Montagna, record di soccorsi nel 2025: 528 morti e oltre 13mila interventi, l’allarme per escursionisti e turisti

Montagna, record di soccorsi nel 2025

Roma, 7 aprile 2026 – Il 2025 è stato l’anno più impegnativo di sempre per il Soccorso Alpino e Speleologico italiano. Con 13.037 missioni di soccorso, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, e 528 persone decedute, il bilancio tracciato dal Corpo Nazionale del Cai segna un record negativo che preoccupa autorità, tecnici e comunità montane. Mentre il ponte di Pasqua porta migliaia di escursionisti sui sentieri, l’allerta resta alta: cadute, malori e scarsa preparazione continuano a mettere a rischio chi sceglie la montagna per sport o svago.

I numeri diffusi nei giorni scorsi dal Cnsas non lasciano spazio a dubbi. Le missioni totali hanno sfiorato quota 13mila, richiedendo oltre 204mila ore di impegno da parte di circa 7mila tecnici volontari. I feriti sono stati 9.624, mentre 4.231 persone sono state soccorse illese e 140 risultano disperse. Le vittime sono aumentate del 13% rispetto al 2024, invertendo un trend di leggera riduzione osservato negli anni precedenti. L’escursionismo resta l’attività più coinvolta, con il 43,6% degli interventi, seguita da mountain bike, sci e alpinismo. Le cadute rappresentano quasi la metà dei casi, spesso legate a sottovalutazione dei rischi, preparazione insufficiente e condizioni ambientali variabili.

Il dato assume particolare rilevanza proprio in questi giorni di festa pasquale, quando il bel tempo spinge molti italiani verso le vette e i sentieri di Alpi e Appennini. Dopo una nevicata primaverile eccezionale che ha imbiancato il Centro Italia con accumuli record – fino a oltre due metri in alcune zone dell’Abruzzo – il Servizio Meteomont dei Carabinieri ha emesso avvisi di pericolo valanghe “Forte 4” su Gran Sasso e Maiella. Il rialzo termico previsto per il weekend aumenta l’instabilità del manto nevoso, rendendo necessari appelli alla massima prudenza da parte della Protezione Civile.

Le cause principali degli incidenti in montagna restano note ma persistenti: il 45% degli interventi deriva da cadute o scivolate, il 14% da malori e l’8% da incapacità a proseguire l’attività. L’identikit tipico della persona soccorsa è un uomo italiano tra i 50 e i 60 anni, spesso escursionista occasionale che affronta percorsi più impegnativi del previsto. «La pressione sul sistema di soccorso cresce costantemente», sottolineano dal Cnsas, «e questo richiede non solo risorse ma anche una maggiore cultura della prevenzione tra chi frequenta l’ambiente montano».

Nelle ultime ore Pasquetta ha confermato il trend: interventi multipli in Friuli per escursionisti feriti a Barcis, Moggio e Tramonti di Sopra, mentre in Lombardia e Trentino le squadre sono state impegnate in recuperi su terreni innevati o scivolosi. Anche durante la Pasqua precedente si erano registrati numerosi soccorsi, da incidenti in volo a cadute in ambiente innevato, dalla Sicilia alle Alpi.

I tecnici del Soccorso Alpino non nascondono la preoccupazione. «Siamo di fronte a un aumento costante dell’afflusso in montagna, spinto dal desiderio di natura e dal turismo outdoor post-pandemia, ma non sempre accompagnato da adeguata preparazione», spiega un responsabile regionale del Trentino, dove nel 2025 si sono contati 1.553 interventi e 51 decessi. Molti escursionisti partono senza attrezzatura adeguata, ignorano i bollettini meteo e sottovalutano il cambio repentino delle condizioni in quota. Lo stesso vale per chi pratica mountain bike o e-bike su sentieri ripidi.

Le autorità locali e i gestori dei rifugi lanciano appelli chiari: consultare sempre i bollettini valanghe e meteo, scegliere percorsi adeguati al proprio livello, portare con sé dispositivi di localizzazione e informare qualcuno del proprio itinerario. «La montagna non perdona errori», ricordano dal Soccorso Alpino Valdostano, che da solo ha gestito 1.750 missioni nel 2025.

Dal lato dei turisti e degli escursionisti emergono reazioni contrastanti. Molti apprezzano la libertà e il contatto con la natura che la montagna offre, soprattutto in un periodo di tensioni internazionali che spinge verso vacanze di prossimità. Tuttavia, alcuni operatori turistici segnalano che l’aumento di visitatori poco esperti crea tensioni con le comunità locali, preoccupate per il sovraffollamento dei sentieri e per i costi del soccorso, che grava in parte sulle casse pubbliche.

I sindacati dei tecnici volontari e le associazioni ambientaliste chiedono più investimenti in formazione, cartellonistica e campagne di sensibilizzazione. «Non possiamo pensare di gestire solo le emergenze: serve prevenzione a monte», affermano esponenti del Cai. Alcuni sindaci di località montane propongono limiti agli accessi in certe zone sensibili o obblighi di registrazione per escursioni impegnative, ipotesi che però incontrano resistenze da parte di chi vede nel turismo la principale risorsa economica per le valli.

Le imprese turistiche, dal canto loro, vivono una fase di transizione. Il boom di prenotazioni in montagna registrato in Lombardia per Pasqua – con picchi oltre il 64% di occupazione – conferma l’attrattività delle destinazioni alpine e appenniniche, ma il record di incidenti del 2025 spinge verso modelli più responsabili. Rifugi e guide alpine segnalano una crescente domanda di escursioni accompagnate, sintomo di maggiore consapevolezza tra i visitatori più attenti.Guardando ai prossimi mesi, la montagna italiana si prepara a una stagione estiva che si annuncia intensa. Il cambiamento climatico, con ghiacciai in rapido ritiro e nevicate sempre più irregolari, rende l’ambiente ancora più imprevedibile. Esperti e operatori concordano su un punto: senza una vera cultura della sicurezza e senza un turismo più sostenibile, il carico sul sistema di soccorso rischia di diventare insostenibile. Nei prossimi giorni, mentre migliaia di escursionisti torneranno sui sentieri dopo le feste, il messaggio del Soccorso Alpino resta semplice ma urgente: la montagna regala emozioni uniche, ma va rispettata con preparazione, umiltà e prudenza. Solo così potrà continuare a essere un patrimonio da vivere, e non un luogo di tragedia.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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