Matteo Berrettini oggi a Montecarlo: Bautista Agut si ritira sul 4-0, l’azzurro vola al secondo turno

MONTECARLO – Matteo Berrettini esce dal campo con un sorriso e un abbraccio al suo team. Non ha dovuto sudare troppo, ma la sostanza è chiara: l’azzurro è al secondo turno del Rolex Monte-Carlo Masters 2026. Roberto Bautista Agut, entrato come lucky loser, ha alzato bandiera bianca dopo appena quattro game, con il punteggio di 4-0 nel primo set. Un ritiro improvviso per un problema al collo e alla spalla destra che ha interrotto una sfida già segnata fin dai primi scambi.
Era l’esordio in singolare per Berrettini nel tabellone principale, dopo la bella vittoria di lunedì in doppio con Andrea Vavassori contro De Minaur e Norrie. Il romano, numero 90 del ranking e wildcard, ha approfittato di un avversario in difficoltà fin dal warming-up. Bautista Agut, 37 anni e numero 85 Atp, aveva già mostrato segni di fatica nel torneo di qualificazione e nel match di ieri. Ma nessuno si aspettava un epilogo così rapido sul centrale Court Rainier III.
Berrettini ha scelto di servire per primo dopo il sorteggio vinto dallo spagnolo. Ha tenuto il game d’apertura a 15 con due ace e un servizio vincente, poi ha subito rotto il servizio dell’avversario con un dritto vincente incrociato. Sul 2-0 ha consolidato a zero, martellando con il diritto e chiudendo con un ace. A quel punto Bautista Agut ha chiesto un medical time-out di sette minuti: collo e spalla destra non rispondevano più. Al rientro, l’azzurro ha strappato un altro break con un passante di rovescio chirurgico e si è portato sul 4-0. Lo spagnolo ha provato un ultimo game al servizio, ha perso il punto e ha stretto la mano al netto, visibilmente deluso.
Una partita breve ma intensa nei primi scambi, con Berrettini subito in modalità “terracotta aggressiva”. Il suo servizio ha viaggiato bene, il diritto ha fatto male come ai tempi d’oro e il movimento sulle gambe è sembrato fluido nonostante le tante pause forzate degli ultimi anni. Per l’azzurro è la sesta vittoria in carriera contro Bautista Agut (ora 5-1 il bilancio): un avversario che conosce bene e contro il quale ha sempre trovato soluzioni, anche sulla terra.
La stagione di Berrettini è ancora in fase di costruzione. Dopo i problemi alla schiena e all’addome che lo hanno frenato a lungo, il ranking è fuori dalla top 100 live e i risultati sono altalenanti: la vittoria a Gstaad dell’anno scorso resta l’unico titolo recente, mentre a Marrakech ha perso una maratona di tre ore contro Buse. A Montecarlo, però, il feeling è sempre stato speciale. L’anno scorso qui ha firmato una delle imprese più belle della carriera battendo Alexander Zverev prima di arrendersi a Lorenzo Musetti. Questa wildcard è un’occasione per ritrovare ritmo e punti importanti: con la vittoria di oggi incassa 50 punti Atp e difende quelli degli ottavi 2025.
Per il torneo è un segnale: il tabellone perde un veterano esperto della terra come Bautista Agut, che negli ultimi anni aveva sempre dato filo da torcere ai top player. Berrettini, invece, guadagna fiducia e un giorno in più di riposo. Domani, sul centrale o su uno dei campi laterali, lo aspetta Daniil Medvedev, testa di serie numero 10. Il russo ha vinto tutti e tre i precedenti (l’ultimo in finale di Atp Cup 2021), ma Berrettini sa che sulla terra il discorso cambia: Medvedev non ama la superficie e l’azzurro può far valere il servizio e il diritto pesante.
L’atmosfera sugli spalti del Rainier III era da grande appuntamento. I tifosi italiani, arrivati numerosi anche di martedì mattina, hanno applaudito ogni punto di Berrettini e hanno salutato con fair play il ritiro dello spagnolo. Sui social il buzz è immediato: “Finalmente un po’ di fortuna anche per Matte”, “Berrettini è vivo, Montecarlo è casa sua”, scrivono in tanti. C’è chi ricorda la cena tra azzurri di qualche sera fa – con Musetti e Cobolli che hanno scherzato sul “Berrettini senza portafoglio” – e chi vede in questo passaggio al secondo turno il primo passo di una primavera diversa.
Berrettini esce dal campo con la racchetta in spalla e lo sguardo già proiettato avanti. Non è la vittoria più bella della carriera, ma è esattamente quello di cui aveva bisogno: un esordio senza infortuni, un secondo turno guadagnato e la possibilità di testarsi contro un top player. La stagione sulla terra è appena iniziata e l’azzurro, a 29 anni, sa che ogni match è un mattone per tornare dove era prima: tra i migliori del mondo.
Il cammino verso gli ottavi è aperto. Ora tocca a lui dimostrare che il Berrettini di Montecarlo è tornato per restare.