiction, è reale e letale». L’attenzione mediatica è massima, con La Repubblica, Corriere della Sera, Il Messaggero e Sky TG24 che seguono ogni sviluppo. Il caso riapre il dibattito sulla facilità con cui sostanze tossiche come la ricina possono essere prodotte da semi di ricina facilmente reperibili.
Le autorità invitano alla prudenza: non ci sono al momento indagati, ma l’indagine è solo all’inizio. Restano da chiarire movente, modalità esatta di somministrazione e possibili complici. Intanto, l’avvelenamento Campobasso rimane un monito agghiacciante sulla vulnerabilità di ciascuno di fronte a veleni “invisibili”.Mentre Pietracatella piange le sue vittime, l’Italia intera si interroga. Un dramma familiare si è trasformato in un giallo che sembra uscito da una serie tv. Ma questa volta è tutto vero. E la ricina, quel veleno senza antidoto, ha lasciato un segno indelebile. Le indagini proseguono: ogni pista è aperta, ogni dettaglio sotto la lente. Per Sara e Antonella, la verità è l’unica giustizia possibile.