Accisa sui carburanti: prorogato il taglio fino al 1° maggio, ma i prezzi alla pompa non calano

Il governo ha deciso di prorogare il taglio temporaneo dell’accisa sui carburanti fino al primo maggio 2026. La misura, varata in extremis dal Consiglio dei ministri il 3 aprile, estende di quasi un mese lo sconto di circa 24,4 centesimi al litro su benzina e gasolio introdotto a metà marzo per contrastare i rincari legati alla crisi in Medio Oriente. Nonostante l’intervento, che costa allo Stato altri 500 milioni di euro, i prezzi alla pompa restano elevati e in molte regioni il diesel ha superato i 2,1 euro al litro, alimentando il malcontento di automobilisti, autotrasportatori e famiglie.
Il decreto approvato venerdì scorso ridetermina temporaneamente le aliquote di accisa su benzina, gasolio, GPL e gas naturale usati come carburanti, mantenendo la riduzione di 20 centesimi sull’accisa vera e propria (più l’effetto dell’Iva). La proroga arriva proprio mentre scadeva la prima finestra di venti giorni, partita il 19 marzo, e interviene in un quadro di quotazioni internazionali del petrolio ancora instabili per le tensioni tra Israele, Stati Uniti e Iran. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che i fondi necessari arriveranno in parte dalla tassazione sulle emissioni Ets e dal gettito Iva, confermando l’impegno del governo a tutelare imprese e cittadini senza gravare ulteriormente sui conti pubblici.
L’effetto concreto sui distributori, però, è parziale. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il taglio dell’accisa sui carburanti ha attenuato i rincari, ma non li ha fermati: in autostrada il gasolio viaggia spesso sopra i 2,1 euro e la benzina self service si attesta intorno a 1,85-1,95 euro al litro. L’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato che lo sconto si è dimezzato rispetto alle attese iniziali a causa dei rialzi del prezzo industriale, mentre Codacons e associazioni di categoria parlano di un intervento «insufficiente» soprattutto per chi usa il diesel per lavoro o per spostamenti quotidiani.
La decisione del governo si inserisce in un dibattito lungo anni sull’accisa sui carburanti, una delle più alte d’Europa. In Italia le imposte fisse rappresentano oltre metà del prezzo finale pagato alla pompa e sono state al centro di accese polemiche già durante la pandemia e la guerra in Ucraina, quando il governo Draghi aveva introdotto tagli temporanei simili. A gennaio 2026 la Legge di Bilancio aveva già riallineato le aliquote tra benzina e gasolio a 672,90 euro per mille litri, eliminando il sussidio ambientalmente dannoso sul diesel: una mossa che aveva aumentato di circa 4 centesimi l’accisa sul gasolio e ridotto quella sulla benzina. Il taglio di marzo-aprile rappresenta quindi un intervento d’emergenza sovrapposto a una riforma strutturale voluta dall’Europa per favorire la transizione ecologica.
Le reazioni politiche e sociali non si sono fatte attendere. L’opposizione ha accusato l’esecutivo di procedere a spot senza una strategia di lungo periodo, mentre Confcommercio e Confartigianato hanno apprezzato la proroga ma chiesto misure più incisive per il trasporto merci. Sui social e nei talk show televisivi il tema dell’accisa è tornato a infiammare il dibattito: molti automobilisti segnalano che il risparmio al pieno è di pochi euro, insufficienti a compensare l’aumento generale del costo della vita. Gli autotrasportatori, che avevano ottenuto anche un credito d’imposta per mitigare l’impatto sui listini, continuano a lamentare margini risicati e temono ripercussioni sui prezzi dei beni nei supermercati.
In questo contesto l’accisa sui carburanti è diventata simbolo di un nodo irrisolto: come conciliare esigenze di bilancio, tutela dell’ambiente e potere d’acquisto delle famiglie. Il governo ha ribadito che l’intervento è temporaneo e legato all’eccezionalità della crisi energetica, ma non ha escluso ulteriori proroghe se le quotazioni internazionali dovessero peggiorare. Intanto Mister Prezzi e la Guardia di Finanza monitorano la rete distributiva per evitare speculazioni, con oltre 1.900 controlli già effettuati dall’inizio dell’emergenza.La proroga del taglio dell’accisa sui carburanti arriva in un momento delicato per l’economia italiana, con la primavera che porta i primi ponti festivi e molti italiani pronti a mettersi in viaggio. Resta da vedere se lo sconto esteso riuscirà davvero a calmierare i listini o se, come accaduto nelle settimane scorse, l’effetto sarà eroso dai movimenti del greggio. Per ora, l’unica certezza è che il caro carburanti continua a pesare sulle tasche degli italiani, alimentando un malumore che va ben oltre il pieno di benzina.