Ultimo mondiale Italia: dodici anni dall’ultima volta in Brasile, tra rimpianti e domande senza risposta

Ultimo mondiale Italia

Ogni volta che si parla di Mondiali, gli occhi degli italiani tornano lì: al 2014, l’ultimo mondiale Italia. Sono passati dodici anni da quella spedizione in Brasile che si concluse con un’amara eliminazione nella fase a gironi, e le ricerche sull’ultimo mondiale Italia continuano a crescere. Per molti è nostalgia pura, per altri il simbolo di un declino che ha portato l’Italia a saltare due edizioni consecutive della Coppa del Mondo. L’ultima partecipazione Italia ai Mondiali resta ancora oggi un ricordo doloroso, ma indelebile.

Cesare Prandelli guidava quella Nazionale. Dopo l’ottimo Europeo 2012, concluso con la finale persa contro la Spagna, l’Italia arrivava in Brasile con aspettative alte ma non esagerate. La rosa mescolava esperienza e talento: Gigi Buffon in porta, la BBC (Barzagli, Bonucci, Chiellini) in difesa, Andrea Pirlo a orchestrare il centrocampo, Claudio Marchisio e Marco Verratti a supporto, Mario Balotelli come punta di diamante insieme ad Antonio Cassano, Ciro Immobile e Lorenzo Insigne. Una squadra tecnica, che puntava sul possesso palla e sulla qualità individuale.

L’esordio contro l’Inghilterra, il 14 giugno a Manaus, sembrò dare ragione agli ottimisti. Gli azzurri vinsero 2-1 con gol di Marchisio e Balotelli (dopo il pareggio temporaneo di Sturridge), disputando una partita di alto livello tecnico. Sembrava l’inizio di qualcosa di importante. Invece, tutto precipitò rapidamente. Nella seconda gara, contro la sorprendente Costa Rica, arrivò una sconfitta di misura per 1-0, con il gol di testa di Bryan Ruiz. Gli azzurri dominarono il possesso ma mancarono di concretezza sotto porta.

La terza e decisiva partita contro l’Uruguay, a Natal il 24 giugno, entrò nella storia per motivi diversi. All’Italia sarebbe bastato un pareggio per passare agli ottavi. Invece, dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa arrivò l’espulsione diretta di Marchisio per un fallo giudicato grave dall’arbitro. Pochi minuti dopo, l’episodio del morso di Luis Suárez a Giorgio Chiellini – non visto dall’arbitro – accese polemiche infinite. Al 81’ Diego Godín segnò di testa il gol dell’1-0 che condannò l’Italia all’eliminazione. Tre punti, zero gol segnati nelle ultime due partite, e a casa. La seconda eliminazione consecutiva al primo turno dopo il Sudafrica 2010.

Quel mondiale 2014 Italia lasciò un sapore amaro. Prandelli si dimise subito dopo, insieme al presidente della FIGC Giancarlo Abete. Il gruppo parve spaccato, con tensioni emerse anche tra i giocatori. Balotelli, spesso al centro delle attenzioni, non riuscì a ripetere le magie dell’Europeo. Pirlo, a 35 anni, diede tutto quello che aveva, ma la squadra apparve stanca e poco incisiva nei momenti chiave. Il mondiali 2014 segnò per molti il punto di non ritorno di una generazione che aveva sfiorato il tetto d’Europa ma non riuscì a confermarsi sul palcoscenico più importante.

Da allora l’Italia non è più tornata ai Mondiali. Eliminata dalla Svezia nei playoff per Russia 2018, battuta clamorosamente dalla Macedonia del Nord nei playoff per Qatar 2022 nonostante la vittoria dell’Europeo 2020. L’ultimo mondiale Italia 2014 è diventato così il riferimento obbligato quando si discute della crisi azzurra. Cosa è successo davvero in Brasile? Errori tattici, mancanza di cattiveria agonistica, un ciclo che si stava già chiudendo? O forse l’inizio di problemi più profondi nel calcio italiano: scarsa valorizzazione dei giovani, dipendenza dai calciatori stranieri in Serie A, difficoltà nel costruire una Nazionale competitiva su più cicli.

Oggi, mentre l’Italia cerca di tornare ai Mondiali 2026 attraverso i playoff, rivedere le immagini di quell’Italia 2014 fa male ma anche riflettere. Quella squadra aveva qualità tecniche evidenti, un’identità chiara voluta da Prandelli, eppure non è bastato. Il calcio è cambiato: ritmi più alti, fisicità maggiore, pressing asfissiante. L’Italia del 2014 pagò forse il ritardo nell’adattarsi a queste evoluzioni, oltre a episodi sfortunati e a un pizzico di sfortuna.

Ricordare l’ultimo mondiale Italia non serve solo a rivivere rimpianti. Serve a capire dove abbiamo sbagliato e cosa serve per tornare grandi. I quattro titoli mondiali pesano sulla storia, ma il presente racconta un’altra storia: un’assenza troppo lunga dal torneo che ogni calciatore sogna. I tifosi italiani, che ancora oggi cercano video e formazioni di quel mondiale 2014 Italia, aspettano con ansia un segnale di riscatto.L’ultima partecipazione Italia ai Mondiali ci ha lasciato domande aperte. Può questa Nazionale, diversa per mentalità e per generazioni, spezzare l’incantesimo negativo? Il tempo dirà se il 2014 resterà solo un ricordo malinconico o l’ultimo capitolo buio prima di un nuovo inizio. Intanto, il calcio italiano continua a guardarsi allo specchio, chiedendosi quando tornerà a sorridere sotto il sole di un Mondiale.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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